Ricorso per Cassazione: Perché è Obbligatorio l’Avvocato Cassazionista
Un recente provvedimento della Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale della procedura penale: il ricorso per cassazione non ammette il ‘fai da te’. L’assistenza di un avvocato specializzato non è solo una scelta strategica, ma un requisito di ammissibilità imposto dalla legge. La decisione in esame chiarisce le gravi conseguenze per chi ignora questa regola, trasformando un tentativo di appello in una condanna a pagare spese e sanzioni.
I Fatti del Caso
Il caso nasce dal ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d’Appello di Napoli. Invece di affidarsi a un legale, l’interessato ha deciso di redigere e depositare personalmente l’atto di impugnazione presso la Suprema Corte di Cassazione. Questo atto, sebbene legittimo in altri gradi di giudizio o contesti, si è scontrato con una precisa norma procedurale che regola l’accesso al più alto grado della giurisdizione penale.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha esaminato l’atto e, senza entrare nel merito delle questioni sollevate, lo ha dichiarato inammissibile. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende. La Corte ha applicato rigorosamente la normativa vigente, confermando una regola non derogabile.
Le Motivazioni della Sentenza e il Ruolo del Ricorso per Cassazione
La motivazione della Corte è netta e si basa sull’interpretazione dell’articolo 613 del codice di procedura penale. La legge n. 103 del 23 giugno 2017 ha modificato tale articolo, stabilendo che, a partire dal 3 agosto 2017, il ricorso per cassazione in materia penale deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, esclusivamente da un avvocato iscritto nell’apposito albo speciale della Corte di Cassazione.
Il legislatore ha introdotto questa norma per garantire un ‘filtro’ qualitativo, assicurando che i ricorsi presentati alla Suprema Corte posseggano il necessario tecnicismo giuridico. La Cassazione, infatti, non è un terzo grado di giudizio sui fatti, ma un giudice di legittimità, chiamato a verificare la corretta applicazione delle norme di diritto e di procedura.
L’inammissibilità del ricorso ha attivato automaticamente le conseguenze previste dall’articolo 616 del codice di procedura penale. Questa norma stabilisce che, in caso di rigetto o inammissibilità, la parte privata che ha proposto l’impugnazione è condannata alle spese e al pagamento di una sanzione pecuniaria. La Corte ha ritenuto che non vi fosse alcuna ‘assenza di colpa’ da parte del ricorrente, poiché la norma è chiara e in vigore da anni, rendendo la sua violazione un errore non scusabile.
Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche
Questa ordinanza serve da monito: la complessità del processo penale, soprattutto nel suo grado più elevato, richiede competenze specialistiche. Chiunque intenda presentare un ricorso per cassazione deve obbligatoriamente rivolgersi a un avvocato cassazionista. Tentare di agire personalmente non solo è inutile ai fini della difesa, ma è anche controproducente, portando a sanzioni economiche che si aggiungono alla condanna principale. La decisione riafferma l’importanza del patrocinio legale qualificato come garanzia di professionalità e requisito imprescindibile per l’accesso alla giustizia di legittimità.
Un imputato può presentare personalmente un ricorso per cassazione in materia penale?
No. Dopo la riforma introdotta con la legge n. 103 del 2017, l’articolo 613 del codice di procedura penale stabilisce che il ricorso deve essere sottoscritto esclusivamente da un avvocato iscritto nell’albo speciale della Corte di Cassazione.
Cosa accade se il ricorso per cassazione non è firmato da un avvocato cassazionista?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile. Questo significa che la Corte non esamina il merito della questione e l’impugnazione non produce alcun effetto.
Vi sono conseguenze economiche se un ricorso viene dichiarato inammissibile per questo motivo?
Sì. La parte che ha presentato il ricorso inammissibile viene condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende. Nel caso specifico, la sanzione è stata fissata in 3.000 euro.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 13291 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 13291 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 15/03/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME COGNOME NOME nato a TORRE DEL GRECO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 30/05/2023 della CORTE APPELLO di NAPOLI
(dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Rilevato che il ricorso proposto da COGNOME è inammissibile perché proposto personalmente dall’imputato in epoca successiva all’entrata in vigore della I. n. 103 del 23 giugno 2017, la quale, a decorrere dal 3 agosto 2017, ha modificato l’art. 613 cod. proc. pen., nel senso di imporre la sottoscrizione del ricorso di legittimità esclusivamente da parte di un avvocato iscritto nell’albo speciale della Corte di cassazione (Sez. 5, n. 23631 del 19/03/2018, Maisano, Rv. 273282);
stante l’inammissibilità del ricorso e, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen., non ravvisandosi assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte Cost. Sent. n. 186 del 13/06/2000), alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento consegue quella al pagamento della sanzione pecuniaria nella misura, ritenuta equa, di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 15/03/2024.