Ricorso Inammissibile: La Cassazione e la Condanna alle Spese
L’ordinanza emessa dalla Corte di Cassazione, Sezione Penale, fornisce un chiaro esempio delle conseguenze di un ricorso inammissibile. In questo caso, i ricorsi proposti da due individui contro una sentenza della Corte d’Appello di Milano sono stati respinti in via preliminare, con importanti conseguenze economiche per i ricorrenti. Analizziamo la decisione per comprendere meglio questo istituto processuale.
I Fatti del Caso: Un Appello Respinto
La vicenda processuale ha origine da una sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Milano in data 24 ottobre 2024. Due persone, ritenendosi lese da tale decisione, hanno deciso di impugnarla presentando ricorso alla Suprema Corte di Cassazione, l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento. Il caso è stato quindi esaminato dalla Settima Sezione Penale in un’udienza tenutasi il 4 giugno 2025.
La Decisione della Corte: Focus sul Ricorso Inammissibile
La Corte di Cassazione, dopo aver sentito la relazione del Consigliere e dato avviso alle parti, non è entrata nel merito delle questioni sollevate dai ricorrenti. Al contrario, ha emesso un’ordinanza con cui ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Questa pronuncia significa che l’atto di impugnazione non superava il vaglio preliminare di ammissibilità, impedendo ai giudici di valutare se le doglianze fossero fondate o meno. La conseguenza diretta è stata la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000,00 euro a favore della Cassa delle ammende.
Le Motivazioni della Decisione
Il testo dell’ordinanza è molto sintetico e non esplicita le ragioni specifiche dell’inammissibilità. Tuttavia, in ambito penale, un ricorso per Cassazione è dichiarato inammissibile per motivi tassativi. Tipicamente, ciò avviene quando i motivi presentati non sono consentiti dalla legge (ad esempio, si tenta di ottenere una nuova valutazione dei fatti, compito precluso alla Cassazione), oppure quando l’atto presenta vizi di forma o viene depositato fuori termine. La sanzione pecuniaria, prevista dal codice di procedura penale, ha una funzione dissuasiva, per scoraggiare la presentazione di ricorsi palesemente infondati o dilatori che appesantiscono il lavoro della Suprema Corte.
Conclusioni: Le Implicazioni Pratiche della Pronuncia
Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale del processo penale: l’accesso alla Corte di Cassazione è limitato al solo controllo di legittimità sulla corretta applicazione della legge. Un ricorso inammissibile non solo non produce alcun risultato utile per il proponente, ma comporta anche conseguenze economiche significative. La decisione serve da monito sull’importanza di redigere un ricorso tecnicamente impeccabile, incentrato esclusivamente su questioni di diritto, per evitare una declaratoria di inammissibilità e le relative sanzioni.
Cosa significa quando un ricorso viene dichiarato inammissibile?
Significa che la Corte non ha esaminato il merito della questione perché l’atto di impugnazione non rispettava i requisiti formali, sostanziali o temporali previsti dalla legge.
Quali sono le conseguenze di un ricorso inammissibile in questo caso?
Sulla base dell’ordinanza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione pecuniaria di 3.000,00 euro in favore della Cassa delle ammende.
La Corte di Cassazione ha modificato la decisione della Corte d’Appello?
No. Dichiarando il ricorso inammissibile, la Corte di Cassazione ha di fatto reso definitiva la sentenza della Corte d’Appello di Milano, senza riesaminare il caso.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 24201 Anno 2025
Penale Ord. Sez. 7 Num. 24201 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 04/06/2025
ORDINANZA
sui ricorsi proposti da: NOME COGNOME nato il DATA_NASCITA
NOME COGNOME nato il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 24/10/2024 della CORTE APPELLO di MILANO
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
- che, con l’impugnata sentenza, la Corte di appello di Milano ha confermato la pronuncia di primo grado, con la quale NOME COGNOME e NOME COGNOME erano state condannate per il
reato di furto aggravato;
-
che, avverso detta sentenza, entrambe le imputate, con un unico atto, hanno proposto ricorso per cassazione, a mezzo del loro difensore;
-
che l’unico motivo di ricorso risulta inedito, posto che non risulta dall’incontestata sin dei motivi di appello, per come riportata nella sentenza impugnata, che le deducenti avessero
formulato doglianze in ordine al tema dedotto con il ricorso in cassazione;
- che i ricorsi devono essere dichiarati inammissibili, con la condanna delle ricorrenti pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle
ammende;
P. Q. M.
Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna le ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso, il 4 giugno 2025
Il Consigliere estensore
Il Presidente