Remissione di Querela in Cassazione: Quando Estingue il Reato
La remissione di querela rappresenta uno strumento fondamentale nel sistema penale, capace di porre fine a un procedimento giudiziario anche nelle sue fasi più avanzate. Con la sentenza n. 8904 del 2024, la Corte di Cassazione torna a pronunciarsi su questo istituto, chiarendo la sua efficacia e la sua prevalenza su altre questioni processuali quando interviene durante il giudizio di legittimità.
Il Fatto alla Base della Decisione
Il caso trae origine dal ricorso presentato alla Corte di Cassazione da un imputato avverso una sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Appello di Napoli. Durante la pendenza del ricorso, ovvero mentre il procedimento si trovava nella sua fase finale davanti ai giudici di legittimità, è accaduto un fatto decisivo: la persona offesa ha formalmente ritirato la propria querela. L’imputato, a sua volta, ha ritualmente accettato tale remissione.
Questo evento ha cambiato radicalmente le sorti del processo, portando la Corte a dover valutare le conseguenze giuridiche di un accordo tra le parti raggiunto in pendenza del giudizio di cassazione.
L’Impatto della Remissione di Querela sul Processo
La questione centrale affrontata dalla Suprema Corte è se la remissione di querela, validamente intervenuta e accettata, possa determinare l’estinzione del reato anche in questa fase avanzata del giudizio e, soprattutto, se questo effetto prevalga su eventuali altre criticità del ricorso, come possibili cause di inammissibilità.
La Prevalenza sull’Inammissibilità del Ricorso
La Corte, richiamando un principio consolidato e pacifico espresso dalle Sezioni Unite (sentenza n. 24246 del 2004), ha affermato con chiarezza un punto cruciale: l’estinzione del reato per remissione di querela prevale su qualsiasi potenziale causa di inammissibilità del ricorso. L’unica condizione richiesta è che il ricorso per cassazione sia stato proposto tempestivamente, ovvero entro i termini di legge. Se questa condizione è soddisfatta, il giudice di legittimità è tenuto a prendere atto della remissione e a dichiarare l’estinzione del reato, senza nemmeno entrare nel merito dei motivi del ricorso o della sua ammissibilità.
Le Motivazioni della Sentenza
Il percorso argomentativo della Corte di Cassazione è lineare e si fonda sulla natura stessa della remissione di querela. Questo istituto risponde a una logica deflattiva e conciliativa, riconoscendo la volontà delle parti di porre fine alla controversia penale. Impedire che tale volontà produca i suoi effetti in Cassazione solo perché il ricorso potrebbe avere dei difetti formali sarebbe contrario alla ratio della norma. Pertanto, una volta verificato che la remissione e l’accettazione sono avvenute secondo le regole, la Corte non può che procedere con la declaratoria di estinzione del reato. La conseguenza diretta è l’annullamento senza rinvio della sentenza di condanna impugnata, poiché il fatto non è più punibile.
Le Conclusioni
La sentenza in esame conferma un principio di grande rilevanza pratica. Essa chiarisce che la via della conciliazione tra le parti è percorribile fino all’ultimo grado di giudizio per i reati procedibili a querela. La decisione di annullare la sentenza impugnata, dichiarando il reato estinto, dimostra la forza dell’accordo tra le parti nel superare le formalità del processo penale. Un’importante implicazione è che, anche in caso di ricorso potenzialmente debole, la remissione di querela offre una via d’uscita certa e definitiva, chiudendo il contenzioso e annullando gli effetti della condanna. La sentenza condanna inoltre il querelato al pagamento delle spese processuali, come di prassi in questi casi.
Cosa succede se la querela viene ritirata mentre è in corso un ricorso in Cassazione?
La Corte di Cassazione annulla la sentenza di condanna senza rinvio, perché il reato si considera estinto per effetto della remissione della querela.
La remissione di querela ha effetto anche se il ricorso poteva essere dichiarato inammissibile?
Sì, l’estinzione del reato dovuta alla remissione di querela prevale su eventuali cause di inammissibilità del ricorso, a patto che il ricorso stesso sia stato presentato nei termini di legge.
Chi deve pagare le spese del processo in caso di remissione della querela accettata dall’imputato?
Secondo la decisione, è l’imputato che ha accettato la remissione (il querelato) a essere condannato al pagamento delle spese processuali.
Testo del provvedimento
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 8904 Anno 2024
Penale Sent. Sez. 7 Num. 8904 Anno 2024
Presidente: COGNOME NOME
Relatore: COGNOME NOME
Data Udienza: 23/01/2024
SENTENZA
sul ricorso proposto da:
COGNOME NOME NOME a AFRAGOLA il DATA_NASCITA
avverso la sentenza del 06/04/2023 della CORTE APPELLO di NAPOLI
dato avviso alle parti;
udita la relazione svolta dal Consigliere NOME COGNOME;
RITENUTO IN FATTO E CONSIDERATO IN DIRITTO
Letto il ricorso di NOME COGNOME;
rilevato che in data 15/12/2023, è intervenuta remissione di querela ritualmente accettata da COGNOME NOME;
considerato che costituisce principio pacifico che la remissione di querela, intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e ritualmente accettata, determina l’estinzione del reato che prevale anche su eventuali cause di inammissibilità e va rilevata e dichiarata dal giudice di legittimità, purché il ricorso sia stato tempestivamente proposto (Sez. U, n. 24246 del 25/02/2004, COGNOME, Rv.227681).
che la sentenza impugnata deve, dunque, essere annullata senza rinvio per essere il reato estinto per remissione della querela.
P.Q.M.
Annulla senza rinvio l’impugnata sentenza perché il reato è estinto per remissione della querela. Condanna il querelato al pagamento delle spese processuali.
Così deciso, il 23 gennaio2024.