Ricorso Straordinario Inammissibile: Quando il Tempo Scade
Il rispetto dei termini processuali è un pilastro fondamentale del sistema giudiziario. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ribadisce questo principio, dichiarando un ricorso straordinario inammissibile a causa della sua presentazione tardiva. Questo caso offre uno spunto cruciale per comprendere non solo la natura di questo specifico mezzo di impugnazione, ma anche le severe conseguenze derivanti dal mancato rispetto delle scadenze legali. Analizziamo la decisione per capire le ragioni giuridiche e le implicazioni pratiche per il cittadino.
I Fatti di Causa
La vicenda trae origine da una precedente sentenza della Corte di Cassazione. Anni dopo, un individuo ha presentato un’istanza per la correzione di quello che riteneva essere un errore materiale nel calcolo della sua pena. La Corte d’Appello, investita della questione, ha correttamente qualificato tale istanza come un ricorso straordinario ai sensi dell’art. 625-bis del codice di procedura penale. L’atto, tuttavia, era stato depositato ben oltre il termine di 180 giorni previsto dalla legge, decorrenti dal deposito della sentenza originale che si intendeva correggere.
La Decisione della Corte sul ricorso straordinario inammissibile
La Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi, ha emesso una decisione netta e in linea con i suoi precedenti orientamenti. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Questa declaratoria non è entrata nel merito della presunta erroneità del calcolo della pena, ma si è fermata a una valutazione preliminare, di natura puramente procedurale. La tardività dell’impugnazione ha costituito una barriera insormontabile all’esame della richiesta.
Le Motivazioni della Sentenza
Le motivazioni addotte dalla Suprema Corte sono chiare e si fondano su due pilastri principali.
Il Superamento dei Termini Perentori
Il motivo cardine della decisione è la tardività. La legge stabilisce un termine perentorio di 180 giorni per la proposizione del ricorso straordinario. Tale termine è posto a garanzia della certezza del diritto e della stabilità delle decisioni giudiziarie definitive (il cosiddetto ‘giudicato’). Una volta che una sentenza diventa irrevocabile, può essere messa in discussione solo attraverso rimedi eccezionali e entro limiti temporali ben definiti. Nel caso di specie, essendo trascorsi più di centottanta giorni tra il deposito della sentenza e la presentazione del ricorso, quest’ultimo è risultato irrimediabilmente tardivo, e quindi inammissibile.
L’Assenza di Errore nel Merito
Pur non essendo necessario per la decisione, la Corte ha aggiunto un’ulteriore considerazione ‘ad abundantiam’. Ha specificato che, anche se il ricorso fosse stato tempestivo, non sarebbe stato accolto. Un’analisi della sentenza originale ha infatti rivelato che non vi era alcun errore nel calcolo della pena. La pena era stata correttamente rideterminata dalla stessa Cassazione in una misura inferiore a quella decisa in appello, e le modalità di calcolo erano state esplicitate nel provvedimento. Non sussisteva, pertanto, alcun presupposto per un intervento correttivo, neppure d’ufficio (ex officio).
Le Conclusioni: Le Conseguenze dell’Inammissibilità
La declaratoria di inammissibilità non è priva di conseguenze. In applicazione dell’articolo 616 del codice di procedura penale, la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Inoltre, ravvisando una colpa nella proposizione di un ricorso palesemente inammissibile, lo ha condannato al versamento di una somma di tremila euro in favore della cassa delle ammende. Questa sentenza rafforza un messaggio fondamentale: gli strumenti di impugnazione, specialmente quelli straordinari, devono essere utilizzati con cognizione di causa e nel rigoroso rispetto delle regole procedurali, pena l’applicazione di sanzioni economiche e l’impossibilità di far valere le proprie ragioni.
Qual è il termine per presentare un ricorso straordinario per correggere un errore materiale in una sentenza della Cassazione?
La legge prevede un termine perentorio di 180 giorni, che decorrono dal deposito della sentenza della Corte di Cassazione che si intende correggere.
Cosa succede se un ricorso viene dichiarato inammissibile perché presentato in ritardo?
In base alla sentenza esaminata, alla dichiarazione di inammissibilità consegue di diritto la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali. Inoltre, se non si ravvisano elementi che escludano la colpa, il ricorrente viene condannato al pagamento di una sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende.
Nel caso specifico, la Corte ha effettivamente riscontrato un errore nel calcolo della pena della sentenza originale?
No, la Corte ha rilevato che nessun errore era intervenuto. La pena era stata correttamente rideterminata in una misura inferiore a quella del precedente grado di giudizio e le modalità di calcolo erano state esplicitate nella sentenza, escludendo la necessità di qualsiasi intervento correttivo.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 28395 Anno 2024
Penale Sent. Sez. 1 Num. 28395 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 28/03/2024
SENTENZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato a PALERMO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 20/10/2020 della CORTE DI CASSAZIONE di ROMA
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME; lette/spite le conclusioni del PG NOME LOY ef24-e. ( ci-tjUJ – 13 p.Yek9 GLYPH 41-(k . C-0)Ott 2.-LOA-ue udito il dpmsore
IN FATTO E IN DIRITTO
Con ordinanza resa in data 21 dicembre 2023 la Corte di Appello di Palermo ha qualificato in termini di ricorso straordinario ai sensi dell’art.625 bis cod.proc.pen. una domanda di correzione di un preteso errore materiale, introdotta da NOME COGNOME.
In particolare, la domanda – depositata il 31 ottobre 2023 – concerne un pre errore di determinazione della pena compiuto da questa Corte di Cassazione nell’ambito della decisione numero 31012 del 20 ottobre 2020, depositata il novembre del 2020.
Il ricorso, così come qualificato, va dichiarato inammissibile in quanto tard essendo decorsi più di centottanta giorni tra il deposito della sentenza (n. del 2020) e quello dell’atto con cui si evidenziava l’ ipotetico errore.
2.1 Peraltro, va rilevato che nessun errore è intervenuto durante il giudiz legittimità. La pena per il COGNOME è stata rideterminata in quella di anni mesi 8 di reclusione. Si tratta di una rideternninazione, posto che la decisi merito allora impugnata aveva calcolato la pena in anni 20 di reclusione. Le modalità di determinazione, in fatto e in diritto, sono indicate alle pagin della sentenza di questa Corte di Cassazione. Non vi è, dunque, alcun interven ex officio da adottare.
Alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso consegue di diritto la condan del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in mancanza di elementi a ad escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità versamento a favore della cassa delle ammende di una sanzione pecuniaria che pare congruo determinare in euro tremila, ai sensi dell’ art. 616 cod. proc. p
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle sp processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.
Così deciso in data 28 marzo 2024
Il Consigliere estensore