Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 44956 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 44956 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 10/10/2023
ORDINANZA
sui ricorsi proposti da: COGNOME NOME nato a GALLIPOLI il DATA_NASCITA COGNOME NOME nato a MATINO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 10/10/2022 della CORTE APPELLO di LECCE
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letti i ricorsi di NOME COGNOME e NOME COGNOME;
considerato che il primo motivo di entrambi i ricorsi, in punto di prova dell’elemen soggettivo del reato, è privo di specificità e tende a prefigurare una rivalutazione delle probatorie e/o un’alternativa ricostruzione dei fatti mediante criteri di valutazione dive quelli adottati dal giudice del merito, estranee al sindacato di legittimità e avulse da pert individuazione di specifici travisamenti di emergenze processuali valorizzate dai giudicanti;
che, invero, i giudici del merito hanno ampiamente esplicitato, con corretti argomenti logi e giuridici, le ragioni del loro convincimento (si vedano, in particolare, pagg. 5 e 6);
ritenuto che le ulteriori doglianze, relative al mancato riconoscimento della causa di non punibilità di cui all’art. 131-bis cod. pen., sono del tutto prive dei requisiti di specifici a pena di inammissibilità, dall’art. 581 cod. proc. pen. in quanto si prospettano deduzi generiche, senza la puntuale enunciazione delle ragioni di diritto giustificanti il ricorso elementi di fatto a sostegno delle richieste;
rilevato, pertanto, che i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili, con la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila ciascuno in favore della Cassa delle ammende;
che i ricorrenti devono altresì essere condannati alle spese sostenute nel grado dalla part civile che tramite il deposito di memoria ha fornito un contributo utile alla valutazione fondatezza del ricorso.
E’ stato infatti precisato che nel giudizio di legittimità, quando il ricorso dell’imputat dichiarato, per qualsiasi causa, inammissibile, la parte civile ha diritto di ottenere la liqui delle spese processuali senza che sia necessaria la sua partecipazione all’udienza, purché abbia effettivamente esplicato, anche solo attraverso memorie scritte, un’attività diretta a contras l’avversa pretesa a tutela dei propri interessi di natura civile risarcitoria, fornendo contributo alla decisione, atteso che la sua mancata partecipazione non può essere qualificata come revoca tacita e che la previsione di cui all’art. 541 cod. proc. pen. è svincolata da quals riferimento alla discussione in pubblica udienza. (Sez. 2 – , Sentenza n. 12784 del 23/01/202
Ud. (dep. 23/04/2020 ) Rv. 278834 – 01)
Che le dette spese possono essere liquidate in euro 3500, oltre accessori di legge.
P.Q.M.
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processua e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Condanna inoltre i ricorrenti alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenut dalla parte civile Provincia di Lecce che liquida in euro 3500,00 euro oltre accessori di legge. Così deciso, il 10 ottobre 2023.