Ricorso Inammissibile in Cassazione: Il Ruolo Cruciale dell’Avvocato
L’ordinanza in esame della Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale della procedura penale: la necessità dell’assistenza di un difensore qualificato per adire la Suprema Corte. Un ricorso inammissibile non è solo una sconfitta processuale, ma comporta anche conseguenze economiche significative. Analizziamo questa decisione per comprendere perché il ‘fai da te’ giudiziario è precluso in questa sede e quali sono i rischi concreti.
I Fatti del Caso: Un Appello Diretto alla Suprema Corte
Un soggetto, condannato, decide di impugnare un’ordinanza emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Venezia. Convinto delle proprie ragioni, redige e presenta personalmente l’atto di ricorso direttamente alla Corte di Cassazione. Questo atto, tuttavia, manca di un requisito essenziale: la firma di un avvocato.
La Decisione della Corte: Applicazione Rigorosa della Norma
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione, senza entrare nel merito delle doglianze del ricorrente, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione è stata presa ‘de plano’, ovvero senza la necessità di un’udienza pubblica, data l’evidenza della causa di inammissibilità. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
La Disciplina del Ricorso Inammissibile in Cassazione
Il fulcro della decisione risiede nell’articolo 613, primo comma, del codice di procedura penale. Questa norma stabilisce in modo inequivocabile che ‘l’atto di ricorso, le memorie e i motivi nuovi devono essere sottoscritti, a pena di inammissibilità, da difensori iscritti nell’albo speciale della corte di cassazione’. La legge impone quindi un filtro tecnico all’accesso al giudizio di legittimità.
Le Motivazioni
La Corte ha motivato la sua decisione sulla base del chiaro dettato normativo. La sottoscrizione da parte di un avvocato cassazionista non è una mera formalità, ma una garanzia di professionalità e competenza tecnica. Il giudizio di Cassazione non è un terzo grado di merito dove si riesaminano i fatti, ma un controllo sulla corretta applicazione della legge (giudizio di legittimità). Pertanto, i motivi del ricorso devono essere formulati secondo schemi logico-giuridici precisi, un compito che solo un professionista abilitato può svolgere correttamente. La presentazione personale dell’atto da parte del condannato costituisce una violazione insanabile di questa regola, che porta inevitabilmente a una declaratoria di inammissibilità. La condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria è la conseguenza automatica prevista dalla legge per scoraggiare impugnazioni temerarie o non conformi alle regole procedurali.
Le Conclusioni
Questa ordinanza serve da monito: l’accesso alla Corte di Cassazione in materia penale è strettamente riservato ai professionisti del diritto. La scelta di agire personalmente, bypassando l’assistenza di un legale specializzato, non solo impedisce che le proprie ragioni vengano esaminate nel merito, ma espone anche a significative sanzioni economiche. La decisione sottolinea l’importanza di affidarsi sempre a un avvocato iscritto all’albo speciale per tutelare efficacemente i propri diritti nel grado più alto della giurisdizione penale.
È possibile presentare personalmente un ricorso per cassazione in materia penale?
No, in base all’art. 613 del codice di procedura penale, l’atto di ricorso deve essere obbligatoriamente sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un avvocato iscritto nell’albo speciale della Corte di Cassazione.
Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile perché non firmato da un avvocato abilitato?
La Corte dichiara il ricorso inammissibile e, di conseguenza, condanna il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende, che nel caso specifico è stata di 3.000 euro.
Perché la legge richiede un avvocato specializzato per il ricorso in cassazione?
La legge impone questa regola per assicurare che i ricorsi presentati alla Suprema Corte posseggano un elevato standard tecnico-giuridico, evitando che la Corte sia gravata da impugnazioni non qualificate. La firma dell’avvocato funge da filtro di professionalità e garanzia per il corretto svolgimento del giudizio di legittimità.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 48134 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 48134 Anno 2023
Presidente: COGNOME
Relatore: NOME COGNOME
Data Udienza: 26/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME ( CODICE_FISCALE) nato il DATA_NASCITA
avverso l’ordinanza del 28/03/2023 del TRIB. SORVEGLIANZA di VENEZIA
udita la relazione svolta dal Consigliere COGNOME;
Rilevato che NOME impugna il provvedimento indicato nell’intestazione;
Rilevato che si procede de plano;
Rilevato che il ricorso è stato presentato dal condannato personalmente, e che, pertanto, lo stesso incorre nella causa di inammissibilità prevista dall’art. 613, comma 1, primo periodo, cod. proc. pen., secondo cui “l’atto di ricorso, le memorie e i motivi nuovi devono essere sottoscritti, a pena di inammissibilità, da difensori iscritti nell’albo speciale della corte di cassazione”;
Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento, nonché al versamento in favore della Cassa delle ammende di una somma determinata, in via equitativa, nella misura indicata in dispositivo;
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 26 ottobre 2023.