Ricorso Patteggiamento: Quando è Inammissibile l’Appello in Cassazione?
L’istituto del patteggiamento rappresenta una delle vie più battute nel processo penale per definire la posizione di un imputato in modo rapido. Tuttavia, la scelta di questo rito speciale comporta significative limitazioni riguardo alla possibilità di impugnare la sentenza. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione (n. 33161/2024) ha chiarito ancora una volta i confini invalicabili del ricorso patteggiamento, dichiarandolo inammissibile quando basato su un presunto vizio di motivazione del giudice di merito.
Il Caso: Appello contro una Sentenza di Patteggiamento
Il caso trae origine dal ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti (comunemente nota come patteggiamento) emessa dal Tribunale di Ferrara. L’imputato lamentava, in sostanza, un vizio di motivazione: a suo dire, il giudice di primo grado non avrebbe adeguatamente verificato l’eventuale sussistenza di cause di proscioglimento, come previsto dall’articolo 129 del codice di procedura penale, prima di ratificare l’accordo tra difesa e accusa.
I Limiti del Ricorso Patteggiamento in Cassazione
La Suprema Corte ha respinto il ricorso senza nemmeno entrare nel merito della questione, dichiarandolo inammissibile con una procedura semplificata detta de plano. La decisione si fonda su una norma specifica del codice di procedura penale: l’articolo 448, comma 2-bis. Questa disposizione elenca in modo tassativo i motivi per cui una sentenza di patteggiamento può essere impugnata davanti alla Corte di Cassazione. Tali motivi sono strettamente legati a violazioni di legge e non includono il vizio di motivazione.
In altre parole, chi sceglie di patteggiare accetta la pena concordata e rinuncia, in larga parte, al diritto di contestare la valutazione del giudice sui fatti. L’appello è consentito solo per questioni molto specifiche, come ad esempio un errore nel calcolo della pena o l’applicazione di una misura di sicurezza illegittima.
Le Motivazioni della Suprema Corte
La Corte ha richiamato un suo precedente orientamento (sentenza n. 1032 del 2019), ribadendo che il ricorso per cassazione contro una sentenza di patteggiamento è inammissibile se si contesta la mancata verifica dell’insussistenza delle cause di proscioglimento previste dall’art. 129 c.p.p. Questo tipo di doglianza rientra nel vizio di motivazione, un motivo di ricorso esplicitamente escluso dal legislatore per questa tipologia di sentenze. La ratio della norma è quella di garantire la stabilità e la celerità dei procedimenti definiti con il patteggiamento, evitando che possano essere rimessi in discussione per aspetti discrezionali o valutativi che le parti hanno accettato di superare con l’accordo sulla pena.
Le Conclusioni e le Implicazioni Pratiche
L’ordinanza in esame conferma un principio fondamentale: la scelta del patteggiamento è una decisione strategica con conseguenze processuali ben precise. L’imputato e il suo difensore devono essere consapevoli che, una volta emessa la sentenza, le possibilità di impugnazione sono estremamente limitate. Contestare la motivazione del giudice o il suo operato valutativo non è una strada percorribile. La decisione della Cassazione, oltre a dichiarare inammissibile il ricorso, ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, a sottolineare la perentorietà delle norme procedurali in materia.
È possibile impugnare una sentenza di patteggiamento per vizi di motivazione?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che il ricorso avverso una sentenza di patteggiamento è inammissibile se si lamenta un vizio di motivazione, come la mancata verifica delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p.
Quali sono gli unici motivi per cui si può fare ricorso per cassazione contro una sentenza di patteggiamento?
Il ricorso è consentito solo per le ipotesi di violazione di legge tassativamente indicate dall’articolo 448, comma 2-bis, del codice di procedura penale, che non includono i vizi di motivazione.
Cosa succede se un ricorso contro una sentenza di patteggiamento viene dichiarato inammissibile?
In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, come avvenuto nel caso di specie con una condanna al pagamento di tremila euro.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 33161 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 6 Num. 33161 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME COGNOME
Data Udienza: 11/07/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
SULA KLEMENT CUI 04NN4SG nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 12/02/2024 del TRIBUNALE di FERRARA
udita la relazione svolta dal Consigliere COGNOME; lertfé sior Thiel-PG- udito # difensore
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OSSERVA
Ritenuto che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con procedura de plano perché i motivi proposti non sono consentiti in relazione alla tipologia di sentenza impugnata.
In tema di patteggiamento, è, invero, inammissibile il ricorso per cassazione avverso la sentenza applicativa della pena con cui si deduca il vizio di motivazione per la mancata verifica dell’insussistenza di cause di proscioglimento ex art. 129 cod., atteso che l’art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen., limita l’impugnabilità della pronuncia alle sole ipotesi di violazione di legge in esso tassativamente indicate (Sez. 6, Sentenza n. 1032 del 07/11/2019, Pierri, Rv. 278337).
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con procedura de plano, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 11 luglio 2024
Il Consigliere estensore
Il Presiden