LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Ricorso inammissibile: la tardività blocca l’appello del PM

Il Tribunale del Riesame aveva annullato gli arresti domiciliari per un’indagata, ritenendo l’ordinanza del G.I.P. affetta da nullità. Il Procuratore della Repubblica ha proposto un ricorso per cassazione contro questa decisione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il motivo è la tardività: il ricorso è stato presentato oltre i dieci giorni previsti dalla legge. Questo significa che il ricorso inammissibile non è stato esaminato nel merito, confermando la decisione del Riesame.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 22129 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 5 n. 22129/2022)

Quando un ricorso è inammissibile: il caso della tardività

Nel mondo del diritto, la tempestività è fondamentale. Un atto presentato fuori tempo massimo può essere dichiarato un ricorso inammissibile, con conseguenze dirette sull’esito di un procedimento. Questo principio è stato ribadito dalla Corte di Cassazione in una recente sentenza che ha affrontato il tema della tardività nella presentazione di un ricorso in materia di misure cautelari. Comprendere i termini e le modalità di presentazione degli atti è cruciale per chiunque si trovi ad affrontare un procedimento legale.

La vicenda: misure cautelari e il ricorso inammissibile del PM

La storia inizia con un’indagata, alla quale erano stati applicati gli arresti domiciliari. Il Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) aveva emesso questa misura cautelare. Tuttavia, l’indagata ha presentato una richiesta di riesame al Tribunale di L’Aquila, che ha accolto la sua istanza. Il Tribunale ha annullato l’ordinanza del G.I.P., ritenendola affetta da nullità per un difetto di motivazione. In pratica, il Tribunale del Riesame ha stabilito che l’ordinanza che disponeva gli arresti domiciliari non era stata adeguatamente giustificata.

Il Procuratore della Repubblica, non d’accordo con la decisione del Tribunale del Riesame, ha deciso di proporre un ricorso per cassazione. Il Procuratore lamentava che il Tribunale del Riesame avesse annullato erroneamente l’ordinanza del G.I.P., sostenendo che quest’ultima avesse invece valutato in modo critico e autonomo sia le esigenze cautelari sia i gravi indizi di colpevolezza. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso del Procuratore.

I termini per il ricorso inammissibile: una questione cruciale

La Corte di Cassazione ha subito rilevato un problema procedurale: il ricorso del Procuratore era stato presentato in ritardo. La legge stabilisce che un ricorso per cassazione contro una decisione del Tribunale del Riesame deve essere proposto entro dieci giorni dalla notifica del provvedimento. Nel caso specifico, il provvedimento di annullamento era stato notificato al Procuratore il 10 settembre 2021. Il ricorso, però, è stato presentato solo il 24 settembre 2021, ben oltre il termine di dieci giorni.

La Corte ha sottolineato che la data rilevante per la tempestività del ricorso è quella in cui l’atto perviene alla cancelleria del tribunale competente a riceverlo. Non conta la data in cui il Procuratore deposita l’atto presso il proprio ufficio, ma quella in cui arriva effettivamente alla cancelleria del Tribunale del Riesame. Questo principio è consolidato nella giurisprudenza e mira a garantire la certezza dei tempi processuali. Il mancato rispetto di questo termine rende il ricorso inammissibile.

Il principio di diritto sulla tardività del ricorso inammissibile

La Corte di Cassazione ha ribadito un principio fondamentale in materia di impugnazioni cautelari. Il ricorso per cassazione deve essere presentato esclusivamente presso la cancelleria del tribunale che ha emesso la decisione impugnata. Se il ricorso viene presentato a un ufficio diverso, il ricorrente si assume il rischio che venga dichiarato inammissibile per tardività. Questo perché non spetta alla cancelleria trasmettere gli atti all’ufficio competente. La data che conta è quella di arrivo all’ufficio giusto.

Questo orientamento è stato affermato anche dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, che rappresentano il massimo organo di interpretazione del diritto all’interno della Corte. La chiarezza di questo principio è essenziale per garantire la correttezza e la celerità dei procedimenti giudiziari. La conseguenza di non rispettare questa regola è un ricorso inammissibile, che non verrà mai esaminato nel merito.

Le motivazioni: perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile

La Corte ha dichiarato il ricorso del Pubblico Ministero inammissibile per tardività. Le motivazioni sono chiare e si basano sul mancato rispetto dei termini processuali. Il provvedimento del Tribunale del Riesame era stato notificato al Procuratore in data 10 settembre 2021. Il termine per presentare il ricorso per cassazione era di dieci giorni. Il Procuratore ha depositato il ricorso solo il 24 settembre 2021. Questo ha reso il ricorso inammissibile, poiché è pervenuto alla cancelleria del Tribunale del Riesame di L’Aquila oltre il termine stabilito dalla legge. La Corte non ha quindi potuto esaminare le argomentazioni del Procuratore sul merito della nullità dell’ordinanza cautelare, concentrandosi unicamente sull’aspetto procedurale e temporale.

Le conclusioni: l’esito del ricorso inammissibile

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore della Repubblica. Questo significa che la decisione del Tribunale del Riesame di annullare gli arresti domiciliari per l’indagata è diventata definitiva. Il Procuratore ha perso la possibilità di far valere le proprie ragioni in Cassazione a causa della tardività della presentazione del ricorso. L’esito pratico è che l’indagata ha visto confermato l’annullamento della misura cautelare degli arresti domiciliari. La sentenza evidenzia l’importanza cruciale del rispetto dei termini processuali e delle corrette modalità di deposito degli atti giudiziari, la cui inosservanza può precludere l’esame nel merito di qualsiasi impugnazione, rendendola un ricorso inammissibile.

Cosa significa che un ricorso è inammissibile?
Un ricorso è inammissibile quando non rispetta i requisiti formali o temporali previsti dalla legge. In questi casi, il giudice non può esaminare il merito della questione.

Qual è l’importanza dei termini per presentare un ricorso?
I termini sono fondamentali. Se un ricorso viene presentato oltre il tempo stabilito dalla legge, anche di un solo giorno, viene dichiarato tardivo e quindi inammissibile, senza possibilità di essere valutato nel contenuto.

Dove si deve presentare un ricorso per cassazione contro una decisione cautelare?
Il ricorso deve essere presentato esclusivamente presso la cancelleria del tribunale che ha emesso la decisione impugnata. Presentarlo altrove, anche se a un ufficio giudiziario, può comportare la sua inammissibilità per tardività.

Termini giuridici

Inammissibilità
Un atto processuale è inammissibile quando non rispetta i requisiti di legge e non può essere esaminato nel merito.
Ricorso per cassazione
L'ultimo grado di giudizio in Italia, dove si verifica la corretta applicazione della legge, non i fatti.
Tribunale del Riesame
Un tribunale speciale che valuta la legittimità e il merito delle misure cautelari personali.
Tardività
Il mancato rispetto dei termini di tempo stabiliti dalla legge per compiere un atto processuale.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)