L’Ordinanza della Cassazione: Un Caso di Ricorso in Ambito Penale
L’ordinamento giuridico italiano prevede diversi gradi di giudizio per garantire una giustizia equa e ponderata. Il Ricorso in Cassazione rappresenta l’ultimo grado di giurisdizione, un momento cruciale in cui non si riesaminano i fatti del processo, ma si valuta la corretta applicazione della legge da parte dei giudici dei gradi inferiori. Analizziamo un’ordinanza della Settima Sezione Penale per comprendere meglio questo importante istituto processuale.
Il Percorso Giudiziario: Dall’Appello alla Cassazione
Il documento in esame rappresenta la fase finale di un iter giudiziario. Un imputato, a seguito di una condanna o di una decisione a lui sfavorevole emessa dalla Corte d’Appello di Bari in data 18 settembre 2024, ha deciso di esercitare il proprio diritto di impugnazione proponendo ricorso alla Corte di Cassazione. Questo passaggio non è scontato: il ricorso è ammesso solo per specifici motivi previsti dalla legge, come la violazione di norme di diritto o vizi di motivazione della sentenza impugnata.
Analisi dell’Ordinanza e la Funzione del Ricorso in Cassazione
L’ordinanza emessa dalla Settima Sezione Penale della Corte di Cassazione il 14 maggio 2025 è un atto formale che sancisce l’avvenuta discussione del caso. Il documento, nella sua forma essenziale, indica le parti coinvolte (in forma anonima), l’oggetto dell’impugnazione (la sentenza della Corte d’Appello) e la composizione del collegio giudicante. È importante distinguere un’ordinanza da una sentenza: mentre la sentenza definisce il giudizio nel merito, l’ordinanza, come in questo caso, spesso risolve questioni procedurali o, come atto conclusivo, formalizza una decisione presa in camera di consiglio. In questo caso specifico, il testo a nostra disposizione si limita a registrare che il ricorso è stato trattato, senza rivelarne l’esito.
Il ruolo del Consigliere Relatore
Una figura chiave menzionata nel provvedimento è il ‘Consigliere Relatore’. Questo magistrato ha il compito fondamentale di studiare approfonditamente gli atti del processo e di preparare una ‘relazione’ che viene esposta oralmente durante l’udienza. La relazione riassume i fatti, i motivi del ricorso e le questioni giuridiche da risolvere, fornendo al collegio giudicante una base solida su cui fondare la propria decisione finale.
Le motivazioni
Il documento fornito è la ‘copertina’ del provvedimento e la pagina finale, e come tale non contiene le motivazioni della decisione. Le motivazioni sono la parte fondamentale di ogni provvedimento giudiziario, in cui i giudici spiegano il ragionamento logico-giuridico che li ha portati a una determinata conclusione. Esse verranno depositate in cancelleria in un momento successivo e solo allora sarà possibile conoscere le ragioni per cui il ricorso è stato accolto, rigettato o dichiarato inammissibile. L’assenza delle motivazioni in questo specifico testo non è un’anomalia, ma una caratteristica tipica di questi atti iniziali che formalizzano unicamente l’avvenuta deliberazione.
Le conclusioni
In conclusione, sebbene il documento non sveli l’esito del caso, esso offre uno spaccato significativo sul funzionamento della giustizia penale ai suoi massimi livelli. Dimostra come ogni caso segua un percorso formale e garantista, culminante nel giudizio di legittimità della Corte di Cassazione. L’analisi di un’ordinanza di questo tipo ci ricorda l’importanza del Ricorso in Cassazione come strumento di tutela dei diritti e di garanzia dell’uniforme interpretazione della legge sull’intero territorio nazionale.
Cosa si può dedurre da questo documento?
Dal documento si deduce che la Corte di Cassazione, Settima Sezione Penale, si è pronunciata il 14 maggio 2025 su un ricorso presentato contro una sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Bari.
Qual è l’oggetto del provvedimento?
L’oggetto è un ricorso per Cassazione proposto da un imputato avverso la sentenza della Corte d’Appello di Bari del 18 settembre 2024.
Il documento specifica l’esito del ricorso?
No, il testo fornito è un’ordinanza che attesta unicamente l’avvenuta decisione in una determinata data. Non contiene il dispositivo (cioè l’esito finale) né le motivazioni della decisione.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 21660 Anno 2025
Penale Ord. Sez. 7 Num. 21660 Anno 2025
Presidente: COGNOME NOME COGNOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 14/05/2025
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a SAN SEVERO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 18/09/2024 della CORTE APPELLO di BARI udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
-
che, con l’impugnata sentenza, la Corte di appello di Bari ha confermato la pronuncia d primo grado, con la quale COGNOME NOME era stato condanNOME per il reato di furto aggravato;
-
che, avverso detta sentenza, l’imputato ha proposto ricorso per cassazione, a mezzo del proprio difensore;
-
che l’unico motivo di ricorso è privo di specificità, perché meramente reiterativ identiche doglianze, disattese nella sentenza impugnata con corretta motivazione in diritto
congrua e completa argomentazione in punto di fatto, con le quali il ricorrente non effettivamente confrontato (cfr. pagina 3 della sentenza); che la Corte territoriale ha mot
in maniera adeguata e corretta, in ordine alla sussistenza dell’elemento soggettivo del reat all’impossibilità di ricondurre la fattispecie concreta nell’ambito di applicazione dell’art.
pen. (cfr. pagina 6 della sentenza impugnata);
- che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna del ricorrente pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle
ammende;
P. Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spe processuali e della somma di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso, il 14 maggio 2025 Il Consigliere estensore COGNOME
Il P COGNOME ‘dente