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Restituzione in termini: termini e giudice competente

La Corte di Cassazione ha analizzato una richiesta di restituzione in termini presentata da un imputato che, essendo stato espulso dal territorio nazionale, non era a conoscenza delle sentenze di condanna a suo carico. La Corte ha rigettato per tardività la richiesta di essere rimesso in termini per proporre ricorso per cassazione, in quanto presentata oltre 30 giorni dalla conoscenza del provvedimento. Ha invece trasmesso gli atti alla Corte d’Appello, ritenendola competente a decidere sulla richiesta di restituzione in termini per impugnare la sentenza di primo grado, poiché l’istanza era stata tempestivamente presentata a quell’ufficio.

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Pubblicato il 26 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Restituzione in Termini: Quando e Come Chiederla

Nel processo penale, il rispetto dei termini è fondamentale. Perdere la possibilità di impugnare una sentenza può avere conseguenze definitive. Tuttavia, la legge prevede un rimedio per chi si trova impossibilitato, senza colpa, a rispettare una scadenza: la restituzione in termini. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione fa luce su due aspetti cruciali di questo istituto: il termine perentorio per presentare la richiesta e il giudice competente a deciderla.

I Fatti del Caso

Il caso riguarda un cittadino straniero condannato in primo grado nel 2017 e in appello nel 2020 per lesioni personali aggravate. L’imputato, tuttavia, era stato espulso dal territorio italiano nel 2013 e sosteneva di non aver mai avuto conoscenza né del processo né delle sentenze emesse nei suoi confronti.

Solo nell’aprile del 2025, a seguito della notifica di un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti, veniva a conoscenza delle condanne. Di conseguenza, il suo difensore presentava un’istanza per ottenere la restituzione in termini al fine di impugnare sia la sentenza di primo grado che quella della Corte d’Appello.

La Richiesta e la Competenza Giudiziaria

La difesa ha chiesto di poter tornare nei termini per:
1. Proporre appello contro la sentenza del Tribunale.
2. Proporre ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello.

L’istanza è stata presentata alla Corte d’Appello, che l’ha poi trasmessa alla Corte di Cassazione per le valutazioni di competenza. Qui emerge il nodo centrale della questione: a chi spetta decidere e quali sono i tempi da rispettare?

La Decisione della Corte di Cassazione sulla restituzione in termini

La Suprema Corte ha suddiviso la sua decisione in due parti, seguendo una logica di competenza e di tempestività.

Per quanto riguarda la richiesta di essere rimesso in termini per proporre ricorso per cassazione, la Corte l’ha dichiarata inammissibile per tardività. La richiesta, infatti, è pervenuta alla cancelleria della Cassazione ben oltre il termine di 30 giorni previsto dalla legge, che decorreva dal giorno in cui l’imputato aveva avuto effettiva conoscenza dei provvedimenti.

Per la richiesta di essere rimesso in termini per proporre appello contro la sentenza di primo grado, la Cassazione si è dichiarata incompetente. Ha però disposto la trasmissione degli atti alla Corte d’Appello, riconoscendola come l’organo giudiziario competente a decidere su quella specifica istanza.

Le Motivazioni

La decisione della Corte si fonda su una chiara interpretazione dell’articolo 175 del codice di procedura penale.

Il primo punto cruciale è il termine perentorio. L’art. 175, comma 2, stabilisce che la richiesta di restituzione in termini deve essere presentata entro 30 giorni dal momento in cui l’interessato ha avuto conoscenza effettiva del provvedimento. Nel caso di specie, la conoscenza è avvenuta il 28 aprile 2025. La richiesta pervenuta alla Cassazione il 17 giugno 2025 era, quindi, palesemente tardiva. Il fatto che fosse stata depositata presso un altro ufficio (la Corte d’Appello) non interrompe né sospende il termine per adire il giudice competente.

Il secondo punto riguarda la competenza funzionale. L’art. 175, comma 4, stabilisce che sulla richiesta di restituzione decide il giudice competente a giudicare sull’impugnazione. Pertanto:
* La competenza a decidere sulla restituzione per proporre appello avverso la sentenza di primo grado spetta alla Corte d’Appello.
* La competenza a decidere sulla restituzione per proporre ricorso per cassazione spetta alla Corte di Cassazione stessa.

Dato che l’istanza era stata depositata presso la Corte d’Appello il 28 maggio 2025 (entro i 30 giorni), quella parte della richiesta era tempestiva e doveva essere esaminata nel merito dal giudice competente, ovvero la stessa Corte d’Appello. Per questo motivo, la Cassazione ha trasmesso gli atti a tale organo.

Le Conclusioni

Questa ordinanza ribadisce due principi fondamentali in materia di restituzione in termini:
1. Tempestività Assoluta: Il termine di 30 giorni è perentorio e non ammette deroghe. È onere della parte interessata agire con la massima celerità una volta venuta a conoscenza del provvedimento da impugnare.
2. Corretta Individuazione del Giudice: L’istanza deve essere presentata direttamente al giudice che sarebbe competente a decidere sull’impugnazione per la quale si chiede la rimessione. Presentarla a un giudice incompetente non salva dalla decadenza se i termini non vengono rispettati nei confronti del giudice giusto.

In pratica, l’imputato ha perso definitivamente la possibilità di contestare la sentenza di secondo grado davanti alla Cassazione, ma avrà ancora una possibilità di far valere le proprie ragioni in appello, a condizione che la Corte d’Appello accolga nel merito la sua richiesta di restituzione nel termine.

Entro quale termine si deve chiedere la restituzione in termini?
La richiesta deve essere presentata, a pena di decadenza, nel termine di trenta giorni dal giorno in cui l’interessato ha avuto effettiva conoscenza del provvedimento.

A quale giudice va presentata la richiesta di restituzione in termini per proporre appello?
La richiesta deve essere presentata al giudice che è competente a giudicare sull’impugnazione stessa. Per l’appello contro una sentenza di primo grado, il giudice competente è la Corte di Appello.

Cosa succede se la richiesta di restituzione in termini perviene al giudice competente dopo la scadenza dei 30 giorni?
Se la richiesta perviene al giudice competente oltre il termine di 30 giorni, viene dichiarata inammissibile per tardività, con la conseguente perdita definitiva del diritto a essere rimesso nel termine per impugnare.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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