Ricorso Inammissibile: La Cassazione Sottolinea l’Importanza della Difesa Tecnica
Nel complesso mondo della giustizia penale, le regole procedurali non sono meri formalismi, ma garanzie fondamentali per il corretto svolgimento del processo. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha ribadito un principio cruciale: l’obbligatorietà della difesa tecnica. Il caso in esame ha portato a dichiarare un ricorso inammissibile perché presentato personalmente dall’imputato, una decisione che comporta significative conseguenze economiche e procedurali.
I Fatti del Caso: L’Appello Diretto dell’Imputato
La vicenda trae origine dalla decisione di un individuo, condannato dalla Corte d’Appello di Torino, di impugnare la sentenza direttamente e personalmente davanti alla Corte di Cassazione. Senza l’assistenza di un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori, l’imputato ha presentato il proprio ricorso, cercando di ottenere una revisione del verdetto di secondo grado.
La Decisione della Corte: il Ricorso Inammissibile e le Sue Conseguenze
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione non è entrata nel merito delle doglianze sollevate. Al contrario, ha interrotto il processo sul nascere, dichiarando il ricorso inammissibile. La ragione è netta e inequivocabile: la proposizione personale dell’atto da parte dell’imputato.
La Corte ha specificato che una tale causa di inammissibilità è talmente grave da non permettere nemmeno l’instaurazione di un valido rapporto processuale con il giudice dell’impugnazione. Di conseguenza, la decisione è stata presa con una procedura accelerata, detta de plano, come previsto dal codice di procedura penale.
Le Motivazioni della Decisione
La motivazione alla base dell’ordinanza è radicata in un principio cardine del nostro ordinamento: in determinate fasi del processo penale, e in particolare nel giudizio di legittimità davanti alla Cassazione, la presenza di un difensore tecnico è un requisito indispensabile. L’imputato non può ‘stare in giudizio da solo’.
Il legislatore impone la difesa tecnica per garantire che le questioni legali, spesso complesse, siano trattate con la competenza necessaria, a tutela sia del sistema giudiziario sia dello stesso imputato. Presentare un ricorso personalmente, in questo contesto, costituisce una violazione procedurale insanabile.
La Corte ha inoltre applicato l’articolo 610, comma 5-bis, del codice di procedura penale. Questa norma consente di definire il procedimento senza udienza pubblica quando l’inammissibilità è palese e deriva da cause specifiche, come quella in esame. Questa scelta risponde a esigenze di economia processuale, evitando di appesantire il sistema con udienze inutili.
Infine, la declaratoria di inammissibilità ha comportato due conseguenze economiche dirette per il ricorrente: la condanna al pagamento delle spese processuali e il versamento di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende, un fondo destinato al finanziamento di progetti di recupero per i condannati.
Le Conclusioni: un Monito sull’Importanza delle Regole Processuali
Questa ordinanza funge da importante monito: le vie della giustizia sono percorribili solo nel rispetto delle regole stabilite. L’assistenza di un legale qualificato non è un’opzione, ma una necessità imposta dalla legge per garantire un processo equo ed efficace. Tentare di agire autonomamente in fasi processuali che richiedono obbligatoriamente la difesa tecnica si traduce non solo in una sicura sconfitta processuale, con il rigetto del ricorso inammissibile, ma anche in un significativo onere economico. La decisione riafferma che la forma, nel diritto, è sostanza e garanzia per tutti.
Un imputato può presentare personalmente ricorso in Cassazione?
No, sulla base di questa ordinanza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile proprio perché proposto personalmente dall’imputato, evidenziando la necessità della difesa tecnica in questa fase del giudizio.
Cosa significa che un ricorso è dichiarato inammissibile ‘de plano’?
Significa che la Corte decide sulla base dei soli atti, senza una pubblica udienza, attraverso una procedura semplificata e rapida prevista dall’art. 610, comma 5-bis, del codice di procedura penale, quando la causa di inammissibilità è evidente.
Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
L’imputato viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro, in questo caso tremila euro, in favore della Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 16026 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 16026 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 22/03/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME COGNOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 29/05/2023 della CORTE APPELLO di TORINO
dato avv o alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
997
visti gli atti e la sentenza impugnata; esaminato il ricorso di NOME COGNOME;
OSSERVA
Ritenuto che il ricorso è inammissibile perché proposto personalmente dall’imputato; rilevato che la causa originaria dell’inammissibilità non consente di instaurare un rappor con il giudice di impugnazione e, stante la tipologia, va dichiarata con procedura de plano ai sensi dell’art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore del Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spe processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 22/03/2024.