Ricorso Inammissibile: La Cassazione e la Mera Riproposizione dei Motivi
Quando si impugna una sentenza, non basta avere ragione: bisogna anche saperla far valere nel modo corretto. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci ricorda una regola fondamentale del processo penale: un ricorso inammissibile è la conseguenza quasi certa di una semplice riproposizione dei motivi già esposti in appello. Analizziamo questa decisione per comprendere perché la forma e la sostanza di un ricorso siano cruciali per accedere al giudizio di legittimità.
Il Caso: Dalla Condanna al Ricorso per Cassazione
Il caso trae origine da una condanna inflitta dal Tribunale e confermata dalla Corte d’Appello. L’imputato era stato ritenuto responsabile di reati previsti dal Codice della Strada e da norme sulla sicurezza urbana, con una pena di sette mesi di arresto e 3.000 euro di ammenda. Non ritenendo giusta la decisione, l’imputato ha proposto ricorso per Cassazione, lamentando un vizio di motivazione e l’assenza di prove sufficienti a fondare la sua responsabilità penale.
La Valutazione del ricorso inammissibile
La Corte Suprema non è entrata nel merito delle accuse, ma si è fermata a un controllo preliminare, dichiarando il ricorso inammissibile. La ragione è netta: il ricorso non era altro che una fotocopia dei motivi già presentati nel giudizio d’appello. Invece di contestare specificamente le argomentazioni della sentenza impugnata, l’appellante si è limitato a ripetere le proprie tesi difensive, senza un reale confronto critico con la decisione dei giudici di secondo grado.
Il Principio delle Sezioni Unite
La Corte ha richiamato un importante principio stabilito dalle Sezioni Unite (sentenza Galtelli, n. 8825/2016). Secondo tale orientamento, l’appello (e, per estensione, il ricorso per Cassazione) deve contenere una critica argomentata e specifica al provvedimento che si intende impugnare. Non è sufficiente riproporre le stesse questioni già respinte, ma è necessario spiegare perché la decisione del giudice precedente sia errata, dialogando con le sue motivazioni.
Le Conseguenze di un Ricorso Mal Formulato
La dichiarazione di inammissibilità non è una mera formalità. Comporta conseguenze concrete e onerose per il ricorrente:
1. Definitività della condanna: La sentenza di appello diventa definitiva e non più contestabile.
2. Pagamento delle spese processuali: Il ricorrente deve farsi carico dei costi del procedimento.
3. Versamento alla Cassa delle Ammende: La Corte ha condannato l’imputato al pagamento di una somma aggiuntiva di 3.000 euro, destinata a un fondo per il reinserimento sociale dei detenuti. Questa sanzione serve a scoraggiare impugnazioni palesemente infondate o dilatorie.
Le Motivazioni della Corte
Le motivazioni della Corte di Cassazione sono state concise ma estremamente chiare. I giudici hanno sottolineato che il ricorso era inammissibile perché costituiva una mera riproposizione dei motivi di gravame, senza un effettivo confronto con le argomentazioni contenute nella sentenza impugnata. La Corte ha evidenziato che i giudici di merito (Tribunale e Corte d’Appello) avevano basato la loro decisione su elementi concreti emersi durante il processo, come la documentazione in atti e le dichiarazioni di un testimone della polizia giudiziaria. L’appellante, invece di attaccare la logica di tale ricostruzione, ha semplicemente ignorato il ragionamento del giudice d’appello, rendendo il suo ricorso inidoneo a superare il vaglio di ammissibilità.
Conclusioni: Cosa Insegna Questa Ordinanza
Questa decisione ribadisce una lezione fondamentale per chiunque affronti un processo penale: il ricorso per Cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si possono ridiscutere i fatti. È un giudizio di legittimità, volto a verificare la corretta applicazione della legge. Per questo, un ricorso deve essere strutturato come una critica puntuale e argomentata alla sentenza che si contesta. Limitarsi a ripetere le proprie ragioni, senza smontare quelle del giudice, equivale a presentare un atto destinato al fallimento, con conseguenze economiche significative. La specificità e il confronto critico non sono vezzi stilistici, ma requisiti essenziali per la tutela efficace dei propri diritti.
Perché un ricorso per Cassazione può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso può essere dichiarato inammissibile se manca dei requisiti richiesti dalla legge, ad esempio quando si limita a ripetere gli stessi argomenti del precedente grado di giudizio senza confrontarsi criticamente con le motivazioni della sentenza impugnata.
Cosa significa che un ricorso è una ‘mera riproposizione’ dei motivi di appello?
Significa che il ricorso non presenta argomenti nuovi o critiche specifiche contro la sentenza d’appello, ma si limita a ripresentare le stesse identiche tesi difensive già esaminate e respinte dal giudice precedente.
Quali sono le conseguenze economiche per chi presenta un ricorso inammissibile?
La persona che presenta un ricorso dichiarato inammissibile viene condannata al pagamento delle spese processuali e, in assenza di motivi di esonero, al versamento di una somma di denaro (nel caso specifico, 3.000 euro) in favore della Cassa delle Ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 33536 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 33536 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 26/06/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a NAPOLI il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 21/02/2023 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
MOTIVI DELLA DECISIONE
COGNOME NOME ha proposto ricorso per RAGIONE_SOCIALEzione avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli, in epigrafe indicata, con cui è stata confermata la condanna alla pena di mesi sette di arresto ed euro 3.000,00 di ammenda a questi inflitta con sentenza del Tribunale di Napoli del 22 giugno 2021 in ordine ai reati di cui all’art. 7 comma 15-bis, C.d.S. e 10, comma 2, di. 14/17.
Il ricorrente deduce vizio di motivazione per omessa considerazione dell’assenza di prove che conducano all’affermazione di penale responsabilità dell’imputato.
Il motivo di ricorso è inammissibile, costituendo riproposizione di motivi di gravame, senza un effettivo confronto con le argomentazioni contenute nella sentenza impugnata.
La doglianza non è, infatti, sostenuta dal necessario, previo, confronto con le giustificazioni fornite dal giudice dell’appello (Sez. U, n. 8825 del 27/10/2016, dep. 2017, Galtelli, Rv. 268822, sui motivi d’appello, ma i cui principi possono applicarsi anche al ricorso per cassazione), avendo i giudici del merito aderito alla ricostruzione dei fatti operata dal giudice di primo grado, così come emerge dalla documentazione in atti (acquisizione dei provvedimenti emessi nei confronti dell’imputato e dichiarazioni del testimone di COGNOME, escusso in dibattimento, circa gli accertamenti svolti sulle violazioni commesse dall’imputato).
Per tali ragioni il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento RAGIONE_SOCIALE spese processuali e, non sussistendo ipotesi di esonero, al versamento di una somma alla RAGIONE_SOCIALE RAGIONE_SOCIALE ammende, determinabile in euro tremila, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen..
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento RAGIONE_SOCIALE spese processuali e della somma di euro tremila in favore della RAGIONE_SOCIALE Ammende. Così deciso in Roma il 26 giugno 2024.