Ricorso inammissibile: L’Errore Procedurale che Costa Caro
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito un principio fondamentale della procedura penale: non tutti possono presentare un ricorso presso la Suprema Corte. Il caso in esame ha portato a una dichiarazione di ricorso inammissibile, evidenziando le gravi conseguenze, anche economiche, derivanti dal mancato rispetto delle regole processuali sulla rappresentanza legale. Questo provvedimento sottolinea l’importanza cruciale di affidarsi a un difensore specializzato e abilitato per le giurisdizioni superiori.
I Fatti del Caso
La vicenda processuale trae origine da una sentenza di condanna per detenzione illecita di stupefacenti emessa dal Tribunale di Foggia nel 2018. L’imputato aveva proposto appello avverso tale decisione, ma la Corte d’Appello di Bari aveva dichiarato il gravame inammissibile. Non rassegnato, l’interessato decideva di impugnare anche questa seconda pronuncia, presentando personalmente un ricorso alla Corte di Cassazione.
La Decisione della Corte di Cassazione
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso e lo ha dichiarato inammissibile. La decisione non è entrata nel merito della questione (cioè la presunta colpevolezza o innocenza dell’imputato), ma si è fermata a una valutazione preliminare di carattere puramente procedurale. La Corte ha rilevato un vizio insanabile nella presentazione dell’atto, che ha precluso qualsiasi ulteriore analisi.
Le Motivazioni: Perché il Ricorso è Inammissibile?
La motivazione della Corte è netta e si fonda su un pilastro del nostro ordinamento processuale. Il ricorso è stato giudicato inammissibile perché proposto da un “soggetto privo di legittimazione”. In parole semplici, l’imputato ha agito personalmente, senza l’assistenza di un avvocato abilitato al patrocinio davanti alla Corte di Cassazione. La legge, infatti, riserva la facoltà di presentare tale tipo di impugnazione esclusivamente a difensori iscritti in un apposito albo, a garanzia della tecnicità e della correttezza formale degli atti presentati alla più alta corte del sistema giudiziario. L’intervento personale della parte è, in questo contesto, un errore che rende l’atto nullo fin dall’origine.
Le Conclusioni: Le Conseguenze dell’Inammissibilità
Le conseguenze di un ricorso inammissibile non sono solo procedurali, ma anche economiche. In applicazione dell’articolo 616 del codice di procedura penale, la Corte ha condannato il ricorrente a due pagamenti: in primo luogo, il rimborso delle spese del procedimento; in secondo luogo, il versamento di una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione ha lo scopo di disincentivare la presentazione di ricorsi temerari o privi dei requisiti di legge, che congestionano inutilmente il lavoro della Suprema Corte. La decisione, quindi, serve da monito: le vie della giustizia richiedono il rispetto rigoroso delle regole, e l’assistenza di un professionista qualificato non è un’opzione, ma una necessità.
È possibile presentare personalmente un ricorso in Cassazione?
No, sulla base di quanto stabilito in questa ordinanza, il ricorso è inammissibile se proposto personalmente dall’interessato. Deve essere obbligatoriamente presentato da un difensore abilitato al patrocinio in Cassazione.
Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile?
La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in denaro, in questo caso fissata in 3.000 euro, da versare alla Cassa delle ammende, come previsto dall’art. 616 del codice di procedura penale.
Perché il ricorso era stato presentato in Cassazione?
Il ricorso era stato presentato contro la sentenza della Corte d’Appello di Bari, la quale aveva a sua volta dichiarato inammissibile il primo appello contro la sentenza di condanna del Tribunale di Foggia.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 16539 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 16539 Anno 2024
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 15/12/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME nato a SAN SEVERO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 28/02/2023 della CORTE APPELLO di BARI
“craT- 6– “aWsc Th f rn -ti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Rilevato che il ricorso proposto da NOME COGNOME avverso la sentenza della Corte di Bari del 28 febbraio 2023 (con cui era stato dichiarato inammissibile l’appell sentenza di condanna per detenzione illecita di stupefacenti del Tribunale di Foggia del 2018) è inammissibile, in quanto proposto da soggetto privo di legittimazio dall’interessato personalmente e non da difensore non abilitato al patrocinio in Cass
Ritenuto, pertanto, che il ricorso debba essere dichiarato inammissibile e rile declaratoria dell’inammissibilità consegue, a norma dell’art. 616 cod. proc. pen., spese del procedimento nonché quello del versamento della somma, in favore della Cas ammende, equitativamente fissata in tremila euro.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese p della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 15 dicembre 2023
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Il Presidente