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Ricorso in Cassazione: inammissibile se senza avvocato

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso in Cassazione presentato personalmente dall’imputato. La decisione si basa sulla L. 103/2017, che richiede obbligatoriamente la firma di un avvocato abilitato, pena l’inammissibilità dell’atto.

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Pubblicato il 28 novembre 2025 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso in Cassazione: Perché è Obbligatoria la Firma dell’Avvocato

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ribadisce un principio fondamentale della procedura penale: il ricorso in Cassazione deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un difensore abilitato, altrimenti è inammissibile. Questa decisione, basata sulla riforma introdotta nel 2017, sottolinea l’importanza della difesa tecnica qualificata nel grado più alto della giustizia.

I Fatti del Caso

Il caso trae origine dal ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza di condanna emessa da una Corte d’Appello. L’aspetto cruciale della vicenda è che l’imputato ha redatto e depositato l’atto di impugnazione personalmente, senza l’assistenza e la firma di un avvocato iscritto all’albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori.

La Corte di Cassazione, investita della questione, non è entrata nel merito delle doglianze sollevate dal ricorrente, ma si è fermata a un esame preliminare sulla validità formale dell’atto.

La Decisione della Corte di Cassazione

Con l’ordinanza in esame, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sull’applicazione diretta della normativa vigente, che non lascia spazio a interpretazioni alternative. Di conseguenza, l’imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

Le Motivazioni alla base del Ricorso in Cassazione Inammissibile

La Corte ha basato la sua decisione su argomentazioni chiare e consolidate.

Il punto centrale è la modifica dell’articolo 613 del codice di procedura penale, operata dalla legge n. 103 del 2017 (la cosiddetta ‘Riforma Orlando’). Questa legge ha eliminato l’inciso ‘Salvo che la parte non vi provveda personalmente’, rendendo di fatto obbligatorio il patrocinio di un difensore specializzato per la proposizione del ricorso per cassazione. La norma mira a garantire un elevato livello di qualificazione tecnica in un giudizio, quello di legittimità, che verte su complesse questioni di diritto e non sul riesame dei fatti.

La Corte ha inoltre ricordato come la questione di legittimità costituzionale di tale norma sia già stata affrontata e respinta dalle Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 8914/2017). In quell’occasione, i giudici hanno stabilito che richiedere la rappresentanza tecnica non lede il diritto di difesa (art. 24 e 111 Cost.), ma rientra nella discrezionalità del legislatore, il quale può modularne l’esercizio per assicurare la qualità e la serietà delle impugnazioni. L’esclusione della difesa personale è considerata ragionevole, anche in virtù dell’esistenza del patrocinio a spese dello Stato che garantisce l’accesso alla giustizia a tutti.

Infine, la declaratoria di inammissibilità è stata pronunciata de plano, ovvero senza formalità, in applicazione del principio tempus regit actum, secondo cui la legge processuale applicabile è quella in vigore al momento del compimento dell’atto.

Le Conclusioni

Questa ordinanza conferma un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato. Chi intende presentare un ricorso alla Corte di Cassazione in materia penale non può agire personalmente ma deve necessariamente affidarsi a un avvocato cassazionista. La norma ha lo scopo di filtrare i ricorsi, assicurando che solo quelli tecnicamente fondati e correttamente formulati arrivino al vaglio della Suprema Corte. Per i cittadini, ciò significa che l’assistenza di un legale specializzato non è una facoltà, ma un requisito indispensabile per accedere all’ultimo grado di giudizio, la cui violazione comporta la chiusura immediata del processo con una declaratoria di inammissibilità e l’addebito delle spese.

Un imputato può presentare personalmente un ricorso in Cassazione in materia penale?
No. A seguito della modifica dell’art. 613 del codice di procedura penale introdotta dalla legge n. 103 del 2017, il ricorso deve essere obbligatoriamente sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto nell’albo speciale della Corte di Cassazione.

Perché è necessaria l’assistenza di un avvocato specializzato per il ricorso in Cassazione?
La Corte ha precisato che l’elevato livello di qualificazione professionale richiesto per il giudizio di cassazione, che verte su questioni di diritto, rende ragionevole l’esclusione della difesa personale. L’obbligo di un difensore tecnico garantisce la serietà e la correttezza formale dell’impugnazione.

Cosa succede se un ricorso in Cassazione viene presentato senza la firma di un avvocato?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile. Ciò significa che la Corte non esamina il merito della questione. Il ricorrente viene inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in denaro a favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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