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Ricorso inammissibile: motivi non specifici e condanna

La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché i motivi erano una mera ripetizione di quelli già respinti in appello. La Corte ha confermato la condanna, sottolineando la necessità di una critica argomentata e specifica contro la sentenza impugnata, non di una semplice riproposizione delle stesse difese. L’appellante è stato condannato al pagamento delle spese e di un’ammenda.

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Pubblicato il 7 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso Inammissibile: Quando Ripetere gli Stessi Motivi Porta alla Condanna

Presentare un ricorso alla Suprema Corte di Cassazione è l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento e richiede requisiti di forma e sostanza molto stringenti. Una recente ordinanza della Corte ci offre un chiaro esempio di come la mancata osservanza di tali requisiti possa portare a una declaratoria di ricorso inammissibile, con conseguente condanna alle spese per il proponente. Questo caso evidenzia l’importanza di formulare motivi di ricorso che non siano una semplice ripetizione delle argomentazioni già esaminate e respinte nei gradi di merito precedenti.

I Fatti del Processo

Il caso in esame ha origine dal ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d’Appello di Napoli. L’imputato contestava la correttezza della motivazione che lo riteneva responsabile di un illecito, commesso in concorso con terzi non identificati, finalizzato al conseguimento di un profitto.

La difesa del ricorrente si basava su argomenti già ampiamente discussi e disattesi durante il processo d’appello. Invece di presentare una critica specifica e argomentata contro le ragioni della sentenza di secondo grado, il ricorso si è limitato a riproporre le medesime questioni, senza aggiungere nuovi elementi o profili di illegittimità.

L’Esito: un Ricorso Inammissibile

La Corte di Cassazione, esaminato il ricorso, lo ha dichiarato inammissibile. La ragione di tale decisione risiede proprio nella natura dei motivi presentati. I giudici hanno sottolineato che un ricorso per cassazione deve assolvere alla sua funzione tipica: quella di una critica argomentata contro la decisione impugnata. Non può risolversi in una ‘pedissequa reiterazione’ di argomenti già valutati.

Quando i motivi sono una mera riproposizione di quelli già respinti, la Corte li considera ‘non specifici ma soltanto apparenti’. In pratica, è come se il ricorso fosse vuoto, privo di quel contenuto critico che la legge richiede per poter essere esaminato nel merito. Di conseguenza, la Corte non entra nemmeno nel vivo della questione, ma si ferma a una valutazione preliminare che ne sancisce l’inammissibilità.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha fondato la sua decisione su principi procedurali consolidati. Ha ritenuto che la motivazione della Corte d’Appello fosse ‘congrua e priva di illogicità’, avendo correttamente valutato gli elementi a carico dell’imputato. L’istruttoria, secondo i giudici di merito, aveva pacificamente dimostrato la responsabilità del ricorrente.

Il ricorso, al contrario, non è riuscito a scalfire questa valutazione. Ripetendo argomenti già noti e disattesi, ha omesso di confrontarsi specificamente con le ragioni esposte nella sentenza d’appello. Questa mancanza di specificità ha reso il ricorso non idoneo a superare il vaglio di ammissibilità. La Corte ha quindi ribadito che il giudizio di cassazione non è una terza istanza di merito dove poter ridiscutere i fatti, ma un giudizio di legittimità che verifica la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione.

Conclusioni: Le Conseguenze Pratiche della Decisione

La declaratoria di inammissibilità ha avuto conseguenze economiche dirette per il ricorrente. Oltre a vedere definitivamente confermata la propria responsabilità, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria serve a disincentivare la presentazione di ricorsi palesemente infondati o dilatori. La decisione, pertanto, funge da monito: un ricorso in Cassazione deve essere preparato con estrema cura, focalizzandosi sui vizi di legittimità della sentenza impugnata e offrendo una critica puntuale e argomentata, pena l’inammissibilità e l’aggravio di spese.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi presentati erano una semplice e pedissequa reiterazione di quelli già dedotti e respinti nel giudizio d’appello, risultando quindi non specifici ma solo apparenti.

Qual è la funzione di un ricorso secondo la Corte?
Secondo la Corte, un ricorso deve assolvere la tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto di impugnazione, non limitarsi a ripetere le stesse argomentazioni.

Quali sono state le conseguenze per il ricorrente?
Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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