Ricorso per Cassazione: La Firma dell’Avvocato è Obbligatoria
Nel complesso mondo del diritto processuale, i requisiti di forma non sono meri tecnicismi, ma garanzie di serietà e competenza. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale: il Ricorso per Cassazione in materia penale, per essere valido, deve essere sottoscritto da un difensore specializzato. L’inosservanza di questa regola conduce a una conseguenza drastica: l’inammissibilità. Analizziamo insieme questo caso per capire le ragioni e le implicazioni di tale decisione.
I Fatti del Caso
La vicenda ha origine da una richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali, una misura alternativa alla detenzione prevista dalla legge. Il Tribunale di Sorveglianza di Bari respingeva tale istanza, dichiarandola inammissibile.
Contro questa decisione, il condannato decideva di agire personalmente, proponendo un ricorso direttamente alla Corte di Cassazione, senza l’assistenza di un legale.
La Decisione della Corte e l’Importanza del Ricorso per Cassazione
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione, esaminato l’atto, non è entrata nel merito della questione. Ha invece emesso un’ordinanza di inammissibilità. La ragione è puramente procedurale ma di importanza cruciale. La Corte ha rilevato che il ricorso era stato proposto personalmente dal condannato e non, come richiesto dalla legge, da un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori.
Le Motivazioni della Decisione
Il cuore della pronuncia risiede nell’applicazione dell’articolo 613 del Codice di Procedura Penale. Questa norma, in seguito alle modifiche introdotte con la legge n. 103 del 2017 (nota come Riforma Orlando), stabilisce in modo inequivocabile che l’atto di ricorso, le memorie e i motivi nuovi presentati in Cassazione devono essere sottoscritti, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto nell’apposito albo speciale.
La ratio di questa disposizione è chiara: il giudizio di cassazione è un giudizio di pura legittimità, dove non si discutono i fatti, ma si valuta la corretta applicazione della legge da parte dei giudici dei gradi precedenti. Si tratta di un ambito tecnico e complesso, che richiede una specifica competenza giuridica. La legge, pertanto, impone la presenza di un professionista qualificato per assicurare che i ricorsi siano tecnicamente fondati e non meramente dilatori, garantendo così l’efficienza e la funzione nomofilattica della Corte Suprema.
La Corte ha inoltre sottolineato che, a seguito della dichiarazione di inammissibilità, il ricorrente è tenuto non solo al pagamento delle spese processuali, ma anche al versamento di una somma a favore della cassa delle ammende. Tale sanzione viene applicata in assenza di elementi che possano escludere la colpa del ricorrente nel determinare la causa di inammissibilità.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche
Questa ordinanza serve come un importante monito. Chiunque intenda contestare una sentenza penale dinanzi alla Corte di Cassazione deve necessariamente affidarsi a un avvocato cassazionista. Il tentativo di agire personalmente, sebbene possa apparire come un modo per far valere le proprie ragioni direttamente, si scontra con una regola procedurale inderogabile, portando a conseguenze negative: la preclusione di un esame nel merito e l’imposizione di sanzioni economiche. La scelta di un difensore specializzato non è, quindi, una mera opzione, ma un requisito imprescindibile per accedere al più alto grado della giustizia penale.
È possibile presentare personalmente un ricorso alla Corte di Cassazione in materia penale?
No, il ricorso deve essere obbligatoriamente sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un avvocato iscritto all’albo speciale della Corte di Cassazione.
Cosa succede se un ricorso viene dichiarato inammissibile per questo motivo?
La parte che ha presentato il ricorso viene condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della cassa delle ammende, che nel caso specifico è stata fissata in tremila euro.
Qual è la norma di riferimento per la sottoscrizione del ricorso per cassazione?
La norma di riferimento è l’articolo 613 del Codice di Procedura Penale, come modificato dalla Legge n. 103 del 23 giugno 2017.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 45439 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 45439 Anno 2023
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 12/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME nato a GROTTAGLIE il DATA_NASCITA
avverso l’ordinanza del 27/04/2023 del TRIB. SORVEGLIANZA di BARI
dato avv o alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Rilevato che con il provvedimento impugnato il Tribunale di Sorveglianza di Bari ha dichiarato inammissibile la richiesta di affidamento in prova ex art. 94 D.P.R. 309/1990 proposta da COGNOME NOME;
Rilevato che avverso il provvedimento ha proposto ricorso personalmente il condannato;
Rilevato che l’art 613 cod. proc. pen., così come modificato dalla L. 23/6/2017 n. 103, prevede, a pena di inammissibilità, che l’atto di ricorso, le memorie ed i motivi nuovi debbano essere sottoscritti da un difensore iscritto all’albo speciale della Corte di cassazione;
Ritenuto che il ricorso è pertanto inammissibile;
Considerato che alla inammissibilità del ricorso segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché – valutato il contenuto del ricorso e in mancanza di elementi atti a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità – al versamento della somma, ritenuta congrua, di euro tremila in favore della cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.
Così deciso il 12/10/2023