Ricorso Inammissibile: Analisi di un Caso di Manifesta Infondatezza
Quando si presenta un’impugnazione, è fondamentale che essa si basi su motivi solidi e giuridicamente validi. In caso contrario, si rischia non solo di veder respinta la propria richiesta, ma anche di incorrere in sanzioni. L’ordinanza della Corte di Cassazione che analizziamo oggi offre un chiaro esempio di ricorso inammissibile per manifesta infondatezza, evidenziando le gravi conseguenze di un’azione legale priva di fondamento.
I Fatti del Caso: L’Impugnazione Contro l’Ordinanza del Tribunale di Sorveglianza
Il caso ha origine da un ricorso presentato avverso un’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza di Napoli. Il ricorrente contestava la legittimità del provvedimento emesso nei suoi confronti, sostenendo una grave violazione procedurale. La questione è giunta fino alla Suprema Corte di Cassazione, organo chiamato a valutare la correttezza dell’operato dei giudici di grado inferiore e la fondatezza dei motivi di ricorso.
La Tesi del Ricorrente: Una Presunta Violazione del Contraddittorio
Il motivo principale del ricorso si basava su un’affermazione specifica: secondo il ricorrente, il provvedimento del Tribunale di Sorveglianza sarebbe stato emesso ‘de plano’, ovvero senza la celebrazione di un’udienza e, di conseguenza, in violazione del principio del contraddittorio. Questo principio è un cardine del nostro ordinamento, poiché garantisce a tutte le parti di un processo il diritto di esporre le proprie ragioni e difese prima che il giudice prenda una decisione. L’accusa, se fondata, avrebbe potuto comportare l’annullamento del provvedimento impugnato.
La Decisione della Cassazione sul ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha esaminato attentamente gli atti processuali, in particolare il verbale dell’udienza tenutasi in data 11 dicembre 2023 presso il Tribunale di Sorveglianza. Contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, dall’esame di tale verbale è emerso chiaramente che il provvedimento impugnato era stato emesso solo dopo la regolare instaurazione del contraddittorio tra le parti. La tesi del ricorrente è stata quindi smentita dai fatti documentati.
Le Motivazioni della Suprema Corte
Sulla base di questa verifica fattuale, la Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato. La discrepanza tra quanto affermato dal ricorrente e quanto risultante dagli atti ufficiali ha reso l’impugnazione priva di qualsiasi pregio. Di conseguenza, applicando l’articolo 616 del codice di procedura penale, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La pronuncia di inammissibilità, in casi di evidente colpa nella presentazione del ricorso, comporta non solo la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, ma anche il versamento di una somma di denaro alla Cassa delle ammende. In questo specifico caso, la somma è stata quantificata in tremila euro, ritenuta congrua dalla Corte.
Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche della Decisione
Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale: le impugnazioni devono essere basate su motivi concreti e verificabili. Presentare un ricorso basato su affermazioni false o non supportate da prove non solo è inutile, ma è anche controproducente. La condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria serve da deterrente contro l’abuso dello strumento processuale, garantendo che le risorse della giustizia siano impiegate per casi meritevoli di approfondimento. Per i cittadini e i loro difensori, ciò sottolinea l’importanza di una valutazione attenta e onesta dei presupposti di un’azione legale prima di intraprenderla.
Per quale motivo il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché manifestamente infondato. La tesi del ricorrente, secondo cui il provvedimento impugnato era stato emesso senza un regolare contraddittorio, è stata smentita dall’esame del verbale d’udienza, che provava il contrario.
Quali sono le conseguenze economiche per chi presenta un ricorso inammissibile?
In base a questa ordinanza, chi presenta un ricorso inammissibile con colpa viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, che in questo caso è stata fissata in 3.000 euro.
Cosa significa che un provvedimento è stato emesso ‘de plano’?
Significa che la decisione è stata presa dal giudice senza la celebrazione di una formale udienza con la partecipazione delle parti. Nel caso di specie, la Corte di Cassazione ha accertato che questa affermazione era falsa, poiché l’udienza si era regolarmente svolta.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 17418 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 17418 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 04/04/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME NOME a NAPOLI il DATA_NASCITA
avverso l’ordinanza del 11/12/2023 del TRIB. SORVEGLIANZA di NAPOLI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Visti gli atti.
Esaminati il ricorso e la ordinanza impugnata.
Rilevato che il ricorso di NOME COGNOME è manifestamente infondato;
Considerato, infatti, che, secondo il ricorrente il provvedimento ImpugNOME sarebbe stat emesso dal Tribunale di sorveglianza di Napoli ‘de plano’ e senza contraddittorio;
Rilevato, al contrario, che dall’esame del verbale di udienza dell’ 11 dicembre 2023 risult che il provvedimento impugNOME è stato emesso dopo la rituale instaurazione del contraddittorio
Ritenuto che il ricorso deve essere, pertanto, dichiarato inammissibile e che il ricorre deve essere condanNOME, in forza del disposto dell’art. 616 cod. proc. iDen., al pagamento del spese processuali e della somma, ritenuta congrua, di euro tremila in favore della Cassa dell ammende, non esulando profili di colpa nella presentazione del ricorso (Corte Cost. n. 186 de 2000);
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso, in Roma il 4 aprile 2024.