Ricorso per Cassazione Personale: La Difesa Tecnica è Obbligatoria
L’accesso alla giustizia è un diritto fondamentale, ma il suo esercizio è regolato da norme precise, specialmente nei gradi più alti del giudizio. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ribadisce un principio cruciale: il ricorso per cassazione personale presentato dall’imputato è inammissibile. Questa decisione sottolinea l’importanza e l’obbligatorietà della difesa tecnica qualificata per poter adire alla Suprema Corte, una regola posta a garanzia della professionalità e del corretto funzionamento del sistema giudiziario.
I Fatti del Caso
Il caso trae origine da una condanna penale emessa dal Tribunale e successivamente confermata dalla Corte di Appello. L’imputato, ritenendo ingiusta la sentenza di secondo grado, decideva di impugnarla presentando personalmente un ricorso presso la Corte di Cassazione. Questo atto, tuttavia, non veniva redatto e sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori, ma direttamente dalla parte interessata.
La Decisione sul Ricorso per Cassazione Personale
La Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 16389/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile senza nemmeno entrare nel merito delle doglianze. La Corte ha definito il procedimento con una procedura snella, cosiddetta de plano, evidenziando una violazione manifesta e insuperabile delle norme procedurali.
La decisione si basa sull’applicazione rigorosa dell’articolo 613 del codice di procedura penale, come modificato dalla legge n. 103 del 2017. Tale norma stabilisce in modo inderogabile che l’impugnazione in Cassazione debba essere proposta esclusivamente da difensori abilitati, iscritti nell’apposito albo speciale. Di conseguenza, la presentazione diretta da parte dell’imputato costituisce un vizio procedurale che rende l’atto radicalmente inammissibile.
Le Motivazioni della Corte
La Corte ha richiamato un autorevole precedente delle Sezioni Unite (sentenza n. 8914 del 2017) per spiegare la ratio della normativa. L’obbligo di avvalersi di un difensore specializzato non è un mero formalismo, ma risponde all’esigenza di assicurare un elevato standard di professionalità e tecnicismo. Il giudizio di Cassazione è un giudizio di legittimità, non di merito: non si riesaminano i fatti, ma si valuta la corretta applicazione delle norme giuridiche e procedurali.
Questa complessità richiede competenze specifiche che solo un avvocato cassazionista può garantire. La norma mira quindi a:
1. Elevare la qualità degli atti: Assicurare che i ricorsi siano redatti con la dovuta perizia tecnica, focalizzandosi su questioni di diritto pertinenti.
2. Scoraggiare prassi elusive: Evitare la presentazione di ricorsi generici o non adeguatamente fondati in diritto, che in passato venivano redatti da avvocati non specializzati ma formalmente sottoscritti dai loro assistiti per aggirare la norma.
L’inammissibilità del ricorso, ai sensi dell’art. 616 c.p.p., ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende, a titolo di sanzione per la colpa nell’aver promosso un’impugnazione non consentita.
Le Conclusioni
Questa pronuncia conferma un orientamento consolidato e lancia un messaggio chiaro: il percorso verso la Corte di Cassazione richiede obbligatoriamente l’assistenza di un professionista qualificato. Il principio del ricorso per cassazione personale è escluso in materia penale. La scelta del legislatore, avallata dalla giurisprudenza, è quella di privilegiare la qualità e la tecnicità del giudizio di legittimità, considerandolo un presidio fondamentale per la corretta interpretazione e applicazione della legge. Per i cittadini, ciò si traduce nella necessità di affidarsi sempre a un legale specializzato per tutelare i propri diritti nel grado più alto della giustizia.
Un imputato può presentare personalmente ricorso per cassazione?
No, il ricorso per cassazione presentato personalmente dall’imputato è inammissibile. L’articolo 613 del codice di procedura penale stabilisce che l’impugnazione deve essere proposta esclusivamente da un difensore abilitato e iscritto nell’apposito albo speciale.
Qual è la ragione dietro l’obbligo di un avvocato per il ricorso in Cassazione?
La ragione, come chiarito dalla giurisprudenza, è garantire un alto livello di professionalità e tecnicismo nella redazione dell’atto. Il giudizio di Cassazione è un procedimento complesso e tecnico, e la norma mira ad assicurare la qualità degli atti e a scoraggiare ricorsi non adeguatamente motivati in diritto.
Cosa succede se un ricorso viene dichiarato inammissibile perché presentato personalmente?
In base all’articolo 616 del codice di procedura penale, la declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, che nel caso di specie è stata determinata in tremila euro.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 16389 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 2 Num. 16389 Anno 2024
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 21/03/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME nato a NAPOLI il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 16/01/2024 della CORTE di APPELLO di NAPOLI udita la relazione svolta dal AVV_NOTAIO NOME COGNOME; ricorso trattato con procedura de plano.
RITENUTO IN FATTO
La Corte di appello di Napoli con sentenza del 16/1/2024 confermava la sentenza del Tribunale di Napoli del 23/9/2022 che aveva condannato NOME COGNOME per il reato ascrittogli.
Avverso detta sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’imputato personalmente.
CONSIDERATO IN DIRITTO
Il ricorso è inammissibile, in quanto avanzato dall’imputato personalmente in violazione della inderogabile disciplina dettata in relazione all’obbligo di proposizione dell’impugnazione in cassazione solo da parte di difensori abilitati, ai sensi della disciplina dettata dall’art. 613 cod. proc. pe come modificato dalla legge n. 103 del 2017.
Il procedimento deve, pertanto, essere definito nelle forme de plano.
1.1 Questa Corte, nella sua più autorevole composizione (Sezioni Unite, n. 8914 del 21/12/2017, Aiello, Rv. 272010 – 01), ha individuato la ratio delle modifiche normative in tema di ricorso per cassazione dell’imputato nella
necessità del ricorso alla rappresentanza tecnica per l’esercizio del diritto di impugnazione in cassazione: «L’attuale quadro normativo trova una sua oggettiva giustificazione nell’esigenza, generalmente avvertita, di assicurare un alto livello di professionalità nell’impostazione e nella redazione di un atto di impugnazione, il ricorso per cassazione, introduttivo di un procedimento connotato da una particolare importanza e da un elevato tecnicismo, tipico del giudizio di legittimità, scoraggiando al contempo la diffusa prassi dei ricorsi redatti da difensori non iscritti nell’apposito albo speciale, ma formalmente sottoscritti dai propri assistiti per eludere il contenuto precettivo dell’art. 61 comma 1».
1.2 In conclusione, l’impugnazione deve ritenersi inammissibile a norma dell’art. 606, comma 3, cod. proc. pen.; alla relativa declaratoria consegue, per il disposto dell’art. 616 cod. proc. pen., la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché al versamento in favore della Cassa delle ammende di una somma che, ritenuti e valutati i profili di colpa emergenti dal ricorso, si determina equitativamente in euro tremila.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il giorno 21 marzo 2024.