Il Ricorso Tardivo in Cassazione: Analisi di un Caso di Inammissibilità
Nel mondo del diritto, il tempo è un fattore cruciale. I termini processuali non sono semplici formalità, ma pilastri che garantiscono la certezza del diritto e il corretto svolgimento del processo. Un recente provvedimento della Corte di Cassazione ci ricorda in modo inequivocabile le gravi conseguenze di un ricorso tardivo, culminato in una dichiarazione di inammissibilità e nella condanna a spese e sanzioni. Analizziamo questa decisione per comprendere l’importanza del rispetto delle scadenze procedurali.
I Fatti del Caso
La vicenda trae origine da un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) del Tribunale di Crotone. Con tale provvedimento, datato 14 marzo 2024, veniva convalidato l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e un DASPO (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive) a carico di un cittadino. L’ordinanza veniva notificata all’interessato il 19 marzo 2024. Successivamente, il cittadino decideva di impugnare tale decisione presentando ricorso per Cassazione. Tuttavia, il deposito dell’atto di ricorso avveniva solamente il 10 aprile 2024, ben oltre i termini previsti dalla legge.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con ordinanza del 27 settembre 2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione è stata netta e non ha lasciato spazio a interpretazioni: il mancato rispetto dei termini per l’impugnazione ha precluso ai giudici qualsiasi valutazione nel merito delle doglianze sollevate dal ricorrente. Di conseguenza, il cittadino è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila Euro in favore della Cassa delle Ammende.
Le Motivazioni della Suprema Corte
La Corte ha basato la sua decisione su argomentazioni procedurali chiare e inoppugnabili, evidenziando diverse criticità nell’azione legale del ricorrente.
Il Mancato Rispetto dei Termini per l’Impugnazione e il ricorso tardivo
Il motivo principale e assorbente della decisione è la tardività del ricorso. I giudici hanno rilevato che, essendo stata l’ordinanza notificata il 19 marzo 2024, la presentazione del ricorso in data 10 aprile 2024 era avvenuta “tardivamente”. La legge, in particolare gli articoli 585 e 591 del codice di procedura penale, stabilisce termini perentori per le impugnazioni. Superare tale soglia temporale comporta, come in questo caso, la sanzione processuale dell’inammissibilità, che impedisce al giudice di esaminare le ragioni dell’impugnazione.
La Tardività della Memoria Difensiva
Oltre al ricorso, anche la memoria difensiva presentata nell’interesse del ricorrente è risultata tardiva. Depositata il 12 settembre 2024, non ha rispettato il termine di quindici giorni liberi prima dell’udienza fissata per il 27 settembre 2024. Sebbene questo aspetto sia secondario rispetto alla tardività del ricorso principale, esso dimostra un’ulteriore non conformità alle regole procedurali.
L’Infondatezza degli Altri Motivi
La Corte ha inoltre liquidato come manifestamente infondati gli altri argomenti difensivi. In particolare, è stato chiarito che, per i procedimenti in Cassazione, l’avviso di fissazione dell’udienza viene comunicato, ai sensi dell’articolo 610 del codice di procedura penale, esclusivamente ai difensori e non alla parte personalmente. Questo ha reso irrilevante la lamentela del ricorrente circa la mancata notifica personale dell’avviso.
Conclusioni: Le Conseguenze Pratiche del Ricorso Tardivo
Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale della procedura penale: i termini sono perentori e il loro mancato rispetto ha conseguenze irreversibili. Un ricorso tardivo non viene giudicato nel merito; è semplicemente respinto per una questione formale. Le implicazioni pratiche sono significative: non solo il provvedimento impugnato diventa definitivo, ma il ricorrente subisce anche un danno economico, venendo condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione sottolinea l’importanza cruciale del ruolo del difensore nel vigilare attentamente sulle scadenze, poiché un errore in tal senso può vanificare qualsiasi possibilità di successo, a prescindere dalla fondatezza delle ragioni del proprio assistito.
Cosa succede se un ricorso in Cassazione viene presentato in ritardo?
Secondo l’ordinanza, il ricorso viene dichiarato inammissibile. Ciò significa che la Corte non esamina le ragioni del ricorso, ma lo respinge per una violazione formale. Inoltre, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, in questo caso di 3.000 euro, a favore della Cassa delle Ammende.
Qual è la conseguenza principale di un ricorso tardivo?
La conseguenza principale di un ricorso tardivo è la sua inammissibilità. Questo impedisce ai giudici di entrare nel merito della questione, fermando il procedimento a una valutazione preliminare che ne decreta l’improcedibilità a causa del mancato rispetto dei termini perentori stabiliti dalla legge.
A chi viene notificato l’avviso di fissazione dell’udienza in Cassazione?
L’ordinanza chiarisce che, in base all’articolo 610 del codice di procedura penale, l’avviso di fissazione dell’udienza davanti alla Corte di Cassazione viene comunicato solo ai difensori e non direttamente alla parte privata coinvolta nel procedimento.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 40626 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 40626 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 27/09/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME NOME MESSINA il DATA_NASCITA
avverso l’ordinanza del 14/03/2024 del GIP TRIBUNALE di CROTONE
CODICE_FISCALE-13,34.4-
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Rilevato che COGNOME NOME ha proposto ricorso per cassazione avverso l’ordinanza di convalida, emessa in data 14/03/2024 dal G.i.p. del Tribunale di Crotone, dell’obbligo di presentazione a lui irrogato unitamente al DASPO dal Questore della stessa città;
rilevato che detta ordinanza, depositata in data 14/03/2024 e notificata a mani del COGNOME il successivo 19/03/2024, è stato presentato in data 10/04/2024 e quindi tardivamente, ai sensi e per gli effetti di cui agli artt. 585, comma 1 lett. a), e 591, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.; S~
rilevato che la memoria difensiva è stata depositata in data 12/09/2024, e quindi senza il rispetto del termine di quindici giorni liberi, e che comunque sono stati esposti argomenti manifestamente infondati, sia quanto alla prospettata esclusione dell’ordinanza tra i provvedimenti emessi in camera di consiglio, sia quanto al rilievo di omessa notifica dell’avviso di fissazione dell’udienza al COGNOME, essendo la relativa comunicazione prevista, dall’art. 610 cod. proc. pen., ai soli difensori;
ritenuto pertanto che il ricorso debba essere dichiarato inammissibile, con conseguente condanna del COGNOME al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro tremila in favore della RAGIONE_SOCIALE delle Ammende
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro tremila in favore della RAGIONE_SOCIALE delle Ammende.
Così deciso in Roma, il 27 settembre 2024 Il Consigl GLYPH stensore GLYPH
Il Presidente