Ricorso Inammissibile: Le Conseguenze di un Appello Generico e Reiterativo
Quando si impugna una sentenza, non è sufficiente dissentire dalla decisione del giudice; è fondamentale articolare le proprie ragioni in modo specifico e pertinente. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci ricorda le pesanti conseguenze di un ricorso inammissibile, specialmente quando i motivi sono generici e meramente ripetitivi. Questo caso offre uno spunto cruciale per comprendere i requisiti formali di un appello e i rischi economici che si corrono in caso di inosservanza.
I Fatti del Caso
La vicenda processuale ha origine dal ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d’Appello di Napoli. L’imputato, tramite i suoi legali, ha proposto tre motivi di doglianza alla Suprema Corte, sperando di ottenere l’annullamento della decisione di secondo grado. Tuttavia, l’esito del giudizio di legittimità è stato netto e sfavorevole al ricorrente.
L’Analisi della Corte e la Dichiarazione di Ricorso Inammissibile
La Corte di Cassazione, nell’esaminare l’appello, ha rapidamente rilevato una carenza fondamentale nei motivi presentati. I primi due motivi sono stati qualificati come ‘generici e comunque reiterativi’ di deduzioni difensive già proposte e vagliate dalla Corte d’Appello. In altre parole, il ricorrente non ha mosso una critica puntuale e specifica al ragionamento della sentenza impugnata, ma si è limitato a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in precedenza. Anche il terzo motivo è stato giudicato ‘genericamente formulato’ e ‘aspecifico’.
Questa valutazione ha portato la Corte a una conclusione inevitabile: il ricorso inammissibile. Quando un appello manca dei requisiti minimi di specificità richiesti dalla legge, il giudice non può nemmeno entrare nel merito delle questioni sollevate. L’atto viene ‘bloccato’ in via preliminare perché formalmente inadeguato.
Le Motivazioni della Decisione
La motivazione della Corte si fonda su un principio cardine del diritto processuale: i motivi di impugnazione devono essere specifici. Essi devono instaurare un confronto critico e ragionato con la sentenza impugnata, evidenziandone gli errori di fatto o di diritto. Riproporre semplicemente le stesse tesi difensive, senza spiegare perché il giudice di secondo grado abbia sbagliato nel respingerle, equivale a non presentare una vera e propria critica.
La conseguenza diretta dell’inammissibilità è duplice. In primo luogo, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali. In secondo luogo, e più gravoso, la Corte ha condannato l’imputato al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria viene irrogata quando l’inammissibilità è determinata da ‘profili di colpa’ del ricorrente, come nel caso di un ricorso palesemente infondato o, come in questa circostanza, privo dei requisiti essenziali.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche
Questa ordinanza è un monito importante per tutti gli operatori del diritto e per i loro assistiti. Proporre un ricorso in Cassazione non è una mera formalità, ma un’attività che richiede rigore, precisione e una profonda analisi della decisione che si intende contestare. La presentazione di un appello generico non solo è destinata all’insuccesso, ma comporta anche un significativo esborso economico. La decisione della Suprema Corte riafferma che il sistema giudiziario non può essere gravato da impugnazioni dilatorie o formulate senza la dovuta specificità, sanzionando chi abusa di questo importante strumento di difesa.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi presentati erano generici, non specifici, e si limitavano a ripetere argomentazioni difensive già esaminate e respinte dalla Corte d’Appello nel precedente grado di giudizio.
Quali sono state le conseguenze economiche della dichiarazione di inammissibilità?
Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, a causa della colpa ravvisata nella presentazione di un ricorso privo dei requisiti di legge.
Cosa significa che i motivi di un ricorso sono ‘generici’ e ‘reiterativi’?
Significa che le argomentazioni non contestano in modo puntuale le ragioni specifiche della decisione impugnata, ma si limitano a riproporre le stesse tesi difensive già presentate e valutate in precedenza, senza aggiungere elementi di critica nuovi e pertinenti al provvedimento del giudice.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 38965 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 38965 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 20/09/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a MADDALONI il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 06/11/2023 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
visti gli atti e la sentenza impugnata;
esaminati i motivi di ricorso,
OSSERVA
Ritenuto che i primi due motivi sono generici e comunque reiterativi di deduzioni difensive, esaminate dalla Corte, che ha dato conto dell’integrazione del reato contestato e dell’insussistenza di elementi a fondamento di un’ipotesi di giustificazione della condotta;
Ritenuto che il terzo motivo è genericamente formulato e richiama una deduzione parimenti aspecifica, formulata nell’atto di appello;
Ritenuto dunque che il ricorso è inammissibile, conseguendone la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in ragione dei sottesi profili di colpa, a quello della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende,
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 20 settembre 2024
Il Consigliere estensore
Il Pr
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