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Ricorso inammissibile: quando l’appello è una copia

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano una mera ripetizione di quelli d’appello, già respinti dalla Corte territoriale. La sentenza sottolinea che l’impugnazione deve contenere una critica argomentata e specifica della decisione impugnata, non una lamentela generica.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile in Cassazione: Perché Copiare i Motivi d’Appello è un Errore Fatale

Nel complesso mondo della procedura penale, l’impugnazione di una sentenza è un diritto fondamentale, ma deve seguire regole precise per essere efficace. Un ricorso inammissibile rappresenta uno degli esiti più negativi per la difesa, poiché impedisce alla Corte di Cassazione di esaminare il merito delle questioni sollevate. Con l’ordinanza n. 25577/2024, la Suprema Corte ribadisce un principio cruciale: un ricorso non può essere una semplice fotocopia dei motivi già presentati e respinti in appello.

I Fatti del Processo

Il caso trae origine da una condanna emessa dal Tribunale e successivamente confermata dalla Corte d’Appello di Palermo nei confronti di due persone per reati di furto aggravato in concorso. La condanna prevedeva pene detentive e pecuniarie. Ritenendo ingiusta la sentenza di secondo grado, entrambi gli imputati, tramite i loro difensori, hanno deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione, l’ultimo grado di giudizio in Italia.

Il Ricorso in Cassazione e la sua Inammissibilità

I ricorsi presentati lamentavano, in sostanza, l’erronea applicazione della legge penale e la manifesta illogicità della motivazione della sentenza d’appello riguardo alla responsabilità degli imputati e alla sussistenza di alcune aggravanti. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato un vizio fondamentale che ha precluso ogni valutazione nel merito: i motivi del ricorso erano una mera riproposizione delle stesse argomentazioni già avanzate nell’atto di appello. I ricorrenti, infatti, non si sono confrontati criticamente con le ragioni esposte dalla Corte d’Appello per rigettare le loro doglianze, limitandosi a reiterare le medesime censure. Questo approccio rende il ricorso inammissibile.

Le Motivazioni della Suprema Corte

La Corte di Cassazione ha basato la sua decisione su un consolidato orientamento giurisprudenziale. La funzione tipica dell’impugnazione è quella della “critica argomentata” avverso il provvedimento che si contesta. Ciò significa che l’atto di ricorso deve contenere un confronto puntuale e specifico con la motivazione della sentenza impugnata, indicando le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che ne dimostrerebbero l’erroneità.

Secondo la Corte, un ricorso che si limita a riprodurre le stesse questioni già respinte nel grado precedente, senza attaccare specificamente la coerenza e la logicità del ragionamento del giudice d’appello, perde la sua funzione. Diventa una lamentela generica sulla presunta carenza o illogicità della motivazione, venendo meno all’obbligo di specificità richiesto dagli articoli 581 e 591 del codice di procedura penale. In pratica, non basta dire che la sentenza è sbagliata; bisogna spiegare perché il ragionamento del giudice che ha già esaminato quelle critiche è errato.

Conclusioni: Le Conseguenze Pratiche

La dichiarazione di inammissibilità ha conseguenze severe. In primo luogo, la sentenza di condanna diventa definitiva e non più impugnabile. In secondo luogo, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro ciascuno in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria serve a scoraggiare la presentazione di ricorsi palesemente infondati o non conformi alle regole procedurali.

Questa ordinanza è un monito importante per gli operatori del diritto: la redazione di un atto di impugnazione, specialmente in Cassazione, richiede un’analisi approfondita e una critica mirata della decisione precedente. La semplice riproposizione di argomenti già vagliati e respinti non solo è inefficace, ma comporta anche costi significativi per l’assistito.

Quando un ricorso per cassazione viene dichiarato inammissibile?
Un ricorso per cassazione viene dichiarato inammissibile quando è proposto con motivi non consentiti dalla legge, come ad esempio la semplice riproposizione delle stesse argomentazioni già respinte in appello, senza un confronto critico con la motivazione della sentenza impugnata.

Cosa significa che un motivo di ricorso deve essere una “critica argomentata”?
Significa che il ricorso non può limitarsi a una lamentela generica, ma deve contenere un confronto puntuale con le argomentazioni del provvedimento contestato, indicando specificamente le ragioni di diritto e gli elementi di fatto che ne dimostrerebbero l’erroneità.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, che in questo caso è stata fissata in 3.000 euro per ciascun ricorrente.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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