Ricorso Tardivo: la Cassazione Conferma la Condanna e Impone Sanzioni
Nel mondo della giustizia penale, il rispetto dei termini procedurali non è una mera formalità, ma un pilastro fondamentale che garantisce la certezza del diritto. Un ricorso tardivo può vanificare ogni strategia difensiva, indipendentemente dalla fondatezza delle argomentazioni. Un’ordinanza recente della Corte di Cassazione ce lo ricorda in modo inequivocabile, dichiarando inammissibile un ricorso presentato appena due giorni dopo la scadenza.
I Fatti del Caso
La vicenda processuale ha origine da una condanna emessa dal Tribunale di Bologna il 6 settembre 2016. La sentenza veniva confermata dalla Corte di Appello di Bologna il 7 luglio 2023. L’imputato, ritenendo la decisione ingiusta, decideva di presentare ricorso per cassazione tramite il suo difensore.
I motivi del ricorso erano diversi e toccavano vari aspetti della vicenda:
1. Prescrizione: si sosteneva che per alcuni dei reati contestati fosse ormai decorso il tempo massimo previsto dalla legge per la loro punibilità.
2. Mancato riconoscimento delle attenuanti generiche: la difesa lamentava una violazione di legge e un difetto di motivazione per non aver concesso le circostanze che avrebbero potuto ridurre la pena.
3. Aumento di pena per la continuazione: si contestava l’errata applicazione della legge e la mancanza di motivazione riguardo all’aumento di pena stabilito per la commissione di più reati legati tra loro.
Tuttavia, tutti questi motivi di merito non sono mai stati esaminati dalla Suprema Corte.
La Decisione della Cassazione sul Ricorso Tardivo
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 47341/2023, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda su un unico e insindacabile presupposto di natura procedurale: la tardività dell’impugnazione.
Questo significa che i giudici non sono entrati nel merito delle questioni sollevate dalla difesa, come la prescrizione o le attenuanti. L’errore procedurale ha precluso ogni possibilità di discussione, rendendo definitiva la condanna inflitta dalla Corte d’Appello.
Le conseguenze economiche
Oltre a vedere il proprio ricorso respinto, l’imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali. In aggiunta, la Corte ha ravvisato una colpa nella determinazione della causa di inammissibilità e ha quindi imposto il pagamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Le Motivazioni
Le motivazioni della Corte sono state estremamente concise e dirette, basandosi su un semplice calcolo dei termini. La legge stabilisce regole precise per l’impugnazione delle sentenze.
Nel caso specifico, la sentenza della Corte d’Appello, corredata delle sue motivazioni, è stata depositata in udienza il 7 luglio 2023. Da questa data, la legge prevedeva un termine di quindici giorni per presentare il ricorso per cassazione. La scadenza era quindi fissata per il 22 luglio 2023.
Il ricorso, invece, è stato presentato il 24 luglio 2023, ovvero due giorni dopo il termine ultimo. Questo ritardo, seppur minimo, è stato fatale e ha reso il ricorso tardivo e, di conseguenza, inammissibile. La Corte non ha avuto altra scelta se non quella di applicare rigorosamente la norma procedurale, come previsto dall’articolo 616 del codice di procedura penale.
Le Conclusioni
Questa ordinanza è un monito sull’importanza cruciale del rispetto dei termini nel processo penale. Anche le argomentazioni legali più solide diventano inutili se l’atto che le contiene viene depositato fuori tempo massimo. La decisione evidenzia come il sistema giudiziario ponga la certezza dei rapporti giuridici e la stabilità delle decisioni come un valore primario, che viene tutelato attraverso regole procedurali inderogabili. Per i cittadini e i loro difensori, questo caso sottolinea la necessità di una gestione impeccabile delle scadenze processuali, poiché un errore anche di un solo giorno può avere conseguenze definitive e irreversibili.
Qual è la conseguenza principale di un ricorso tardivo presentato alla Corte di Cassazione?
La conseguenza principale è la dichiarazione di inammissibilità del ricorso. Questo impedisce alla Corte di esaminare le questioni di merito sollevate, rendendo definitiva la sentenza impugnata.
Perché il ricorso in questo caso è stato considerato tardivo?
Il ricorso è stato considerato tardivo perché la sentenza di appello è stata depositata il 7 luglio 2023 e il termine di quindici giorni per impugnare scadeva il 22 luglio 2023. L’atto è stato invece presentato il 24 luglio 2023, due giorni dopo la scadenza.
Oltre all’inammissibilità, quali altre sanzioni sono state imposte al ricorrente?
Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, a causa della colpa ravvisata nel determinare l’inammissibilità del ricorso.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 47341 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 2 Num. 47341 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 18/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME nato in Tunisia il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 07/07/2023 della CORTE di APPELLO di BOLOGNA udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME; ricorso trattato con procedura de plano.
RITENUTO IN FATTO
La Corte di appello di Bologna con sentenza del 7/7/2023 confermava la sentenza del Tribunale di Bologna del 6/9/2016 che aveva condannato NOME per i reati ascrittigli.
L’imputato, a mezzo del suo difensore, ha interposto ricorso per cassazione, eccependo con il primo motivo, con cui deduce la violazione dell’art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen. in relazione ai reati contestati ai capi B) e C), evidenziando che per gli stessi sarebbe maturata la prescrizione.
2.1 Con il secondo motivo deduce la violazione dell’art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen. per erronea applicazione della legge penale e per mancanza di motivazione in ordine al mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.
2.2 Con il terzo motivo lamenta la violazione dell’art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen. per erronea applicazione della legge penale e per mancanza di motivazione in ordine al contenimento dell’aumento di pena per la continuazione.
CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è inammissibile perché tardivo.
Ed invero, la sentenza di secondo grado con motivi contestuali è stata depositata in udienza in data 7/7/2023, per cui il termine di quindici giorni per impugnare scadeva il 22/7/2023. Il ricorso per cassazione è stato presentato in data 24/7/2023 ed è, dunque, tardivo.
All’inammissibilità del ricorso segue, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento nonché, ravvisandosi profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al pagamento in favore della Cassa delle ammende della somma di euro tremila, così equitativamente fissata.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il giorno 18 ottobre 2023.