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Ricorso per cassazione personale: inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato. La decisione si fonda sulla riforma del 2017, che ha eliminato la possibilità per la parte di agire personalmente, rendendo obbligatorio il patrocinio di un difensore iscritto all’albo speciale per il giudizio di legittimità. A seguito del rigetto per questo vizio procedurale, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso per Cassazione Personale: La Cassazione Conferma l’Inammissibilità

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale della procedura penale: il ricorso per cassazione personale, ovvero presentato direttamente dall’imputato, è inammissibile. Questa decisione sottolinea l’importanza del patrocinio di un difensore tecnico abilitato per accedere al giudizio di legittimità, una regola introdotta con la riforma legislativa del 2017. Analizziamo insieme i dettagli di questa pronuncia e le sue implicazioni pratiche.

I Fatti di Causa

Il caso ha origine da una sentenza della Corte d’Appello che, pur riformando parzialmente in meglio la decisione di primo grado, confermava la condanna di un imputato per i reati a lui ascritti. Avverso questa sentenza, l’imputato decideva di agire in autonomia, proponendo personalmente ricorso per cassazione attraverso una dichiarazione resa presso la casa circondariale in cui si trovava detenuto.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte, senza entrare nel merito delle doglianze sollevate, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si basa su una ragione puramente procedurale: l’atto era stato presentato da un soggetto non legittimato a farlo. La Corte ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e di una somma di 4.000,00 euro a favore della cassa delle ammende.

Le Motivazioni: L’obbligo del difensore tecnico per il ricorso per cassazione

Il fulcro della motivazione risiede nella modifica normativa introdotta dalla legge 23 giugno 2017, n. 103. Tale legge, con efficacia dal 3 agosto 2017, ha soppresso l’inciso “Salvo che la parte non vi provveda personalmente” che apriva l’articolo 613 del codice di procedura penale.

Di conseguenza, la regola attuale non ammette eccezioni: il giudizio davanti alla Corte di Cassazione può essere instaurato esclusivamente attraverso il patrocinio di un difensore tecnico. Non un avvocato qualsiasi, ma uno specificamente abilitato e iscritto nell’albo speciale della Corte di Cassazione.

La norma vigente, come sottolineato dai giudici, è chiara: “l’atto di ricorso, le memorie e i motivi nuovi devono essere sottoscritti, a pena di inammissibilità, da difensori iscritti nell’albo speciale della Corte di Cassazione”.

Poiché nel caso di specie il ricorso per cassazione personale è stato presentato dopo la data di entrata in vigore della riforma, la Corte non ha potuto fare altro che dichiararlo inammissibile ai sensi dell’art. 591, co. 1, lett. a), c.p.p., in quanto proposto da un soggetto non legittimato.

Le Conclusioni: Conseguenze Pratiche della Decisione

Questa ordinanza serve da monito: la presentazione personale del ricorso per cassazione non è una via percorribile e porta a conseguenze negative e definitive. L’atto viene immediatamente scartato per un vizio insanabile, impedendo alla Corte di esaminare le ragioni di merito.

Inoltre, la declaratoria di inammissibilità comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La Corte ha motivato quest’ultima condanna specificando che l’evidente inammissibilità dei motivi non permette di considerare il ricorrente immune da colpa. In altre parole, l’errore procedurale è considerato così palese da essere imputabile alla parte, giustificando una sanzione economica. La lezione è inequivocabile: per il giudizio di legittimità, l’assistenza di un legale specializzato non è un’opzione, ma un requisito imprescindibile.

È possibile per un imputato presentare personalmente un ricorso per cassazione?
No. A seguito della riforma introdotta con la legge n. 103 del 2017, non è più possibile per l’imputato presentare personalmente il ricorso per cassazione. L’atto deve essere obbligatoriamente sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto nell’apposito albo speciale della Corte di Cassazione.

Cosa succede se un ricorso per cassazione viene presentato personalmente dall’interessato?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile. Ciò significa che la Corte non esamina le questioni sollevate nel merito, ma si ferma al vizio procedurale. Di conseguenza, la sentenza impugnata diventa definitiva e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali.

Perché il ricorrente è stato condannato al pagamento di una somma alla cassa delle ammende?
Il ricorrente è stato condannato al pagamento di una sanzione pecuniaria perché l’inammissibilità del ricorso è stata ritenuta ‘evidente’. Secondo la giurisprudenza, un errore così palese nella presentazione dell’atto non esenta il ricorrente da colpa, giustificando così l’imposizione di una sanzione economica ai sensi dell’art. 616 c.p.p.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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