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Restituzione in termini: no alla Riforma Cartabia retroattiva

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile la richiesta di restituzione in termini per impugnare una sentenza emessa in assenza. La Corte chiarisce che le nuove e più favorevoli norme introdotte dalla Riforma Cartabia (D.Lgs. 150/22) si applicano solo alle sentenze pronunciate dopo l’entrata in vigore della riforma, in base a specifiche disposizioni transitorie.

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Pubblicato il 22 febbraio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Restituzione in termini: la Cassazione fissa i paletti temporali della Riforma Cartabia

La recente Riforma Cartabia ha introdotto importanti novità nel processo penale, in particolare per quanto riguarda la tutela dell’imputato giudicato in assenza. Una delle questioni più dibattute riguarda l’applicazione nel tempo delle nuove norme sulla restituzione in termini per impugnare le sentenze di condanna. Con la sentenza n. 47663 del 2023, la Corte di Cassazione ha fornito un chiarimento fondamentale, stabilendo che le nuove, più favorevoli disposizioni non hanno effetto retroattivo.

I Fatti del Caso

Il caso trae origine dal ricorso di un imputato condannato in appello con due distinte sentenze, emesse rispettivamente nel 2021 e nel 2022, per reati quali furto aggravato, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Entrambi i processi si erano svolti in sua assenza. L’imputato sosteneva di non aver mai avuto conoscenza delle accuse a suo carico e di aver appreso delle condanne solo al momento della notifica dell’ordine di esecuzione delle pene, nell’aprile del 2023.

Di fronte a questa situazione, il suo difensore ha presentato ricorso per Cassazione, chiedendo la restituzione nel termine per poter impugnare le sentenze di condanna. La difesa si è basata sulla nuova disciplina introdotta dal D.Lgs. 150/2022 (Riforma Cartabia), in particolare sull’art. 175, comma 2.1 del codice di procedura penale, che prevede la concessione della restituzione in termini qualora non vi sia la prova dell’effettiva conoscenza del processo e della volontaria rinuncia a comparire da parte dell’imputato.

La Questione Giuridica: Applicabilità delle Nuove Norme sulla restituzione in termini

Il nodo centrale della questione sottoposta alla Corte era prettamente di diritto intertemporale: le nuove e più garantiste norme sulla restituzione in termini per l’imputato assente, introdotte dalla Riforma Cartabia, possono essere applicate a sentenze pronunciate prima della sua entrata in vigore?

La difesa sosteneva di sì, invocando una lettura favorevole al reo delle nuove disposizioni. Tuttavia, la soluzione a questo quesito non risiede in un’interpretazione generale, ma nell’analisi delle specifiche norme transitorie previste dal legislatore per regolare il passaggio dal vecchio al nuovo sistema processuale.

Le Motivazioni della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, fornendo una motivazione chiara e basata su un’interpretazione letterale della disciplina transitoria. I giudici hanno richiamato l’articolo 89, comma 3, del D.Lgs. 150/2022. Questa norma stabilisce esplicitamente che le nuove disposizioni in materia di impugnazioni, tra cui quelle degli articoli 157-ter, 581 e 585 del codice di procedura penale, si applicano “per le sole impugnazioni proposte avverso sentenze pronunciate in data successiva a quella di entrata in vigore del decreto”.

Il medesimo articolo, in chiusura, precisa che: “Negli stessi casi si applicano anche le disposizioni dell’articolo 175 del codice di procedura penale, come modificato dal presente decreto”.

Secondo la Corte, il testo della norma transitoria è inequivocabile. Il legislatore ha scelto di limitare l’applicazione delle nuove regole, inclusa la nuova ipotesi di restituzione in termini, solo alle impugnazioni contro sentenze emesse dopo l’entrata in vigore della riforma. Le sentenze impugnate nel caso di specie risalivano al 2021 e al 2022, quindi a un’epoca precedente alla riforma. Di conseguenza, le nuove e più favorevoli condizioni per ottenere la restituzione nel termine non potevano trovare applicazione.

Le Conclusioni

La decisione della Cassazione ribadisce un principio fondamentale del diritto processuale: tempus regit actum (il tempo regola l’atto). Le norme che disciplinano il processo, salvo espressa previsione contraria, si applicano agli atti compiuti dopo la loro entrata in vigore. La Riforma Cartabia, attraverso la disposizione transitoria dell’art. 89, ha confermato questo principio, creando una netta linea di demarcazione temporale. La nuova disciplina sulla restituzione in termini per l’imputato assente è destinata a operare solo per il futuro, ovvero per le sentenze pronunciate dopo il 30 dicembre 2022. Per tutte le sentenze precedenti, continuano ad applicarsi le regole previgenti, meno permissive per l’imputato che non abbia avuto effettiva conoscenza del processo.

È possibile chiedere la restituzione in termini secondo le nuove norme della Riforma Cartabia per una sentenza emessa prima della sua entrata in vigore?
No, la Corte di Cassazione ha stabilito che le nuove disposizioni sulla restituzione in termini, introdotte dal D.Lgs. 150/2022, si applicano esclusivamente alle impugnazioni proposte contro sentenze pronunciate in data successiva all’entrata in vigore del decreto stesso.

Quale norma specifica regola l’applicazione nel tempo delle nuove disposizioni sulle impugnazioni della Riforma Cartabia?
L’applicazione temporale è regolata dalla disposizione transitoria contenuta nell’art. 89, comma 3, del D.Lgs. n. 150/2022. Questa norma limita esplicitamente l’operatività delle nuove regole, incluso l’art. 175 c.p.p., alle sentenze post-riforma.

Qual è stato l’esito del ricorso e perché?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La ragione è che le sentenze che l’imputato intendeva impugnare erano state emesse nel 2021 e 2022, quindi prima dell’entrata in vigore della Riforma Cartabia. Di conseguenza, non era possibile applicare le nuove e più favorevoli norme sulla restituzione in termini invocate dalla difesa.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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