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Ricorso inammissibile per motivi generici: la Cassazione

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati contro la condanna per spaccio di lieve entità e porto d’armi. I motivi, incentrati sulla congruità della pena, sono stati giudicati generici e volti a una rivalutazione del merito, non consentita in sede di legittimità. Confermata la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 3 febbraio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: Quando la Critica alla Pena non Basta

L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione offre un chiaro esempio di come un ricorso inammissibile possa derivare da motivi considerati troppo generici. Il caso riguarda due persone condannate in primo e secondo grado che hanno tentato di contestare la loro pena davanti alla Suprema Corte, ma senza successo. Questa decisione ribadisce un principio fondamentale della procedura penale: la Corte di Cassazione non è un terzo grado di giudizio sul merito, ma un organo di legittimità che valuta la corretta applicazione del diritto.

I Fatti del Processo

Il percorso giudiziario inizia con una sentenza del Tribunale, confermata successivamente dalla Corte d’Appello di Venezia il 22 giugno 2023. Due soggetti erano stati dichiarati responsabili, rispettivamente, per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti di lieve entità (art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990) e per porto abusivo di armi (art. 699 c.p.). Entrambi erano stati condannati a una pena ritenuta di giustizia dai giudici di merito.

I Motivi del Ricorso e la loro Valutazione

Insoddisfatti della pena inflitta, entrambi gli imputati hanno proposto ricorso per Cassazione. Le loro doglianze si concentravano esclusivamente su un presunto vizio di motivazione relativo al trattamento sanzionatorio. In altre parole, non contestavano la loro colpevolezza, ma sostenevano che la Corte d’Appello non avesse adeguatamente giustificato l’entità della pena inflitta. I ricorrenti chiedevano, di fatto, una nuova valutazione della congruità della sanzione, sperando in un trattamento più mite. Proprio questa impostazione ha portato a un esito per loro negativo, concretizzandosi in un ricorso inammissibile.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte, con l’ordinanza n. 18235 del 2024, ha dichiarato i ricorsi inammissibili. La motivazione è netta e si basa su un consolidato orientamento giurisprudenziale. I giudici di legittimità hanno stabilito che i motivi presentati erano ‘generici’ e ‘volti a sollecitare una rivalutazione del trattamento punitivo’.

Questo significa che i ricorsi non individuavano un errore di diritto specifico commesso dalla Corte d’Appello, ma si limitavano a criticare l’esito della valutazione discrezionale del giudice. La Corte di Cassazione ha ricordato che la determinazione della pena è una valutazione di merito che, se supportata da una motivazione congrua e non manifestamente illogica, non può essere messa in discussione in sede di legittimità. Nel caso di specie, la motivazione della sentenza d’appello è stata ritenuta adeguata e priva di vizi evidenti.

Le Conclusioni: Le Conseguenze del Ricorso Inammissibile

La decisione di dichiarare il ricorso inammissibile non è priva di conseguenze. Oltre alla conferma definitiva della condanna, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali. Inoltre, la Corte ha imposto loro il versamento di una somma di tremila euro ciascuno in favore della Cassa delle Ammende. Questa sanzione pecuniaria viene applicata quando non si possono escludere ‘profili di colpa nella proposizione del ricorso’, ovvero quando l’impugnazione appare priva di serie possibilità di accoglimento. La pronuncia, quindi, serve da monito: il ricorso in Cassazione deve essere fondato su precise violazioni di legge e non può essere utilizzato come un tentativo per ottenere una semplice revisione della pena.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi presentati sono stati ritenuti generici e miravano a ottenere una nuova valutazione sulla congruità della pena, un’attività di merito non consentita alla Corte di Cassazione in sede di legittimità.

Cosa significa che i motivi del ricorso erano ‘generici’?
Significa che le argomentazioni non individuavano uno specifico errore di diritto nella sentenza impugnata, ma si limitavano a criticare la decisione del giudice sulla misura della pena, senza dimostrare che la motivazione fosse illogica o contraddittoria.

Quali sono state le conseguenze per i ricorrenti?
A seguito della dichiarazione di inammissibilità, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende, poiché la Corte ha ravvisato una colpa nella proposizione di un ricorso palesemente infondato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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