Ricorso Cassazione Inammissibile: L’Importanza della Scelta del Difensore
L’accesso alla Corte di Cassazione è un percorso irto di formalismi, dove ogni dettaglio procedurale assume un’importanza cruciale. Un recente provvedimento della Suprema Corte ha ribadito un principio fondamentale: la necessità che il difensore sia specificamente abilitato. Questa ordinanza evidenzia come un Ricorso Cassazione Inammissibile possa derivare non da un’analisi del merito della questione, ma da un vizio formale legato alla qualifica del legale, con conseguenze economiche significative per l’assistito.
I Fatti di Causa: Dalla Condanna al Tentativo di Appello in Cassazione
Un soggetto, condannato dal Tribunale di Genova per violazioni della normativa sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008), decideva di impugnare la sentenza dinanzi alla Corte di Cassazione. Il ricorso sollevava due questioni principali: un’errata valutazione della sua responsabilità penale e la mancata applicazione di una causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131 bis c.p.). Tuttavia, il giudizio di legittimità non è mai entrato nel vivo di tali questioni a causa di un ostacolo procedurale insormontabile.
La Decisione della Corte: Focus sul Ricorso Cassazione Inammissibile
La Corte di Cassazione ha immediatamente rilevato un vizio insanabile. Il ricorso era stato redatto e sottoscritto da un avvocato che, pur essendo il difensore dell’imputato, non risultava iscritto all’albo speciale per il patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. Questo requisito è tassativo e la sua mancanza comporta, in modo automatico, la declaratoria di inammissibilità dell’atto.
Il Ruolo Cruciale dell’Avvocato Cassazionista
Per rappresentare un cliente dinanzi alla Corte di Cassazione non è sufficiente essere avvocati. È necessaria un’abilitazione specifica, che si ottiene dopo anni di esperienza e il superamento di un esame o per anzianità di iscrizione. Questa specializzazione garantisce che i ricorsi siano redatti con la perizia tecnica richiesta dal giudizio di legittimità, che si concentra su questioni di diritto e non sul riesame dei fatti.
Le Motivazioni della Suprema Corte
Gli Ermellini hanno basato la loro decisione su un consolidato orientamento giurisprudenziale. Hanno richiamato una precedente sentenza (n. 16703/2011) che chiarisce come la sottoscrizione da parte di un difensore non abilitato renda l’atto inammissibile, anche qualora si tenti di qualificarlo come atto di appello. Inoltre, la Corte ha citato una pronuncia della Corte Costituzionale (n. 186/2000), sottolineando che non vi erano elementi per ritenere che il ricorrente fosse incorso in questo errore ‘senza colpa’. La scelta del difensore è una responsabilità della parte, la quale deve accertarsi che il professionista incaricato possegga i requisiti necessari. Di conseguenza, alla declaratoria di inammissibilità è seguita, come previsto dall’art. 616 del codice di procedura penale, la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e di una somma equitativamente fissata in tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Conclusioni: Implicazioni Pratiche della Pronuncia
La decisione in commento serve da monito per chiunque intenda adire la Suprema Corte. La scelta del difensore non può essere superficiale. È fondamentale verificare che il legale non solo sia competente nella materia, ma possegga anche l’abilitazione formale per il patrocinio in Cassazione. Un errore su questo punto, come dimostra il caso in esame, preclude ogni possibilità di vedere esaminato il proprio ricorso nel merito, trasformando un potenziale diritto in una condanna a ulteriori spese. Affidarsi a un professionista non qualificato per il grado di giudizio richiesto equivale a presentare un atto nullo, con tutte le negative conseguenze del caso.
Perché il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché è stato redatto e sottoscritto da un avvocato che non era iscritto all’albo speciale per il patrocinio dinanzi alla Corte di Cassazione, un requisito formale obbligatorio a pena di inammissibilità.
Quali sono le conseguenze per il ricorrente quando un ricorso è dichiarato inammissibile per tale motivo?
Il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro, in questo caso fissata in 3.000 euro, in favore della Cassa delle ammende. La sentenza impugnata diventa definitiva e le questioni di merito non vengono esaminate.
È sempre possibile attribuire la colpa al difensore per la causa di inammissibilità?
Non automaticamente. La Corte ha specificato che non sussistevano elementi per ritenere che ‘la parte abbia proposto il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità’, implicando che la scelta di un difensore non abilitato ricade, in ultima analisi, sulla responsabilità della parte stessa.
Testo del provvedimento
Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 15989 Anno 2024
Penale Ord. Sez. 7 Num. 15989 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME COGNOME
Data Udienza: 09/02/2024
ORDINANZA
sul ricorso proposto da:
NOME NOME a TERZIGNO il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 01/12/2017 del TRIBUNALE di GENOVA
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udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
Autorino NOME ricorre per cassazione avverso la sentenza in epigrafe indicata con il Tribunale di Genova lo ha condanNOME in relazione agli artt. 37, 96, 146 e 159 Digs. Il ricorrente deduce, con il primo motivo di ricorso, violazione di legge e vizio della m in ordine all’affermazione della responsabilità; con il secondo motivo di ricorso applicazione della causa di non punibilità dì cui all’art. 131 bis cod. pen..
Considerato che il ricorso è stato redatto dall’AVV_NOTAIO, dife abilitato al patrocinio in Cassazione e che è necessaria la sottoscrizione inammissibilità, del ricorso per cassazione da parte di difensore iscritto nell’apposito a opera anche nel caso di qualificazione in ricorso di un atto di appello (Sez. 3, n. 16703 del 12/01/2011 Ud. (dep. 29/04/2011 ) Rv. 249985 – 01).
Tenuto altresì conto della sentenza 13 giugno 2000, n. 186, della Corte costituz rilevato che, nella fattispecie, non sussistono elementi per ritenere che «la parte abb il ricorso senza versare in colpa nella determinazione della causa dì inammissibil declaratoria dell’inammissibilità medesima consegue, a norma dell’art. 616 cod. pro l’onere delle spese del procedimento nonché quello del versamento della somma, in favor Cassa delle ammende, equitativamente fissata in euro tremila.
P.Q. M.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese pro ed al versamento della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Così deciso in Roma il 9 febbraio 2024
Il Consigliere estensore
Il Presidente