Ricorso Inammissibile: Quando la Genericità Costa Cara
Presentare un ricorso in Cassazione è l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento, ma per accedervi è necessario rispettare regole precise e stringenti. Un ricorso inammissibile non solo preclude la possibilità di una revisione della sentenza, ma comporta anche conseguenze economiche significative. L’ordinanza n. 43769/2023 della Corte di Cassazione ce ne offre un chiaro esempio, sottolineando l’importanza della specificità dei motivi di impugnazione, come previsto dall’art. 581 del codice di procedura penale.
I Fatti del Processo
Il caso trae origine da un ricorso presentato avverso una sentenza della Corte d’Appello di Bari del 1° dicembre 2022. Il ricorrente, attraverso il suo legale, ha impugnato la decisione di secondo grado, portando la questione dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione.
L’Unico Motivo di Ricorso
L’atto di impugnazione si fondava su un’unica censura: la presunta mancata valutazione, da parte dei giudici di merito, della sussistenza di cause di proscioglimento. In sostanza, il ricorrente lamentava che la Corte d’Appello non avesse considerato adeguatamente delle circostanze che avrebbero potuto portare a una sua assoluzione prima ancora di entrare nel merito della colpevolezza.
La Decisione della Cassazione: Il Ricorso è Inammissibile
La Corte di Cassazione, dopo aver esaminato l’atto, ha emesso un’ordinanza secca e decisa: il ricorso è dichiarato inammissibile. Questa decisione non entra nel merito della questione sollevata (cioè se esistessero o meno le cause di proscioglimento), ma si ferma a un livello precedente, puramente procedurale. La Corte ha stabilito che l’atto di impugnazione non rispettava i requisiti fondamentali richiesti dalla legge.
Le Motivazioni: La Specificità del Ricorso come Requisito Essenziale
Il cuore della decisione risiede nella violazione dell’articolo 581, comma 1, lettera d) del codice di procedura penale. Questa norma impone che l’atto di impugnazione contenga l’indicazione specifica degli elementi su cui si fonda la censura. Non è sufficiente, quindi, affermare genericamente che una sentenza sia sbagliata. È necessario spiegare perché è sbagliata, indicando con precisione gli elementi di fatto e di diritto che sono stati, a dire del ricorrente, ignorati o mal interpretati dal giudice precedente.
Nel caso di specie, la Corte ha rilevato che il ricorso era formulato in modo vago. A fronte di una motivazione della sentenza d’appello considerata logicamente corretta, il ricorrente non ha specificato quali elementi concreti avrebbero dovuto condurre a una diversa conclusione. Questa genericità ha impedito alla Corte di Cassazione di individuare i rilievi mossi e di esercitare il proprio sindacato di legittimità. In altre parole, il giudice non è stato messo nelle condizioni di capire su cosa, esattamente, avrebbe dovuto pronunciarsi.
Le Conclusioni: Le Conseguenze di un Ricorso Inammissibile
La dichiarazione di inammissibilità non è una mera formalità, ma produce effetti molto concreti e gravosi. Innanzitutto, la sentenza impugnata diventa definitiva, con tutte le conseguenze del caso. In secondo luogo, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali. Infine, la Corte ha condannato il ricorrente al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria serve a scoraggiare la presentazione di ricorsi palesemente infondati o redatti senza il necessario rigore tecnico, che sovraccaricano inutilmente il sistema giudiziario. La vicenda insegna che l’accesso alla giustizia, specialmente nei gradi più alti, richiede un’attenzione scrupolosa alle norme procedurali, la cui violazione può trasformare un tentativo di difesa in un’ulteriore condanna economica.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
È stato dichiarato inammissibile perché privo dei requisiti prescritti dall’art. 581, comma 1, lett. d) del codice di procedura penale. In particolare, non indicava in modo specifico gli elementi a base della censura, risultando generico e non consentendo al giudice di individuare i rilievi mossi.
Qual era l’argomento principale del ricorrente?
L’unico motivo di ricorso era la censura per la mancata valutazione, da parte della corte precedente, della sussistenza di cause di proscioglimento.
Quali sono state le conseguenze per il ricorrente a seguito della dichiarazione di inammissibilità?
Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 43769 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 43769 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 26/09/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a BARI il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 01/12/2022 della CORTE APPELLO di BARI
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso di COGNOME NOME;
Rilevato che l’unico motivo di ricorso, con cui si censura la mancata valutazione de sussistenza di cause di proscioglimento, è inammissibile perché privo dei requisiti presc dall’art. 581, comma 1, lett. d) cod. proc. pen. in quanto, a fronte di una motivazione sentenza impugnata logicamente corretta, non indica gli elementi che sono alla base dell censura formulata, non consentendo al giudice dell’impugnazione dì individuare i rilievi mossi esercitare il proprio sindacato;
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna de ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore del Cassa delle ammende;
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processua della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Il Presidente
Così deciso il 26 settembre 2023
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