Restituzione nel Termine: A Chi Spetta Decidere? La Cassazione Chiarisce la Competenza
L’istituto della restituzione nel termine rappresenta un fondamentale presidio di garanzia nel processo penale, consentendo di rimediare a decadenze incolpevoli. Tuttavia, la sua applicazione pratica solleva questioni procedurali cruciali, come l’individuazione del giudice competente a decidere sull’istanza. Con la sentenza in esame, la Corte di Cassazione interviene per chiarire un punto essenziale: a chi spetta pronunciarsi sulla richiesta di essere rimessi in termini per proporre un’impugnazione? La risposta ha implicazioni dirette sulla validità degli atti processuali.
I Fatti del Caso: Un Errore nell’Invio dell’Appello
La vicenda trae origine da una condanna per il reato di appropriazione indebita, emessa dal Tribunale di Alessandria. Il difensore dell’imputato predisponeva l’atto di appello e lo inoltrava telematicamente. Tuttavia, per un errore materiale, l’atto veniva inviato all’indirizzo della Corte di Appello di Torino anziché a quello del Tribunale di Alessandria, ufficio competente a ricevere l’impugnazione avverso le proprie sentenze.
Questo errore determinava il mancato tempestivo deposito dell’appello presso l’ufficio corretto, con la grave conseguenza del passaggio in giudicato della sentenza di condanna. Di fronte a questa situazione, la difesa presentava un’istanza di restituzione nel termine per poter proporre nuovamente l’impugnazione, depositandola presso il Tribunale di Alessandria.
La Decisione del Tribunale e il Ricorso in Cassazione
Il Tribunale di Alessandria, investito della questione in qualità di giudice dell’esecuzione, provvedeva sull’istanza dichiarandola inammissibile. Contro questo decreto, l’imputato proponeva ricorso per cassazione, lamentando un vizio di motivazione nel provvedimento impugnato. La difesa sosteneva che il giudice avesse errato nel valutare i presupposti per la concessione del beneficio.
L’Intervento della Corte di Cassazione e il Vizio di Competenza
La Corte di Cassazione, nell’esaminare il ricorso, ha rilevato d’ufficio una questione preliminare e assorbente rispetto ai motivi di doglianza sollevati: un radicale vizio di incompetenza funzionale del giudice che aveva emesso la decisione.
le motivazioni: la Competenza sulla Restituzione nel Termine
Il Collegio ha fondato la propria decisione sul chiaro dettato normativo dell’articolo 175, comma 4, del codice di procedura penale. Tale norma stabilisce in modo inequivocabile che sulla richiesta di restituzione nel termine per proporre impugnazione provvede il giudice che «sarebbe competente sulla impugnazione».
Nel caso di specie, l’impugnazione che si intendeva proporre era l’appello avverso la sentenza di primo grado. Il giudice competente per l’appello è, per definizione, la Corte di Appello nel cui distretto si trova il tribunale che ha emesso la sentenza. Pertanto, la competenza a decidere sull’istanza di rimessione in termini spettava alla Corte di Appello di Torino e non al Tribunale di Alessandria, che aveva invece agito come giudice dell’esecuzione.
La Corte ha qualificato questo errore come un vizio di incompetenza funzionale, ovvero un vizio che attiene alla ripartizione delle funzioni tra diversi organi giurisdizionali, talmente grave da poter essere rilevato in ogni stato e grado del procedimento, anche d’ufficio.
le conclusioni: Annullamento e Trasmissione al Giudice Competente
In conclusione, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio il provvedimento impugnato. Questa formula significa che la decisione del Tribunale è stata cancellata in modo definitivo, senza la necessità di un nuovo giudizio da parte dello stesso organo. Conseguentemente, la Corte ha disposto la trasmissione degli atti al giudice funzionalmente competente, individuato nella Corte di Appello di Torino. Sarà quest’ultima, dunque, a dover valutare nel merito la sussistenza dei presupposti per concedere o meno la restituzione nel termine all’imputato. La pronuncia ribadisce l’importanza cruciale del rispetto delle norme sulla competenza, la cui violazione inficia radicalmente la validità del provvedimento emesso.
Chi è il giudice competente a decidere su una richiesta di restituzione nel termine per proporre un’impugnazione?
Secondo la Corte di Cassazione, in base all’art. 175, comma 4, del codice di procedura penale, la competenza spetta al giudice che sarebbe competente a decidere sull’impugnazione stessa (nel caso di specie, la Corte d’Appello), e non al giudice dell’esecuzione.
Cosa succede se un atto di appello viene erroneamente inviato a un ufficio giudiziario diverso da quello competente?
L’invio a un ufficio incompetente può comportare la tardività dell’impugnazione e il conseguente passaggio in giudicato della sentenza. La parte può successivamente chiedere la restituzione nel termine per sanare l’errore, dimostrando che la scadenza non è stata rispettata per caso fortuito o forza maggiore.
Qual è la conseguenza di una decisione emessa da un giudice funzionalmente incompetente?
Una decisione emessa da un giudice funzionalmente incompetente è affetta da un vizio radicale che può essere rilevato d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio. La Corte di Cassazione, come nel caso esaminato, annulla senza rinvio il provvedimento, trasmettendo gli atti al giudice che la legge individua come competente.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 1 Num. 44398 Anno 2023
Penale Sent. Sez. 1 Num. 44398 Anno 2023
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME
Data Udienza: 20/10/2023
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a TORTONA il DATA_NASCITA
avverso il decreto del 24/05/2023 del TRIBUNALE di ALESSANDRIA
udita la relazione svolta dal Consigliere COGNOME; lette/sentite le conclusioni del PG j. GLYPH i CL4 . (..t. Cicala-V )rifejib otk GLYPH .0~ udito il 5err§bre
IN FATTO E IN DIRITTO
Il Tribunale di Alessandria con sentenza emessa in data 20 dicembre 2021, depositata il 31 gennaio 2022, ha affermato la responsabilità di NOME COGNOME per il reato di appropriazione indebita.
1.1 In data 25 marzo 2022 il difensore del COGNOME ha proposto, in via telematica, atto di appello, inoltrando l’atto ad un indirizzo della Corte di Appello di Torino e non del Tribunale di Alessandria.
Da ciò è derivato il passaggio in giudicato della sentenza emessa in data 20 dicembre 2021, con posteriore domanda di restituzione nel termine per proporre impugnazione, depositata presso il Tribunale di Alessandria in data 15 maggio 2023 nell’interesse di NOME COGNOME.
Provvedendo sull’istanza, con decreto del 24 maggio 2023, il Tribunale di Alessandria, in veste di giudice della esecuzione, ne ha affermato la inammissibilità.
Avverso il decreto da ultimo menzioNOME ha proposto ricorso per cassazione nelle forme di legge – NOME COGNOME, deducendo vizio di motivazione del provvedimento impugNOME.
Tanto premesso, il Collegio rileva che sulla domanda di restituzione nel termine per proporre impugnazione – impregiudicata ogni valutazione di merito – la competenza a provvedere spetta al giudice che «sarebbe competente sulla impugnazione» ai sensi dell’art.175 comma 4 cod.proc.pen. .
5.1 II provvedimento impugNOME è pertanto affetto da un radicale vizio di incompetenza funzionale, rilevabile di ufficio, con trasmissione degli atti al giudice competente, da individuarsi nella Corte di Appello di Torino.
/
Annulla senza rinvio il provvedimento impugNOME con trasmissione degli atti per l’ulteriore corso alla Corte di Appello di Torino.
Così deciso il 20 ottobre 2023
Il Consigliere estensore
Il Fre ‘dente