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Ricorso inammissibile: no appello per rinvio udienza

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro l’ordinanza di un Giudice dell’udienza preliminare che aveva negato il rinvio per legittimo impedimento. La Suprema Corte ribadisce che tali provvedimenti non sono autonomamente impugnabili, ma possono essere contestati solo unitamente alla sentenza finale, non costituendo atti abnormi.

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Pubblicato il 1 febbraio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 19582 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 6 n. 19582/2024)

Ricorso Inammissibile: Quando Non si Può Impugnare il Rinvio di un’Udienza

La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha riaffermato un principio fondamentale della procedura penale: non tutti i provvedimenti del giudice sono immediatamente appellabili. Il caso in esame ha portato a dichiarare un ricorso inammissibile presentato contro la decisione di un Giudice dell’udienza preliminare di non concedere un rinvio per legittimo impedimento dell’imputata. Questa pronuncia chiarisce i confini dell’impugnabilità degli atti interlocutori, ovvero quelle decisioni prese durante il corso del processo.

I Fatti del Caso

Una persona imputata in un procedimento penale aveva presentato un’istanza per ottenere il rinvio dell’udienza preliminare, adducendo un legittimo impedimento che le impediva di presenziare. Il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale ha però respinto la richiesta, decidendo di procedere. Ritenendo leso il proprio diritto di difesa, l’imputata ha deciso di impugnare immediatamente tale ordinanza, presentando ricorso direttamente alla Corte di Cassazione.

La Decisione della Corte e il Concetto di Ricorso Inammissibile

La Suprema Corte ha risolto la questione in modo netto e rapido, dichiarando il ricorso inammissibile con una procedura de plano, ovvero senza la necessità di un’udienza di discussione, data l’evidenza della questione giuridica. La Corte ha stabilito che l’ordinanza con cui viene respinta un’istanza di rinvio per legittimo impedimento non rientra nella categoria dei provvedimenti che possono essere impugnati autonomamente.

Le Motivazioni della Decisione

La decisione della Cassazione si fonda su due pilastri argomentativi solidi.

Il primo è il principio di tassatività dei mezzi di impugnazione. L’articolo 586 del codice di procedura penale è chiaro nello stabilire che le ordinanze emesse nel corso degli atti preliminari o del dibattimento possono essere impugnate, di regola, soltanto insieme alla sentenza che conclude quella fase del giudizio. Questo serve a evitare la frammentazione del processo e l’uso di appelli su questioni procedurali per ritardare la definizione del caso. L’ordinanza che nega il rinvio è, a tutti gli effetti, un provvedimento interlocutorio e come tale segue questa regola generale.

Il secondo punto riguarda l’assenza di ‘abnormità’ dell’atto. Un atto processuale può essere impugnato immediatamente solo se considerato ‘abnorme’, cioè quando si pone completamente al di fuori del sistema processuale, creando una situazione di stallo insuperabile o una violazione radicale dei diritti. Il diniego di un rinvio, per quanto possa essere considerato errato nel merito, è una decisione che rientra nelle facoltà del giudice e non paralizza il procedimento. Pertanto, non può essere qualificato come abnorme e non giustifica un ricorso immediato in Cassazione.

Conclusioni e Implicazioni Pratiche

Le conclusioni di questa ordinanza sono di grande rilevanza pratica. Chi si vede negare una richiesta di rinvio per legittimo impedimento non può bloccare il processo ricorrendo in Cassazione. La strategia difensiva corretta, indicata dalla Corte, è quella di attendere la conclusione del grado di giudizio. Solo in sede di appello contro la sentenza finale, si potrà sollevare la questione relativa all’illegittimità del diniego del rinvio, facendone uno specifico motivo di gravame. La Corte ha inoltre condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende, a sottolineare la manifesta infondatezza del ricorso.

È possibile impugnare immediatamente un’ordinanza che nega il rinvio di un’udienza per legittimo impedimento?
No, secondo la decisione analizzata, tale ordinanza non è autonomamente impugnabile. La sua presunta illegittimità può essere fatta valere solo come motivo di ricorso insieme all’impugnazione della sentenza finale.

Cosa si intende per atto processuale ‘abnorme’ e perché il diniego di rinvio non lo è?
Un atto è ‘abnorme’ quando si colloca completamente al di fuori del sistema processuale, creando una paralisi insanabile. Il diniego di rinvio, pur potendo essere errato, è una decisione prevista dall’ordinamento e non impedisce la prosecuzione del processo, quindi non è considerato abnorme.

Quali sono state le conseguenze per la persona che ha presentato il ricorso inammissibile?
La persona ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, come sanzione per aver adito la Corte con un ricorso manifestamente inammissibile.

Termini giuridici

Ordinanza
Un provvedimento emesso da un giudice nel corso di un procedimento per risolvere questioni procedurali, senza decidere il merito della causa.
Ricorso inammissibile
Un'impugnazione dichiarata non valida perché priva dei requisiti di legge necessari per essere esaminata nel merito dalla corte superiore.
Legittimo impedimento
Una ragione valida e documentata, come un grave motivo di salute, che impedisce a una parte (es. l'imputato) di essere presente a un'udienza.
Atto abnorme
Un atto processuale talmente anomalo e distante dal modello legale da creare una stasi del procedimento non altrimenti risolvibile o una violazione di principi fondamentali, che ne consente l'immediata impugnazione.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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