Ricorso in Cassazione Inammissibile: L’Importanza della Specificità dei Motivi
Presentare un ricorso alla Corte di Cassazione è l’ultima possibilità per contestare una decisione giudiziaria. Tuttavia, questo strumento processuale richiede il rispetto di rigorosi requisiti formali, pena la dichiarazione di ricorso in Cassazione inammissibile. Una recente ordinanza della Suprema Corte ci ricorda quanto sia fondamentale la specificità dei motivi di impugnazione, come previsto dall’articolo 581 del codice di procedura penale.
I Fatti del Processo
Il caso in esame ha origine dal ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d’Appello di Roma. L’impugnazione mirava a contestare la valutazione della Corte territoriale in merito alla sua responsabilità penale e alla qualificazione di una circostanza aggravante prevista dall’articolo 648, comma 4, del codice penale.
L’imputato, attraverso il suo difensore, ha quindi sottoposto le proprie doglianze alla Corte di Cassazione, chiedendo un nuovo esame della sua posizione giuridica.
La Decisione della Cassazione sul ricorso in Cassazione inammissibile
La Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 16568/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Questa decisione non è entrata nel merito delle questioni sollevate dal ricorrente, ma si è fermata a un livello preliminare, quello della verifica dei requisiti formali dell’atto di impugnazione.
L’Assenza dei Requisiti di Specificità
Il fulcro della decisione risiede nella violazione dell’articolo 581 del codice di procedura penale. Questa norma impone che l’atto di impugnazione contenga, a pena di inammissibilità, un’enunciazione puntuale e chiara delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che sostengono ogni richiesta. Il ricorso, in sostanza, deve essere una critica mirata e argomentata del provvedimento che si contesta.
Le Motivazioni della Corte
La Corte ha ritenuto che il ricorso presentato fosse del tutto privo di tale specificità. Le argomentazioni sono state qualificate come ‘deduzioni generiche’, incapaci di sostanziare una vera e propria impugnazione. Mancava, infatti, la puntuale enunciazione delle ragioni di diritto che avrebbero dovuto sostenere la richiesta di annullamento della sentenza, così come mancavano i ‘congrui riferimenti alla motivazione del provvedimento censurato’.
In altre parole, il ricorrente non ha spiegato in modo preciso dove e perché la Corte d’Appello avrebbe sbagliato nell’applicare la legge, limitandosi a una contestazione generale. Questo approccio non è consentito nel giudizio di legittimità, che non è una terza istanza di merito, ma un controllo sulla corretta applicazione delle norme giuridiche.
Conclusioni: Implicazioni Pratiche
La declaratoria di inammissibilità ha avuto due conseguenze dirette per il ricorrente: in primo luogo, la sentenza della Corte d’Appello è diventata definitiva, senza possibilità di un ulteriore esame nel merito. In secondo luogo, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Questa ordinanza ribadisce un principio fondamentale per chi opera nel diritto: la redazione di un ricorso per Cassazione richiede massima precisione e rigore tecnico. Non è sufficiente manifestare un generico dissenso verso una sentenza, ma è indispensabile costruire un’argomentazione giuridica solida, specifica e direttamente collegata alla motivazione del provvedimento impugnato. Un errore in questa fase preliminare preclude ogni possibilità di successo, con conseguenze economiche significative per l’assistito.
Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché mancava dei requisiti di specificità previsti dall’art. 581 del codice di procedura penale. Le argomentazioni presentate erano generiche e non contenevano una puntuale enunciazione delle ragioni di diritto a sostegno dell’impugnazione.
Quali sono le conseguenze per il ricorrente quando un ricorso viene dichiarato inammissibile?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma pecuniaria in favore della Cassa delle ammende. Inoltre, la sentenza impugnata diventa definitiva e non può più essere riesaminata nel merito.
Cosa si intende per ‘specificità dei motivi’ di un ricorso?
Per ‘specificità dei motivi’ si intende l’obbligo di indicare in modo chiaro e preciso quali parti della sentenza impugnata si contestano e le specifiche ragioni di diritto per cui si ritiene che il giudice abbia commesso un errore, facendo riferimento diretto alla motivazione del provvedimento stesso.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 16568 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 16568 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 20/02/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a ROMA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 09/02/2023 della CORTE APPELLO di ROMA
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN IDIRITTO
Letto il ricorso di NOME COGNOME;
considerato che il ricorso, in punto di responsabilità e qualificazione circostanziale ex art. 648,comma 4 cod.pen., è del tutto privo dei requisiti di specificità previsti, a pena di inammissibilità, dall’art. 581 cod. proc. pen. in quanto si prospettano deduzioni generiche, senza la puntuale enunciazione delle ragioni di diritto che sostanziano l’impugnazione e dei correlati congrui riferimenti alla motivazione del provvedimento censurato;
rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende;
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso in Roma il 20 febbraio 2024.