Ricorso Inammissibile: Quando la Cassazione non può Riesaminare i Fatti
L’ordinanza della Corte di Cassazione n. 31644/2024 offre un chiaro esempio dei limiti del giudizio di legittimità e delle ragioni che portano a dichiarare un ricorso inammissibile. Comprendere questi confini è fondamentale per chiunque si approcci al sistema giudiziario, poiché un’impugnazione mal formulata può avere conseguenze negative, inclusa la condanna a sanzioni economiche. Analizziamo insieme questa decisione per capire i principi applicati dai giudici supremi.
I Fatti del Caso
Un imputato, a seguito di una condanna confermata dalla Corte d’Appello di Bologna, ha deciso di presentare ricorso per Cassazione. L’obiettivo era ottenere l’annullamento della sentenza di secondo grado, basando la propria difesa su due specifici motivi di contestazione.
I Motivi del Ricorso: Perché è stato presentato?
Il ricorrente ha articolato la sua impugnazione su due punti principali:
1. Primo Motivo: Si contestava una presunta violazione di legge e un difetto di motivazione riguardo all’affermazione della sua responsabilità penale. In sostanza, si chiedeva alla Corte di riesaminare le prove e la ricostruzione dei fatti già valutate nei gradi di merito.
2. Secondo Motivo: Veniva introdotta una nuova argomentazione difensiva, che però non era mai stata presentata durante il processo d’appello.
L’Analisi della Cassazione e il Ricorso Inammissibile
La Corte Suprema ha esaminato entrambi i motivi, concludendo per una declaratoria di inammissibilità del ricorso. Questa decisione si basa su principi consolidati della procedura penale che definiscono rigorosamente il ruolo e le competenze della Corte di Cassazione.
Le Motivazioni della Decisione
I giudici hanno spiegato chiaramente perché il ricorso non potesse essere accolto. Per quanto riguarda il primo motivo, la Corte ha ribadito che il suo ruolo non è quello di un “terzo grado” di giudizio dove si possono rivalutare i fatti. Il cosiddetto “sindacato di legittimità” si limita a controllare che i giudici precedenti abbiano applicato correttamente la legge e motivato la loro decisione in modo logico e coerente, senza entrare nuovamente nel merito delle prove. Le doglianze del ricorrente erano, di fatto, una richiesta di nuova valutazione probatoria, attività preclusa in questa sede.
Relativamente al secondo motivo, la Corte ha applicato il principio secondo cui non è possibile presentare per la prima volta in Cassazione argomenti o questioni che non sono state sollevate nel giudizio d’appello. Il processo ha una struttura graduale e non è consentito “saltare” un grado di giudizio per introdurre nuove difese direttamente davanti alla Corte Suprema.
Le Conclusioni: Conseguenze Pratiche della Sentenza
La declaratoria di ricorso inammissibile ha comportato due conseguenze dirette per il ricorrente. In primo luogo, la condanna decisa dalla Corte d’Appello è diventata definitiva. In secondo luogo, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria serve a scoraggiare la presentazione di ricorsi palesemente infondati o dilatori. La decisione sottolinea l’importanza di strutturare correttamente un’impugnazione, concentrandosi su questioni di diritto e non su richieste di riesame dei fatti, e di presentare tutte le argomentazioni difensive nei gradi di merito.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché il primo motivo chiedeva una rivalutazione delle prove fattuali, attività non permessa alla Corte di Cassazione, e il secondo motivo era stato sollevato per la prima volta in questa sede, senza essere stato prima discusso in appello.
È possibile chiedere alla Corte di Cassazione di riesaminare le prove di un caso?
No, la Corte di Cassazione svolge un sindacato di legittimità, ovvero controlla la corretta applicazione della legge e la logicità della motivazione. Non può effettuare una nuova valutazione delle prove o una ricostruzione dei fatti, compiti che spettano ai giudici di primo e secondo grado.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso dichiarato inammissibile?
Quando un ricorso penale viene dichiarato inammissibile, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria (in questo caso, 3.000 euro) da versare alla Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 31644 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 31644 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 21/06/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME COGNOME ( CODICE_FISCALE ) nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 25/09/2023 della CORTE APPELLO di BOLOGNA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
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RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso di NOME COGNOME;
ritenuto che il primo motivo di ricorso, con il quale si deduce la violazione legge e il difetto di motivazione in ordine alla responsabilità, è finaliz ottenere, mediante doglianze in punto di fatto già motivatamente respinte appello, una rivalutazione delle risultanze probatorie estranea al sindaca legittimità e avulsa da pertinente individuazione di specifici travisamen emergenze processuali valorizzate dai giudici di merito (si veda, in partico pag. 2);
considerato che il secondo motivo di ricorso non è stato formulato in appello e non è pertanto consentito per la prima volta in sede di legittimità;
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma d euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle sp processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso, in data 21 giugno 2024
Il Consi liere estensore
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La Presidente