Ricorso Inammissibile: L’Ordinanza della Cassazione che Spiega Perché Ripetere non Funziona
Presentare un ricorso alla Corte di Cassazione rappresenta l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento, ma non è una seconda possibilità per ridiscutere i fatti. Un’ordinanza recente ha ribadito un principio fondamentale: il ricorso inammissibile è la conseguenza diretta della mera riproposizione di censure già esaminate e respinte. Questo articolo analizza la decisione e le sue implicazioni pratiche, spiegando perché la Cassazione non è un ‘terzo tempo’ del processo di merito.
I Fatti del Caso: Un Appello Respinto
Il caso trae origine dal ricorso presentato da un’imputata avverso una sentenza della Corte d’Appello. Non soddisfatta della decisione dei giudici di secondo grado, la ricorrente ha deciso di adire la Suprema Corte di Cassazione, sperando di ottenere un ribaltamento della pronuncia a lei sfavorevole. Il ricorso era basato su una serie di motivi che, secondo la difesa, avrebbero dovuto portare all’annullamento della sentenza impugnata.
La Decisione della Corte di Cassazione e il Ricorso Inammissibile
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza in esame, ha messo fine al percorso giudiziario della vicenda in modo netto e perentorio. Gli Ermellini hanno dichiarato il ricorso inammissibile, senza neppure entrare nell’analisi approfondita delle questioni sollevate. Questa decisione non rappresenta un giudizio sul torto o sulla ragione della ricorrente nel merito della vicenda, ma è una valutazione preliminare sulla stessa ammissibilità dell’impugnazione.
Le Motivazioni: Perché il Ricorso è Stato Dichiarato Inammissibile?
La motivazione della Corte è chiara e si fonda su un pilastro del diritto processuale penale. Il ricorso è stato giudicato inammissibile poiché i motivi presentati non erano altro che una pedissequa riproduzione di profili di censura già ampiamente vagliati e disattesi dai giudici di merito (in questo caso, la Corte d’Appello). I giudici di legittimità hanno osservato che la sentenza impugnata aveva già fornito risposte adeguate e giuridicamente corrette a quelle stesse doglianze, come indicato nelle pagine 4 e 5 della sua motivazione.
La Cassazione non è un ‘giudice del fatto’. Il suo compito, in sede di legittimità, non è quello di ricostruire la vicenda o di fornire una nuova valutazione delle prove. La sua funzione è quella di verificare la corretta applicazione delle norme di legge e la coerenza logica della motivazione della sentenza impugnata. Riproporre le stesse identiche argomentazioni già respinte, senza evidenziare vizi di legittimità (come un’errata interpretazione di una norma o un vizio logico manifesto nella motivazione), trasforma il ricorso in un tentativo di ottenere un inammissibile riesame del merito, compito che non spetta alla Suprema Corte.
Le Conclusioni: Le Conseguenze Pratiche della Decisione
Le implicazioni di una declaratoria di inammissibilità sono severe. La ricorrente non solo ha visto respingere le sue richieste, ma è stata anche condannata a pagare le spese processuali e una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria serve a scoraggiare la presentazione di ricorsi palesemente infondati o meramente dilatori, che sovraccaricano il sistema giudiziario.
Questa ordinanza, dunque, funge da monito: un ricorso in Cassazione deve essere fondato su vizi specifici della sentenza impugnata, che attengono alla violazione di legge o a difetti di motivazione, e non può limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni già valutate nei precedenti gradi di giudizio. Per avere una possibilità di successo, è necessario articolare censure nuove e pertinenti al ruolo del giudice di legittimità.
Quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile?
Secondo l’ordinanza, un ricorso è dichiarato inammissibile quando si limita a riproporre motivi di censura che sono già stati adeguatamente esaminati e respinti dai giudici dei gradi precedenti, senza sollevare reali questioni sulla corretta applicazione della legge.
Qual è il ruolo della Corte di Cassazione?
La Corte di Cassazione opera come giudice di legittimità, il che significa che il suo compito non è riesaminare i fatti del caso, ma verificare che i giudici di merito abbiano applicato correttamente le norme giuridiche e abbiano motivato la loro decisione in modo logico e coerente.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
La parte che presenta un ricorso dichiarato inammissibile viene condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, che in questo caso specifico è stata fissata in tremila euro da versare alla Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 45747 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 45747 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 24/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a ROMA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 14/11/2022 della CORTE APPELLO di L’AQUILA,
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
CONSIDERATO IN FATTO E DIRITTO
Letto il ricorso di COGNOME NOME
Considerato che tutti i motivi di ricorso non sono consentiti dalla legge in sede di legitti poiché meramente riproduttivi di profili di censura già adeguatamente vagliati e disattesi d giudici di merito con il supporto di corretti argomenti in diritto indicati a p. 4-5 della moti della sentenza;
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.MI.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali ed alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 24 ottobre 2023
I Consigliera Estensore
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Il Presidente