Ricorso Inammissibile: Perché la Cassazione Non Può Riesaminare i Fatti del Processo
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci offre un’importante lezione sul funzionamento del nostro sistema giudiziario, delineando con chiarezza i confini del giudizio di legittimità. Il caso in esame riguarda un ricorso inammissibile presentato dalla parte civile avverso una sentenza di assoluzione per il reato di violenza privata. La decisione sottolinea un principio fondamentale: la Suprema Corte non è un terzo grado di giudizio dove si possono ridiscutere le prove, ma un organo che vigila sulla corretta applicazione del diritto.
La Vicenda Processuale: Dal Tribunale alla Cassazione
Il percorso giudiziario ha inizio con l’assoluzione di un imputato in primo grado per un reato commesso nel 2012. La parte civile, ovvero la persona offesa dal reato che chiede un risarcimento, non si arrende e impugna la decisione davanti alla Corte d’Appello, la quale però conferma l’assoluzione.
Determinata a ottenere giustizia, la parte civile decide di portare il caso fino all’ultimo grado di giudizio, proponendo ricorso in Cassazione. I motivi del ricorso si concentravano su una presunta violazione di legge e su un vizio di motivazione della sentenza d’appello, chiedendo di fatto una nuova valutazione della responsabilità dell’imputato ai soli fini civili.
I Motivi del Ricorso Inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha stroncato le speranze del ricorrente, dichiarando il ricorso inammissibile. Il motivo è tanto semplice quanto cruciale nel diritto processuale: il ricorso non contestava un errore di diritto, ma chiedeva ai giudici di legittimità di fare qualcosa che non rientra nei loro poteri, ovvero “vagliare il materiale probatorio”.
In altre parole, il ricorrente stava chiedendo alla Cassazione di comportarsi come un tribunale di merito (quale il Tribunale o la Corte d’Appello), riesaminando testimonianze, documenti e fatti per giungere a una diversa conclusione sulla vicenda. Questo tentativo di ottenere una “rilettura” degli elementi di fatto è stato ritenuto inaccettabile.
Le Motivazioni della Decisione
Nelle sue motivazioni, la Corte ha ribadito un principio consolidato, citando anche una precedente sentenza delle Sezioni Unite (la massima espressione della giurisprudenza di legittimità). La valutazione delle prove e la ricostruzione dei fatti sono compiti esclusivi dei giudici di merito. La Cassazione interviene solo se la motivazione della sentenza impugnata è manifestamente illogica, contraddittoria o giuridicamente errata, ma non può sostituire la propria valutazione a quella del giudice che ha esaminato direttamente le prove.
Un aspetto interessante dell’ordinanza riguarda anche la posizione dell’imputato. Il suo difensore aveva presentato una memoria chiedendo alla Corte di “assolvere” nuovamente il proprio assistito, ma la Corte ha specificato che tale richiesta era “non pertinente”. La Cassazione non assolve né condanna nel merito; si limita a confermare, annullare o, come in questo caso, dichiarare inammissibile un ricorso. Per questo motivo, nessuna spesa legale è stata riconosciuta in favore dell’imputato, poiché la sua attività difensiva non era appropriata al tipo di giudizio.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche per chi Ricorre in Cassazione
Questa ordinanza è un monito per chiunque intenda adire la Suprema Corte. Presentare un ricorso inammissibile non solo non porta al risultato sperato, ma comporta conseguenze economiche significative. Il ricorrente è stato infatti condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.
La lezione è chiara: il ricorso per cassazione deve essere un atto tecnico, focalizzato esclusivamente su questioni di diritto. Tentare di ottenere una terza revisione dei fatti è una strategia destinata al fallimento, che trasforma la ricerca di giustizia in un’ulteriore spesa. È fondamentale affidarsi a un legale esperto che sappia distinguere tra un legittimo motivo di ricorso e una mera insoddisfazione per l’esito dei gradi di merito.
Perché la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile?
La Corte lo ha dichiarato inammissibile perché il ricorrente chiedeva una nuova valutazione delle prove e dei fatti del caso. Questo compito spetta esclusivamente ai giudici di merito (Tribunale e Corte d’Appello), mentre la Cassazione può solo verificare la corretta applicazione della legge (giudizio di legittimità).
Cosa succede quando un ricorso viene dichiarato inammissibile?
Quando un ricorso è dichiarato inammissibile, la decisione impugnata diventa definitiva. Inoltre, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, che in questo caso è stata fissata a 3.000 euro.
Perché l’imputato, pur avendo vinto, non ha ottenuto il rimborso delle spese legali?
L’imputato non ha ottenuto il rimborso perché le richieste presentate dal suo avvocato (come quella di ‘assolvere’ nuovamente l’imputato) sono state ritenute non pertinenti al giudizio di legittimità. La Corte ha stabilito che, dato che l’attività difensiva non era adeguata alla natura del procedimento in Cassazione, non era dovuta alcuna liquidazione delle spese.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 41070 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 41070 Anno 2024
Presidente: BELMONTE NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 23/10/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: dalla parte civile COGNOME NOME NOME a BARI il DATA_NASCITA nel procedimento a carico di:
COGNOME NOME NOME a MODUGNO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 03/07/2023 della CORTE APPELLO di BARI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
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Rilevato che la parte civile NOME COGNOME ricorre avverso la sentenza della Corte di appello di Bari che ha confermato la sentenza di assoluzione resa nei confronti dell’imputato COGNOME NOME per il reato di cui agli artt. 81 cpv., 610, 594, comma primo e comma quarto, cod. pen., commessi il 4 ottobre 2012;
Ritenuto che i due motivi di ricorso, che deducono violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla responsabilità dell’imputato ai soli effetti civili i ordine al delitto di violenza privata, sono inammissibili in quanto demandano alla Corte di cassazione il compito di vagliare il materiale probatorio; mentre la Corte di cassazione non può procedere alla “rilettura” degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione, la cui valutazione è, in via esclusiva, riservata al giudice di merito, senza che possa integrare il vizio di legittimità la mera prospettazione di una diversa, e per il ricorrente più adeguata, valutazione delle risultanze processuali (Sez. U, n. 22242 del 27/01/2011, COGNOME);
Considerato che: il difensore dell’imputato ha trasmesso una memoria con la quale chiede alla Corte di cassazione di “assolvere NOME COGNOME dalle imputazioni ascrittegli, così confermando interamente la sentenza emessa dal Giudice di prime cure, condannando il ricorrente, NOME COGNOME, al pagamento delle ulteriori spese di questo grado di giudizio”; che nulla può liquidarsi per le spese sostenute dall’imputato nel presente giudizio dato che l’attività difensiva è consistita nella formulazione di richieste non pertinenti rispetto al giudizio di legittimità (la Corte di cassazione non assolve l’imputato, né conferma la sentenza di primo grado);
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Nulla per le spese in favore dell’imputato.
Così deciso il 23/10/2024