Ricorso tardivo: le conseguenze dell’inosservanza dei termini processuali
Un ricorso tardivo rappresenta uno degli ostacoli più insidiosi nel processo penale, portando inevitabilmente alla dichiarazione di inammissibilità. La recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce come il mancato rispetto dei termini perentori per il deposito dell’impugnazione non solo precluda l’esame del merito, ma comporti anche gravose sanzioni economiche per il ricorrente.
Analisi dei fatti e del contesto processuale
Il caso trae origine da un’impugnazione presentata contro una sentenza della Corte d’Appello. Il punto critico risiede nella modalità di emissione del provvedimento: la sentenza era stata pronunciata con motivazione contestuale. In tale scenario, l’ordinamento prevede tempi estremamente ristretti per agire, finalizzati a garantire la celerità del sistema giudiziario.
La decisione della Corte di Cassazione
I giudici di legittimità hanno riscontrato che l’atto di ricorso è stato depositato oltre il limite dei 15 giorni previsti dalla legge. Poiché la sentenza era stata emessa il 16 marzo, il termine ultimo per il deposito scadeva ben prima del 6 aprile, data in cui il ricorrente ha effettivamente presentato l’atto. Tale ritardo ha attivato la procedura di inammissibilità de plano, che non richiede la celebrazione di un’udienza pubblica.
Ricorso tardivo: l’applicazione della norma
La disciplina dei termini per impugnare è rigorosa. La legge stabilisce scadenze precise che variano in base alla complessità della motivazione della sentenza. Nel caso di motivazione contestuale, il legislatore impone la massima tempestività, riducendo il margine di errore per le parti coinvolte.
Le motivazioni
La Corte ha fondato la propria decisione sull’applicazione combinata degli articoli 585 e 544 del codice di procedura penale. Quando il giudice redige la motivazione contestualmente alla lettura del dispositivo, il termine per l’impugnazione è fissato in 15 giorni decorrenti dal giorno della lettura stessa. Nel caso di specie, il superamento di tale finestra temporale ha reso il ricorso oggettivamente tardivo. La giurisprudenza di legittimità è costante nel ritenere che l’inosservanza dei termini perentori determini l’inammissibilità del ricorso, senza che sia possibile un recupero dei termini, salvo casi di forza maggiore o caso fortuito che non sono stati né allegati né provati.
Le conclusioni
L’esito del giudizio sottolinea la severità del sistema penale nei confronti delle negligenze procedurali. Oltre alla preclusione dell’esame dei motivi di doglianza, la dichiarazione di inammissibilità per ricorso tardivo ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende. Questa pronuncia funge da monito sull’importanza vitale di una gestione tecnica impeccabile delle tempistiche processuali, poiché anche un solo giorno di ritardo può compromettere definitivamente la tutela dei propri diritti.
Cosa succede se si deposita un ricorso oltre i termini stabiliti?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile per tardività. Questo impedisce ai giudici di valutare le ragioni del ricorrente e comporta la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
Da quando decorre il termine di 15 giorni per l’impugnazione?
Se la motivazione della sentenza viene letta contestualmente al dispositivo in udienza, il termine di 15 giorni inizia a decorrere immediatamente dal giorno della lettura del provvedimento.
È possibile evitare la sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità?
Generalmente no, la condanna al pagamento in favore della Cassa delle Ammende è una conseguenza quasi automatica della dichiarazione di inammissibilità.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 63 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 6 Num. 63 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: NOME COGNOME
Data Udienza: 26/10/2022
ORDINANZA
sul ricorso proposto da
COGNOME NOME, nato a Modugno il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 16 marzo 2022 emessa dalla Corte d’appello di Bari;
visti gli atti e la sentenza impugnata; esaminati i motivi del ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere NOME COGNOME;
OSSERVA
Ritenuto che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con procedura senza l’osservanza di formalità, ai sensi dell’art. 610 cod. proc. pen. in relazione agli artt. 585, 1, lett. b) e 544, comma 2, cod. proc. pen., perché tardivo. Il ricorso è stato depositato in 6 aprile 2022 a fronte di sentenza emessa con motivazione contestuale in data 16 marzo 2022, dalla quale decorreva il termine di 15 giorni per il deposito del ricorso, viceversa depositato il 6 aprile 2022.
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con procedura de plano e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.