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Provvedimento abnorme: quando non si può impugnare

Degli eredi ricorrono contro un’ordinanza di archiviazione per soppressione di testamento, sostenendo che sia un provvedimento abnorme. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, spiegando che l’ordinanza del GIP, non essendo fuori dal sistema e non bloccando il processo, non può essere definita abnorme.

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Pubblicato il 10 gennaio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Provvedimento Abnorme: la Cassazione Chiarisce i Limiti dell’Impugnazione

Quando un atto del giudice può essere considerato così anomalo da poter essere impugnato immediatamente? La nozione di provvedimento abnorme è un concetto cruciale nel diritto processuale penale, ma i suoi confini non sono sempre netti. Con l’ordinanza n. 41912 del 2024, la Corte di Cassazione è tornata a fare chiarezza su questo tema, stabilendo che un’ordinanza di archiviazione, anche se contestata nel merito, non rientra in questa categoria se non causa una stasi irrimediabile del procedimento.

I Fatti del Caso: La Denuncia per Soppressione di Testamento

La vicenda trae origine dalla denuncia presentata da alcuni eredi, i quali sostenevano che due loro parenti avessero soppresso il testamento olografo di un congiunto. A seguito delle indagini preliminari, il Pubblico Ministero aveva richiesto l’archiviazione del procedimento. Gli eredi, in qualità di persone offese, si erano opposti, ma il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Alessandria aveva comunque disposto l’archiviazione, restituendo gli atti al PM.

Contro questa decisione, gli eredi hanno proposto ricorso per Cassazione, sostenendo che l’ordinanza del GIP fosse un provvedimento abnorme.

Il Ricorso e la tesi del Provvedimento Abnorme

I ricorrenti hanno basato la loro impugnazione sull’idea che il provvedimento del GIP fosse radicalmente anomalo. Secondo la loro tesi, la decisione era viziata da errori di valutazione, come l’errata affermazione sulla morte di un testimone chiave e la mancata considerazione di una diversa qualificazione giuridica del fatto (da soppressione di testamento a furto).

L’obiettivo del ricorso era ottenere l’annullamento dell’ordinanza di archiviazione, considerandola come un atto talmente estraneo al sistema da giustificare un intervento eccezionale della Corte di Cassazione.

Le Motivazioni della Cassazione: Quando un Atto NON è Abnorme

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, fornendo una lezione chiara sulla definizione di provvedimento abnorme. Richiamando i principi consolidati delle Sezioni Unite, i giudici hanno ribadito che l’abnormità può essere di due tipi:

1. Abnormità strutturale: si verifica quando l’atto, per la sua singolarità, si pone completamente al di fuori del sistema processuale.
2. Abnormità funzionale: si manifesta quando l’atto, pur essendo previsto dalla legge, determina una stasi insuperabile del procedimento o una sua irrazionale regressione a una fase precedente.

Nel caso di specie, l’ordinanza di archiviazione del GIP non rientra in nessuna delle due categorie. Non è strutturalmente abnorme perché l’articolo 410 del codice di procedura penale prevede espressamente che il GIP adotti tale provvedimento dopo aver valutato l’opposizione della parte offesa.

Ancor più importante, non è funzionalmente abnorme. Lungi dal causare una paralisi, l’archiviazione rappresenta la fisiologica conclusione di quella fase del procedimento quando non emergono elementi per sostenere l’accusa in giudizio. Gli eventuali errori di valutazione del giudice, come quelli lamentati dai ricorrenti, non sono sufficienti a trasformare un atto legittimo in un provvedimento abnorme. Essi attengono al merito della decisione, non alla sua struttura o alla sua funzione nel processo.

Le Conclusioni: I Confini dell’Impugnazione

La decisione della Cassazione rafforza un principio fondamentale: il ricorso per abnormità è un rimedio eccezionale, non uno strumento per contestare nel merito le decisioni del giudice non altrimenti impugnabili. Un’ordinanza di archiviazione, adottata nell’esercizio dei poteri conferiti dalla legge al GIP, non è abnorme solo perché ritenuta errata o ingiusta dalla parte offesa. Per poterla attaccare con questo strumento, è necessario dimostrare che essa abbia generato una distorsione insanabile del procedimento, cosa che in questo caso non è avvenuta. La Corte, pertanto, ha rigettato il ricorso, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Quando un’ordinanza di archiviazione può essere considerata un provvedimento abnorme?
Un’ordinanza di archiviazione è abnorme solo in casi eccezionali: o quando è un atto completamente estraneo al sistema legale (abnormità strutturale), oppure quando, invece di chiudere il procedimento, ne causa una paralisi insuperabile o una regressione irrazionale a una fase precedente (abnormità funzionale).

Un errore nella valutazione del giudice rende automaticamente il suo provvedimento abnorme?
No. Secondo la Corte, un errore di valutazione, come l’errata considerazione di una prova o una sbagliata qualificazione giuridica del fatto, attiene al merito della decisione e non è sufficiente a rendere il provvedimento abnorme. L’abnormità riguarda la struttura dell’atto o la sua funzione nel processo, non la correttezza del suo contenuto.

Cosa succede se si ricorre in Cassazione per un provvedimento che non è realmente abnorme?
Se il ricorso basato sulla presunta abnormità del provvedimento viene ritenuto manifestamente infondato, la Corte di Cassazione lo dichiara inammissibile. Come nel caso di specie, ciò comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in denaro a favore della Cassa delle ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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