Ricorso Cassazione personale: Perché la firma dell’avvocato è indispensabile
L’accesso alla giustizia di ultima istanza, rappresentata dalla Corte di Cassazione, è regolato da norme procedurali rigorose che non ammettono eccezioni. Una recente ordinanza della Suprema Corte ribadisce un principio fondamentale: il ricorso Cassazione personale in materia penale, ovvero quello presentato direttamente dall’imputato, è irrimediabilmente inammissibile. Questa decisione sottolinea l’importanza cruciale del patrocinio di un avvocato specializzato e le gravi conseguenze per chi ignora tale requisito.
I Fatti del Caso: Un Appello Diretto alla Suprema Corte
La vicenda processuale ha origine dal ricorso presentato da un imputato avverso una sentenza della Corte d’Appello di Milano. Invece di affidarsi a un difensore abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori, come previsto dalla legge, l’imputato ha redatto e sottoscritto personalmente l’atto di impugnazione, depositandolo presso la Corte di Cassazione. Questo atto, sebbene espressione della volontà di contestare la decisione di secondo grado, si è scontrato con una barriera formale insormontabile.
La Decisione della Corte e il Principio del Ricorso Cassazione Personale
La Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sulla validità del ricorso, non ha avuto dubbi. Con una procedura snella, definita de plano (ovvero senza udienza pubblica, data la manifesta infondatezza), ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si basa su un unico, ma decisivo, punto: l’imputato è un soggetto privo della legittimazione necessaria a presentare personalmente un ricorso dinanzi alla Suprema Corte in ambito penale.
Le Motivazioni: La Violazione dell’Art. 613 del Codice di Procedura Penale
La motivazione dell’ordinanza è lapidaria e si fonda sull’interpretazione dell’articolo 613 del codice di procedura penale. Questa norma stabilisce in modo inequivocabile che il ricorso per cassazione deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto nell’apposito albo speciale della Cassazione. La ratio di questa previsione risiede nella complessità tecnica e giuridica del giudizio di legittimità, che non valuta i fatti del processo, ma si concentra esclusivamente sulla corretta applicazione della legge e sul rispetto delle norme procedurali. Il legislatore ha ritenuto indispensabile che un filtro tecnico, garantito dalla professionalità di un avvocato cassazionista, selezioni e formuli le censure da sottoporre alla Corte. La firma personale dell’imputato, pertanto, costituisce un vizio insanabile che impedisce al giudice di esaminare il merito delle questioni sollevate. La Corte ha quindi rilevato che il ricorrente era un “soggetto privo di legittimazione”, poiché la legge non gli conferisce il potere di compiere personalmente tale atto processuale.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche e Sanzioni
Le conseguenze pratiche di questa declaratoria di inammissibilità sono severe. Oltre alla mancata disamina del ricorso, che diventa definitivo, l’imputato è stato condannato, ai sensi dell’articolo 616 del codice di procedura penale, a pagare le spese del procedimento. Inoltre, la Corte ha imposto il versamento di una somma di 3.000,00 euro in favore della Cassa delle Ammende. Questa sanzione pecuniaria serve a scoraggiare la presentazione di ricorsi palesemente inammissibili che congestionano il sistema giudiziario. La vicenda conferma che il ‘fai da te’ processuale è una strada non percorribile nel giudizio di Cassazione penale e che l’assistenza di un legale qualificato non è solo un’opportunità, ma un requisito imprescindibile per l’accesso a questo grado di giudizio.
Un imputato può firmare e presentare personalmente un ricorso in Cassazione penale?
No, l’ordinanza chiarisce che il ricorso in Cassazione in materia penale è inammissibile se sottoscritto personalmente dall’imputato. Deve essere firmato da un avvocato abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori.
Qual è il fondamento normativo per questa regola?
La base giuridica è l’articolo 613 del codice di procedura penale, che prevede espressamente la sottoscrizione del ricorso da parte di un difensore iscritto all’albo speciale, a pena di inammissibilità.
Cosa succede se un ricorso viene dichiarato inammissibile per questo motivo?
Come stabilito dall’art. 616 del codice di procedura penale, colui che ha presentato il ricorso inammissibile è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria, in questo caso di 3.000 euro, a favore della Cassa delle Ammende.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 41970 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 2 Num. 41970 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 10/10/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: NOME COGNOME nato a NAPOLI il DATA_NASCITA avverso la sentenza del 24/04/2024 della CORTE d’APPELLO di MILANO udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME; ricorso deciso de plano
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
L’imputato ha presentato ricorso personale avverso il provvedimento indicato in epigrafe.
Il ricorso è inammissibile perché proposto da soggetto privo di legittimazione com emerge dalla circostanza che il ricorso risulta sottoscritto dall’imputato personalment violazione del disposto dell’art.613 cod. proc. pen..
L’inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento dell spese processuali e, ai sensi dell’art. 616 cod. proc. pen., della somma di € 3.000,0 favore della RAGIONE_SOCIALE non ravvisandosi ragione alcuna d’esonero.
P.Q.M.
dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento RAGIONE_SOCIALE spe processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa RAGIONE_SOCIALE ammende.
Così decis9 in Roma, il 10 ottobre 2024
Il consigli re relato , e
Il Presidente