Ricorso inammissibile: quando la mera ripetizione dei motivi non basta
Presentare un ricorso in Cassazione richiede una tecnica e una precisione particolari. Non è sufficiente, infatti, non essere d’accordo con una sentenza di appello; è necessario articolare critiche specifiche e pertinenti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ci offre un chiaro esempio di come un ricorso inammissibile venga trattato, sottolineando l’importanza della specificità dei motivi. Vediamo insieme cosa è successo.
I Fatti del Caso
Un imputato, condannato dalla Corte d’Appello, decideva di presentare ricorso per Cassazione. L’unico motivo di doglianza sollevato riguardava una presunta violazione di legge nell’utilizzo di un’individuazione fotografica effettuata dalla persona offesa. Secondo la difesa, tale prova non sarebbe stata utilizzata correttamente ai fini della decisione di condanna.
La Decisione della Corte di Cassazione e il ricorso inammissibile
La Suprema Corte, con l’ordinanza in esame, ha tagliato corto, dichiarando il ricorso inammissibile. Questa decisione non è entrata nel merito della questione sollevata (l’utilizzo dell’individuazione fotografica), ma si è fermata a un livello precedente, quello procedurale. Il ricorrente è stato di conseguenza condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Le Motivazioni
La decisione della Corte si fonda su un principio cardine della procedura penale: i motivi di ricorso devono essere specifici e non meramente ripetitivi. La Cassazione ha evidenziato due difetti fondamentali nell’atto presentato:
1. Pedissequa Reiterazione: Il ricorso si limitava a ripetere le stesse argomentazioni già presentate e respinte dalla Corte d’Appello. Questo comportamento viene definito “pedissequa reiterazione” e non è considerato un valido motivo di impugnazione. Il ricorso in Cassazione non è un terzo grado di giudizio dove si possono semplicemente riproporre le stesse tesi, ma una sede in cui si deve criticare puntualmente il ragionamento giuridico della sentenza precedente.
2. Mancanza di Specificità: I motivi sono stati giudicati “non specifici ma soltanto apparenti”. Ciò significa che il ricorrente non ha assolto alla funzione tipica di una critica argomentata. Non ha spiegato perché la Corte d’Appello avesse sbagliato nel rigettare le sue obiezioni, ignorando completamente la ricostruzione dei fatti e il fatto che il riconoscimento fosse avvenuto anche durante il dibattimento, e non solo tramite fotografia.
La Corte ha richiamato un suo precedente (Sez. 2, n. 25122 del 07/03/2023) per ribadire che un ricorso che omette di confrontarsi con le ragioni della decisione impugnata è, per definizione, un ricorso inammissibile.
Le Conclusioni
Questa ordinanza è un monito importante per chiunque intenda adire la Corte di Cassazione. Per evitare una declaratoria di ricorso inammissibile, non è sufficiente essere convinti delle proprie ragioni. È indispensabile strutturare l’atto di impugnazione come una critica mirata e argomentata alla sentenza di secondo grado, dimostrando punto per punto dove e perché i giudici d’appello avrebbero commesso un errore di diritto. La semplice riproposizione di vecchie tesi, senza un confronto dialettico con le motivazioni della sentenza impugnata, è una strategia destinata al fallimento, con conseguente condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
Quando un ricorso in Cassazione viene dichiarato inammissibile per mancanza di specificità?
Un ricorso viene dichiarato inammissibile quando si limita a ripetere argomenti già presentati e respinti in appello (pedissequa reiterazione) e non formula una critica argomentata e puntuale contro le motivazioni della sentenza impugnata.
Cosa significa che i motivi del ricorso devono essere ‘specifici’?
Significa che devono individuare con precisione le parti della sentenza che si contestano e spiegare in modo chiaro le ragioni giuridiche per cui si ritiene che la decisione sia errata. Non possono essere generici o limitarsi a esprimere un dissenso generale.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro, stabilita dal giudice, in favore della Cassa delle ammende. In questo caso, la somma era di tremila euro.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 25390 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 25390 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 21/05/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME nato a PALERMO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 06/07/2023 della CORTE APPELLO di PALERMO
dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso di COGNOME, ritenuto che l’unico motivo di ricorso proposto, che deduce violazione di legge in relazione all’utilizzo dell’individuazione fotografica effettuata dalla person offesa, è indeducibile perché fondato su motivi che sì risolvono nella pedissequa reiterazione di quelli già dedotti in appello e puntualmente disattesi dalla corte di merito alle pp. 3-4 della sentenza impugnata, dovendosi gli stessi considerare non specifici ma soltanto apparenti, in quanto omettono di assolvere la tipica funzione di una critica argomentata avverso la sentenza oggetto di ricorso, senza tener conto della esplicita ricostruzione dei fatti imputati e del riconoscimento effettuato dalla persona offesa anche in dibattimento ( Sez. 2, n. 25122 del 07/03/2023, Zuka, Rv. 284859-01);
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma, il 21 maggio 2024
Il Consigliere Estensore
Il Presidente