Ricorso Cassazione Inammissibile: Perché è Obbligatorio l’Avvocato Cassazionista
L’accesso alla Corte di Cassazione, il più alto grado di giurisdizione, è regolato da norme procedurali molto rigide. Una recente ordinanza ha ribadito un principio fondamentale: un ricorso in Cassazione inammissibile è la diretta conseguenza della sua presentazione personale da parte dell’imputato, senza l’assistenza di un avvocato abilitato. Questo articolo analizza la decisione e le sue importanti implicazioni pratiche.
I Fatti del Caso
Un soggetto, condannato in precedenza, presentava personalmente un ricorso alla Corte di Cassazione avverso un’ordinanza emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Roma. L’atto, qualificato come istanza, veniva depositato il 22 febbraio 2024 direttamente dalla parte interessata, senza l’intermediazione o la sottoscrizione di un difensore.
La Questione Giuridica: Il Ricorso Cassazione Inammissibile
La questione centrale affrontata dalla Corte riguarda il rispetto dei requisiti formali per la proposizione del ricorso per cassazione in materia penale. La legge, in particolare il combinato disposto degli articoli 571, comma 1, e 613, comma 1, del codice di procedura penale, stabilisce in modo inequivocabile che l’atto di ricorso deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un difensore iscritto nell’albo speciale della Corte di Cassazione.
Questa regola non ammette eccezioni e mira a garantire la tecnicità e la specificità dei motivi di ricorso, che possono vertere solo su questioni di legittimità (cioè violazioni di legge) e non sul riesame dei fatti. La Corte ha richiamato un consolidato orientamento delle Sezioni Unite (sentenza n. 8914/2018), che ha definitivamente chiarito come il patrocinio di un avvocato cassazionista sia un requisito imprescindibile.
Le Motivazioni della Cassazione
La Suprema Corte, con una motivazione tanto sintetica quanto perentoria, ha rilevato che il ricorso era stato presentato in palese violazione delle norme procedurali citate. Essendo stato proposto personalmente dal condannato e non da un difensore abilitato, l’atto era irrimediabilmente viziato.
Di conseguenza, la Corte non ha potuto fare altro che dichiarare il ricorso in Cassazione inammissibile. Oltre alla declaratoria di inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Inoltre, in assenza di elementi che potessero giustificare l’errore e quindi escludere la colpa, è stato condannato al versamento di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, una sanzione pecuniaria prevista proprio per i casi di impugnazioni inammissibili.
Le Conclusioni: Implicazioni Pratiche
Questa ordinanza serve da monito sull’importanza del rispetto delle regole formali nel processo penale, specialmente nel giudizio di legittimità. Chi intende impugnare un provvedimento davanti alla Corte di Cassazione deve necessariamente rivolgersi a un avvocato iscritto all’albo speciale dei cassazionisti. Il ‘fai da te’ non solo è inefficace, in quanto porta a una declaratoria di ricorso in Cassazione inammissibile, ma comporta anche conseguenze economiche negative, come la condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria. La tecnicità del ricorso per cassazione impone una competenza specialistica che solo un difensore abilitato può garantire.
È possibile presentare personalmente un ricorso per cassazione in materia penale?
No, la legge lo vieta espressamente. L’ordinanza conferma che il ricorso deve essere sottoscritto da un avvocato iscritto nell’albo speciale della Corte di Cassazione, a pena di inammissibilità.
Cosa succede se un ricorso per cassazione viene presentato senza la firma di un avvocato abilitato?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile. Ciò significa che la Corte non entra nel merito della questione, ma si limita a rigettare l’atto per un vizio di forma, chiudendo definitivamente la possibilità di esame.
Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso in Cassazione inammissibile?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende. Nel caso specifico, questa somma è stata fissata in 3.000 euro.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 32505 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 32505 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 23/05/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da: COGNOME NOME nato a ROMA il DATA_NASCITA
avverso l’ordinanza del 24/01/2024 del TRIB. SORVEGLIANZA di ROMA
dato.-a3.4fis<:b.a.11~ti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Visti gli atti e l'ordinanza impugnata;
letti i motivi del ricorso;
Rilevato che il ricorso, così qualificata l'istanza presentata il 22 febbraio 2024, è stato presentato personalmente dal condannato, NOME COGNOME, in violazione del combinato disposto degli artt. 571, comma 1, e 613, comma 1, cod. proc. pen., che impone che esso sia, in ogni caso, sottoscritto, a pena di inammissibilità, da difensori iscritti nell'albo speciale della Corte di cassazione (Sez. U, n. 8914 del 21/12/2017, dep. 2018, Aiello, Rv. 272010);
ritenuto che, pertanto, deve essere dichiarata la inammissibilità del ricorso, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in mancanza di elementi atti a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende;
P.Q.M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso il 23/05/2024.