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Ricorso inammissibile: quando è generico e ripetitivo

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto contro una misura di prevenzione. I motivi sono stati giudicati una mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello e privi della specificità richiesta dalla legge. Questa ordinanza sottolinea l’importanza di formulare critiche argomentate e puntuali contro la decisione impugnata, pena la declaratoria di ricorso inammissibile e la condanna alle spese.

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Pubblicato il 13 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: la Cassazione ribadisce i Criteri di Specificità

L’ordinanza in esame offre un’importante lezione sulla tecnica redazionale dei ricorsi in Cassazione, in particolare quando si contesta l’applicazione di misure di prevenzione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando come la mera riproposizione dei motivi d’appello e la genericità delle censure non possano superare il vaglio di legittimità. Analizziamo nel dettaglio la decisione e le sue implicazioni pratiche.

I Fatti del Caso

Un soggetto, destinatario di una misura di prevenzione confermata dalla Corte d’Appello di Roma, decideva di impugnare tale decisione dinanzi alla Corte di Cassazione. Il ricorso si fondava su due motivi principali: il primo contestava la sussistenza stessa dei presupposti per l’applicazione della misura; il secondo criticava la motivazione della Corte territoriale in merito al rigetto del motivo d’appello relativo all’obbligo di soggiorno.

L’Analisi del Ricorso e la Decisione della Cassazione

La Corte di Cassazione ha esaminato entrambi i motivi, giungendo a una declaratoria di inammissibilità per entrambi.

Per quanto riguarda il primo motivo, i giudici hanno rilevato che le argomentazioni non erano altro che una “pedissequa reiterazione” di quelle già presentate e respinte in appello. Secondo la Corte, i motivi erano solo “apparenti”, poiché omettevano di svolgere la funzione tipica di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso. In altre parole, il ricorrente non aveva attaccato specificamente le ragioni della Corte d’Appello, ma si era limitato a ripetere le proprie difese.

Anche il secondo motivo è stato giudicato inammissibile, ma per “genericità e indeterminatezza”. La Corte ha sottolineato che il ricorrente, di fronte a una motivazione della sentenza d’appello ritenuta logicamente corretta, non aveva indicato gli elementi specifici posti alla base della sua censura. Tale carenza ha impedito al giudice di legittimità di individuare i rilievi mossi e di esercitare il proprio sindacato, violando i requisiti prescritti dall’art. 581, comma 1, lett. c) del codice di procedura penale.

Le Motivazioni: la Necessità di un Ricorso Specifico e non Ripetitivo

La decisione si fonda su un principio cardine del processo di impugnazione: il principio di specificità dei motivi. Un ricorso in Cassazione non può essere una semplice riedizione del giudizio di merito. L’appellante che intende contestare una decisione deve formulare una critica mirata e puntuale che si confronti direttamente con la motivazione del provvedimento impugnato. Non è sufficiente riproporre le stesse tesi, sperando in un esito diverso. È necessario, invece, dimostrare dove e perché il giudice precedente ha sbagliato nel suo ragionamento logico-giuridico. La Corte ha infatti precisato che la Corte d’Appello aveva adeguatamente motivato la sua decisione, spiegando le ragioni della pericolosità specifica del soggetto, e che la difesa non aveva fornito elementi reali in contrasto.

Conclusioni: Implicazioni Pratiche per la Difesa

Questa ordinanza funge da monito per i difensori. La preparazione di un ricorso per cassazione richiede un’analisi approfondita non solo dei fatti, ma soprattutto della struttura motivazionale della sentenza che si intende impugnare. Un ricorso inammissibile non solo porta al rigetto dell’istanza, ma comporta anche la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, come avvenuto nel caso di specie con la condanna al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende. Per avere successo, l’atto di impugnazione deve essere un dialogo critico con la decisione precedente, non un monologo che ignora le ragioni del giudice.

Perché il primo motivo di ricorso è stato dichiarato inammissibile?
È stato dichiarato inammissibile perché considerato una ‘pedissequa reiterazione’, ovvero una semplice ripetizione dei motivi già presentati e respinti in appello, senza formulare una critica specifica e argomentata contro la motivazione della sentenza impugnata.

Cosa significa che un motivo di ricorso è ‘generico’?
Un motivo è considerato generico quando, a fronte di una motivazione logicamente corretta del giudice precedente, non indica gli elementi specifici che sono alla base della censura. Questa mancanza non permette al giudice dell’impugnazione di comprendere i rilievi e di valutare il merito della critica.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in denaro a favore della Cassa delle ammende. Nel caso specifico, la somma è stata fissata in tremila euro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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