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Ricorso in Cassazione inammissibile: limiti del giudizio

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la genericità dei motivi e per la richiesta di una nuova valutazione delle prove, non consentita in sede di legittimità. I ricorrenti vengono condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 30 novembre 2025 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ricorso in Cassazione Inammissibile: I Limiti del Giudizio di Legittimità

Presentare un ricorso in Cassazione è l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento, ma non è una terza occasione per discutere i fatti del processo. La Corte Suprema ha un ruolo ben preciso: verificare la corretta applicazione della legge e la logicità delle motivazioni. Un’ordinanza recente della Settima Sezione Penale chiarisce perfettamente i motivi che portano a una dichiarazione di inammissibilità, evidenziando gli errori da non commettere.

I Fatti del Caso

Due imputati, condannati in secondo grado dalla Corte d’Appello di L’Aquila, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. I loro avvocati hanno basato l’impugnazione su tre motivi principali:

1. La presunta inutilizzabilità delle dichiarazioni rese dalla persona offesa durante l’incidente probatorio.
2. L’omessa motivazione della Corte d’Appello su questa specifica censura difensiva.
3. La mancata considerazione di una versione alternativa dei fatti, che secondo la difesa era supportata dalla testimonianza di un’altra persona.

In sostanza, la difesa chiedeva alla Cassazione di riesaminare le prove e di dare un peso diverso agli elementi raccolti durante il processo.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Questa decisione ha comportato non solo la conferma della condanna, ma anche l’obbligo per i ricorrenti di pagare le spese processuali e una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende. La pronuncia della Corte è un esempio lampante di come il giudizio di legittimità operi entro confini molto stringenti.

Le Motivazioni: Perché il Ricorso in Cassazione è Stato Respinto?

L’ordinanza spiega punto per punto le ragioni dell’inammissibilità, offrendo spunti fondamentali sulla tecnica di redazione di un ricorso in Cassazione efficace.

Genericità dei Motivi e Mancato Confronto

Riguardo ai primi due motivi, relativi all’utilizzabilità delle dichiarazioni della vittima, la Corte ha sottolineato la loro genericità. La difesa si era limitata a riproporre le proprie censure senza confrontarsi specificamente con la motivazione della Corte d’Appello. Quest’ultima, sebbene sintetica, aveva spiegato che le dichiarazioni rese in sede di incidente probatorio erano semplicemente confermative di dichiarazioni precedenti, mai contestate. Un ricorso efficace deve ‘dialogare’ con la sentenza impugnata, smontandone il ragionamento, non ignorandolo.

Il Divieto di Rivalutazione dei Fatti in Sede di Legittimità

Il terzo motivo è stato considerato il più palesemente inammissibile. Chiedendo alla Corte di considerare la versione difensiva corroborata da un testimone, la difesa stava di fatto sollecitando una rivalutazione delle fonti di prova e una ricostruzione alternativa dei fatti. Questa è un’attività tipica del giudice di merito (Tribunale e Corte d’Appello) e assolutamente preclusa alla Corte di Cassazione.

Il compito della Cassazione non è decidere quale versione dei fatti sia più credibile o quale prova sia più persuasiva. Il suo sindacato si ferma alla verifica che la motivazione del giudice di merito non sia manifestamente illogica o contraddittoria. Non può sostituire la propria valutazione a quella dei giudici che hanno direttamente esaminato le prove.

Le Conclusioni: Lezioni Pratiche dalla Sentenza

Questa ordinanza ribadisce un principio cardine della procedura penale: il ricorso in Cassazione non è un terzo grado di giudizio sul merito. Le doglianze devono essere specifiche, pertinenti e focalizzate su vizi di legittimità (violazione di legge o vizi della motivazione), non sulla ricostruzione dei fatti. Qualsiasi tentativo di sollecitare la Corte a un riesame delle prove si scontra inevitabilmente con una declaratoria di inammissibilità, con conseguente aggravio di spese per l’imputato. Per i professionisti del diritto, ciò significa redigere atti che dimostrino la manifesta illogicità del ragionamento del giudice di merito, anziché proporre una lettura alternativa delle prove.

Quando un motivo di ricorso in Cassazione viene considerato ‘generico’?
Un motivo è considerato generico quando non si confronta specificamente con le ragioni esposte nella sentenza impugnata, ma si limita a riproporre le stesse lamentele già avanzate nei gradi precedenti senza attaccare la logica della decisione che si contesta.

Cosa significa che la Corte di Cassazione non può compiere una ‘rivalutazione delle fonti probatorie’?
Significa che la Corte non può riesaminare le prove (come testimonianze o documenti) per decidere se sono attendibili o persuasive. Il suo compito è solo controllare che il giudice di merito abbia motivato la sua decisione in modo logico e senza violare la legge, non può sostituire la propria valutazione dei fatti a quella del tribunale o della corte d’appello.

Quali sono le conseguenze della dichiarazione di inammissibilità di un ricorso?
La dichiarazione di inammissibilità comporta che il ricorso non venga esaminato nel merito. Di conseguenza, la sentenza impugnata diventa definitiva e il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese del procedimento e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende, come avvenuto in questo caso con la condanna al pagamento di 3.000 euro.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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