Ricorso in Cassazione: I Requisiti Essenziali per l’Avvocato Difensore
Un ricorso in Cassazione rappresenta l’ultimo grado di giudizio nel nostro ordinamento, un momento cruciale in cui si verifica la corretta applicazione della legge. Tuttavia, l’accesso a questa fase è subordinato a rigidi requisiti procedurali. Un’ordinanza recente della Suprema Corte ci ricorda uno dei più importanti: l’abilitazione del difensore a patrocinare dinanzi alle giurisdizioni superiori. Vediamo nel dettaglio come la mancanza di questo requisito possa determinare l’inammissibilità del ricorso, con conseguenze significative per l’imputato.
I Fatti del Caso: Dall’Assoluzione all’Impugnazione
La decisione del Tribunale di primo grado
In primo grado, il Tribunale aveva emesso una sentenza di proscioglimento nei confronti di un imputato. L’accusa era relativa a un reato previsto dalla legge sulle armi (art. 4, comma 3, della legge n. 110 del 1975). La decisione di assoluzione non si basava sull’innocenza nel merito, ma sull’applicazione dell’istituto della “particolare tenuità del fatto” (art. 131-bis c.p.), una causa di non punibilità prevista per reati considerati di lieve entità.
La conversione dell’appello in ricorso per Cassazione
Nonostante l’esito favorevole, l’imputato decideva di impugnare la sentenza, probabilmente per ottenere un’assoluzione piena. L’atto di appello, però, veniva automaticamente convertito in un ricorso in Cassazione. Questa conversione è prevista dall’art. 593, comma 3, del codice di procedura penale, che si applica quando si impugna una sentenza di proscioglimento per un reato che, in concreto, sarebbe punibile con la sola pena dell’ammenda.
La Decisione della Suprema Corte e il ruolo del ricorso in Cassazione
La verifica sull’abilitazione del difensore
Arrivato dinanzi alla Corte di Cassazione, il ricorso è stato sottoposto a un controllo preliminare di ammissibilità. Ed è qui che è emerso l’ostacolo insormontabile. La Corte ha rilevato che l’avvocato difensore che aveva firmato e presentato l’atto non era abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. Questa verifica è stata effettuata consultando l’albo ufficiale tenuto dal Consiglio Nazionale Forense.
Le conseguenze dell’inammissibilità
La mancanza di questo requisito fondamentale ha portato a una declaratoria di inammissibilità “de plano”, cioè senza nemmeno entrare nel merito delle questioni sollevate. Per l’imputato, le conseguenze non sono state neutre. Oltre alla conferma della sentenza di primo grado, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Le Motivazioni Giuridiche
La decisione della Corte si fonda su precise disposizioni normative. L’articolo 591, comma 1, lettera a), del codice di procedura penale, stabilisce chiaramente che l’impugnazione è inammissibile quando è proposta da chi non è legittimato o non ha interesse. La legittimazione del difensore a presentare un ricorso in Cassazione è strettamente legata alla sua iscrizione nell’apposito albo speciale. Se manca questa iscrizione, l’avvocato è privo della “legitimatio ad causam” per questo specifico tipo di atto. Di conseguenza, il ricorso è viziato insanabilmente e non può essere esaminato. La condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria è una conseguenza automatica prevista dall’art. 610, comma 5 bis, del codice di procedura penale, volta a sanzionare l’uso improprio dello strumento processuale.
Conclusioni
Questa pronuncia ribadisce un principio cardine della procedura penale: la forma è sostanza, soprattutto quando si tratta di adire la Suprema Corte. La scelta del difensore non è mai banale e, per un ricorso in Cassazione, è essenziale affidarsi a un professionista che possieda non solo la competenza tecnica, ma anche i requisiti formali richiesti dalla legge. Un errore di questo tipo può precludere definitivamente la possibilità di far valere le proprie ragioni, trasformando un tentativo di migliorare la propria posizione processuale in un’ulteriore condanna economica.
Perché un appello contro una sentenza di proscioglimento per particolare tenuità del fatto può essere convertito in ricorso per Cassazione?
L’appello viene convertito in ricorso per Cassazione, in applicazione dell’art. 593, comma 3, c.p.p., quando la sentenza impugnata riguarda un proscioglimento per un reato per il quale, in concreto, potrebbe essere inflitta la sola pena dell’ammenda.
Qual è il motivo principale per cui il ricorso è stato dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché l’avvocato difensore che lo ha presentato non era abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori, un requisito fondamentale previsto dall’art. 591, comma 1, lett. a, del codice di procedura penale.
Quali sono le conseguenze per il ricorrente quando un ricorso viene dichiarato inammissibile?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro, stabilita dalla Corte (in questo caso tremila euro), da versare alla Cassa delle ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 48136 Anno 2023
Penale Ord. Sez. 7 Num. 48136 Anno 2023
Presidente: COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 26/10/2023
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a BARCELLONA POZZO DI GOTTO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 07/10/2022 del TRIBUNALE di BARCELLONA POZZO DI GOTTO
dato avv o alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Visti gli atti.
Esaminati il ricorso e la sentenza impugnata.
Rilevato che con sentenza indicata nel preambolo, il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha assolto NOME COGNOME dal reato di cui all’art. . 4, comma 3 ultima parte, della legge n. 110 del 1975 per la particolare tenuità del fatto.
Rilevato che l’imputato ha proposto appello, convertito, in applicazione dell’art. 593, comma 3, cod. proc. pen., in ricorso per cassazione considerata la natura della sentenza impugnata che ha disposto il proscioglimento ex art. 131bis cod. pen. per un reato per il quale potrebbe essere inflitta, in concreto, la sola pena dell’ammenda GLYPH
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Rilevato che il ricorso è stato(difensore di fiducia AVV_NOTAIO che, come risulta dalla consultazione dell’albo tenuto dal RAGIONE_SOCIALE, non è abilitato alla difesa presso le giurisdizioni superiori (art. 591 comma 1, lett. a, cod. proc. pen.).
Ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, de plano, a norma dell’art. 610, comma 5 bis, cod. proc. pen., con la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso, in Roma 26 ottobre 2023.