Ricorso Inammissibile: Analisi di un’Ordinanza della Cassazione
L’ordinanza emessa dalla settima sezione penale della Corte di Cassazione offre un chiaro esempio delle conseguenze derivanti dalla presentazione di un ricorso inammissibile. Questo provvedimento, seppur estremamente sintetico, è emblematico di una prassi consolidata volta a sanzionare le impugnazioni che non rispettano i presupposti richiesti dalla legge. Analizziamo insieme i dettagli del caso e le implicazioni pratiche di questa decisione.
I Fatti del Processo
Una cittadina aveva proposto ricorso per Cassazione contro una sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Palermo in data 4 ottobre 2024. L’obiettivo era ottenere l’annullamento o la riforma di una decisione a lei sfavorevole. Il caso è quindi approdato al vaglio della Suprema Corte, l’ultimo grado di giudizio del nostro ordinamento, che ha il compito di verificare la corretta applicazione della legge da parte dei giudici di merito.
La Decisione della Corte: un Ricorso Inammissibile
Dopo aver esaminato gli atti, la Corte di Cassazione, riunita in udienza il 25 giugno 2025, ha emesso la sua decisione. Con una concisa ordinanza, i giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile. Questa statuizione impedisce alla Corte di entrare nel merito della questione; in altre parole, i giudici non hanno valutato se le doglianze della ricorrente fossero fondate o meno, ma si sono fermati a un vaglio preliminare, riscontrando la mancanza dei requisiti essenziali per poter procedere oltre.
Le Motivazioni della Condanna alle Spese
La conseguenza diretta e inevitabile della dichiarazione di inammissibilità è la condanna della parte ricorrente a sostenere non solo le spese del procedimento, ma anche a versare una somma a titolo sanzionatorio. Nel caso di specie, la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Le motivazioni di questa condanna non risiedono nel torto o nella ragione del caso specifico, ma nel principio secondo cui chi attiva inutilmente la macchina della giustizia, presentando un’impugnazione che fin dall’inizio si rivela non procedibile, deve farsi carico dei costi generati e subire una sanzione pecuniaria. Questo meccanismo ha una duplice funzione: da un lato, ristorare lo Stato dei costi sostenuti; dall’altro, disincentivare la presentazione di ricorsi temerari o palesemente infondati, che contribuiscono a congestionare il lavoro della Corte di Cassazione.
Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche di un Ricorso Inammissibile
La decisione in commento ribadisce un principio fondamentale della procedura penale: impugnare una sentenza è un diritto, ma deve essere esercitato con responsabilità e cognizione di causa. Un ricorso inammissibile non è solo un’occasione persa per far valere le proprie ragioni, ma si traduce in un concreto esborso economico per il ricorrente. La condanna al pagamento delle spese processuali e della sanzione a favore della Cassa delle ammende rappresenta un monito per chi intende adire la Suprema Corte. È pertanto cruciale affidarsi a un legale esperto che possa valutare attentamente la sussistenza dei presupposti di ammissibilità prima di intraprendere un percorso giudiziario così complesso e oneroso.
Cosa significa quando un ricorso viene dichiarato inammissibile?
Significa che la Corte di Cassazione non esamina il merito della questione perché il ricorso non possiede i requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge per essere giudicato.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
La parte che ha presentato il ricorso viene condannata a pagare le spese processuali e una somma di denaro, a titolo di sanzione, in favore della Cassa delle ammende.
A quanto ammontava la sanzione pecuniaria in questo specifico caso?
In questo caso, oltre alle spese processuali, la ricorrente è stata condannata a versare la somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 26052 Anno 2025
Penale Ord. Sez. 7 Num. 26052 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 25/06/2025
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a PALERMO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 04/10/2024 della CORTE APPELLO di PALERMO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
- che con la sentenza indicata in epigrafe la Corte di appello di Palermo ha
confermato la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Palermo, che aveva
affermato la penale responsabilità di NOME COGNOME per il reato di cui agli artt. 624 e
nn. 2 e 7 cod. pen.;
- che l’unico motivo di ricorso, a mezzo del quale si deduce vizio di motivazione
quanto all’accertamento della responsabilità, è indeducibile perché pedissequa
reiterazione di quanto già dedotto in appello e puntualmente disatteso dalla Corte di
merito, con argomentazioni con le quali la ricorrente non si confronta;
- che, pertanto, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile e la ricorrent
condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento della somma di euro
tremila in favore della Cassa delle ammende;
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 25 giugno 2025
Il Cortiali e stensore
COGNOME Il Presidente
Corte di Cassazione – copia non ufficiale