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Ricorso per cassazione personale: inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato personalmente da un imputato avverso la sua condanna. La decisione si fonda sulla violazione dell’art. 613 c.p.p., che impone l’obbligo di avvalersi di un difensore abilitato per l’impugnazione in sede di legittimità. Di conseguenza, l’imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. Questo caso sottolinea l’importanza della difesa tecnica qualificata in Cassazione.

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Pubblicato il 29 novembre 2025 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso per Cassazione Personale: Perché è Inammissibile

L’impugnazione di una sentenza penale in Corte di Cassazione è un passo cruciale che richiede rigore tecnico e una profonda conoscenza della procedura. Una recente ordinanza della Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale: il ricorso per cassazione personale, ovvero presentato direttamente dall’imputato senza l’assistenza di un avvocato abilitato, è inammissibile. Analizziamo questa decisione per comprendere le ragioni di tale regola e le sue conseguenze.

I Fatti del Caso: un’Impugnazione Fai-da-Te

Il caso ha origine dalla condanna di un individuo, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale e successivamente confermata dalla Corte d’Appello. Non rassegnato alla decisione, l’imputato ha deciso di presentare personalmente ricorso alla Corte di Cassazione, l’ultimo grado di giudizio. Questo atto, tuttavia, si è scontrato con una precisa norma procedurale che regola l’accesso alla Suprema Corte.

La Decisione della Cassazione e l’inammissibilità del Ricorso per cassazione personale

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso inammissibile senza nemmeno entrare nel merito delle questioni sollevate. La decisione è stata presa con una procedura accelerata, detta de plano, a testimonianza della palese infondatezza procedurale dell’impugnazione. La Corte ha basato la sua decisione sulla violazione dell’articolo 613 del codice di procedura penale.

Le Motivazioni: la Necessità della Difesa Tecnica Qualificata

Il cuore della decisione risiede nella ratio dell’art. 613 c.p.p., come modificato dalla legge n. 103 del 2017. Questa norma stabilisce in modo inderogabile che il ricorso in Cassazione debba essere proposto esclusivamente da difensori abilitati e iscritti in un apposito albo speciale. L’imputato non ha questa facoltà.

La Corte, richiamando un’autorevole sentenza delle Sezioni Unite (n. 8914/2017), ha spiegato che questa regola non è un mero formalismo. Essa risponde all’esigenza di garantire un elevato livello di professionalità e competenza tecnica. Il giudizio di Cassazione non è un terzo grado di merito dove si riesaminano i fatti, ma un giudizio di legittimità, in cui si valuta esclusivamente la corretta applicazione delle norme di legge e di procedura. Questo richiede un’impostazione dell’atto di impugnazione altamente specialistica, tipica di un procedimento connotato da un elevato tecnicismo. Consentire ricorsi personali scoraggerebbe la professionalità e potrebbe alimentare la prassi di eludere le rigide prescrizioni legali.

Le Conclusioni: Conseguenze Pratiche dell’Inammissibilità

La declaratoria di inammissibilità non è priva di conseguenze per il ricorrente. Ai sensi dell’articolo 616 del codice di procedura penale, l’inammissibilità comporta due effetti automatici: la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e il versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende. In questo caso specifico, la Corte ha determinato la sanzione in tremila euro, valutando i profili di colpa nell’aver presentato un ricorso al di fuori delle regole. Questa pronuncia serve da monito: l’accesso alla giustizia di legittimità è un diritto che deve essere esercitato attraverso i canali tecnici previsti dall’ordinamento, garantiti dalla professionalità di un difensore qualificato.

È possibile per un imputato presentare personalmente un ricorso in Cassazione in ambito penale?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che il ricorso è inammissibile. L’art. 613 del codice di procedura penale richiede obbligatoriamente che l’impugnazione sia proposta da un difensore abilitato iscritto all’apposito albo speciale.

Perché la legge impone l’assistenza di un avvocato specializzato per il ricorso in Cassazione?
La legge mira ad assicurare un alto livello di professionalità e tecnicismo. Il ricorso per Cassazione è un giudizio di legittimità, non di merito, e richiede competenze specifiche per contestare la corretta applicazione delle norme, una complessità che giustifica la necessità di una rappresentanza tecnica qualificata.

Cosa succede se un ricorso viene dichiarato inammissibile per questo motivo?
L’imputato che ha proposto il ricorso viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma a titolo di sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende. Nel caso specifico, la somma è stata fissata in tremila euro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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