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Procedura Penale

Il sequestro preventivo, funzione cautelare

Il sequestro preventivo esplica una funzione cautelare a tutela dei diritti derivanti dalle statuizioni civili di condanna al risarcimento del danno anche in forma generica, ai sensi dell’art. 539 c. p. p. , nonché dalle statuizioni della futura sentenza civile di condanna al pagamento della somma liquidata quale ammontare del risarcimento.

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Udienza preliminare, sentenza di non luogo a procedere

425, comma terzo, c. p. p. , per la quale il Giudice dell’udienza preliminare deve emettere sentenza di non luogo a procedere anche quando gli elementi acquisiti risultino insufficienti o contraddittori, è qualificata dall’ultima parte del suddetto comma terzo che impone tale decisione soltanto ove i predetti elementi siano comunque inidonei a sostenere l’accusa in giudizio.

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Lettura delle dichiarazioni rese nella fase predibattimentale

La Corte Europea dei diritti dell’uomo ha costantemente interpretato il dettato dell’art.

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La sentenza di applicazione di pena patteggiata

costituisce un importante elemento di prova per il giudice di merito il quale, ove intenda disconoscere tale efficacia probatoria, ha il dovere di spiegare le ragioni per cui l’imputato avrebbe ammesso una sua insussistente responsabilità, ed il giudice penale abbia prestato fede a tale ammissione.

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Consulenza tecnica disposta dal P.M.

Cassazione Civile, Sezione Terza, Sentenza n. 8127 del 3 aprile 2009

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Acquisizione al fascicolo per il dibattimento

Ai fini dell’acquisizione al fascicolo per il dibattimento, ai sensi dell’art. Nella specie il giudice di merito accertava l’effettività delle minacce ed il concreto timore dimostrato dalla parte lesa nel corso degli immediati accertamenti dei Carabinieri.

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Imputazioni alternative, poteri di cognizione del giudice

In tema di divieto di bis in idem, ove l’imputato sia stato assolto da una determinata imputazione, congiuntamente contestata assieme ad un’altra, relativa allo stesso fatto, nell’ambito del medesimo procedimento, sulla residua imputazione non ha modo di esplicarsi l’effetto preclusivo derivante dal giudicato intervenuto sulla prima; e ciò proprio in quanto l’altra, alternativa alla prima, sia ancora sub judice.

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Il potere officioso di integrazione probatoria in appello

Il potere officioso di integrazione probatoria riconosciuto dall’art. 441 comma 5 c. p. p. al giudice di primo grado è certamente esercitatile negli stessi limiti, anche dal giudice di appello e la sua valutazione discrezionale circa la necessità della prova non è censurabile in sede di legittimità.

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Ambito del potere istruttorio del giudice nel giudizio di appello

507 c. p. p. può essere definito nello stesso ambito previsto dall’art. 603, comma 3, c. p. p. , il quale è esercitatile anche in caso di inerzia delle parti e, quindi, anche nel caso di prove che, benché conosciute, non siano state assunte, fermo restando che l’iniziativa ufficiosa deve essere assolutamente necessaria, e che la prova deve avere carattere di decisività.

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Il dato probatorio che si assume travisato o omesso

Allorché le sentenze di primo e secondo grado concordino nell’analisi e nella valutazione degli elementi di prova posti a fondamento delle rispettive decisioni, la struttura motivazionale della sentenza di appello si salda con quella precedente per formare un unico, complesso corpo argomentativo. e) c. p. p. introdotta dalla legge 46/2006, consente la deduzione del vizio di travisamento della prova, travisamento che si realizza allorché di introduca nella motivazione un’informazione rilevante che non esiste nel processo ovvero si ometta la valutazione di una prova decisiva ai fini della pronuncia.

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Strumenti di perquisizione e sequestro nei confronti dei giornalisti

200 e 256 c. p. p. tutelano il segreto giornalistico e impongono la massima cautela nell’utilizzazione degli strumenti della perquisizione e del sequestro nei confronti dei giornalisti, in considerazione della particolare delicatezza dell’attività da costoro svolta e delle potenziali limitazioni che alla libertà di stampa potrebbero derivare da iniziative immotivatamente invasive. Una ricerca incontrollata delle fonti di certe notizie rischia di dare luogo ad un sostanziale aggiramento del principio di cui all’art.

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Sequestro preventivo di siti internet, annunci di natura sessuale

Con riferimento a siti internet, o riviste costituite da veri e propri cataloghi, laddove sono rappresentati soggetti, accompagnati da immagini fotografiche, con annunci di prestazioni sessuali, anche particolari, la stampa costituisce solo il veicolo del messaggio pubblicitario, ed, in quanto tale, non si inquadra nel diritto costituzionalmente garantito (cd. Pubblicazioni siffatte, pertanto, sono vietate in sé, ed il sequestro preventivo rientra nelle misure ad esse applicabili, per espressa previsione del legislatore costituente.

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La qualità di persona offesa non è trasferibile iure hereditatis

Non rileva in alcun modo, con riferimento alla legittimazione a proporre opposizione alla richiesta di archiviazione richiesta dal Pubblico Ministero con riferimento al reato di diffamazione, la qualità di erede in quanto tale.

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Il GIP decide in merito alla richiesta del P.M.

Deve ritenersi ancora valida quella giurisprudenza di legittimità, risalente al 92, secondo la quale, anche se la misura cautelare era stata emessa dal tribunale del riesame la competenza ad effettuare l’interrogatorio di garanzia era sempre del GIP, in quanto lo scopo dell’atto era proprio quello di valutare se permanevano le condizioni ravvisate dal tribunale con l’ordinanza applicativa.

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Modificazione dell’imputazione, possibilità di difesa dell’imputato

L’obbligo di correlazione tra accusa e sentenza non può ritenersi violato da qualsiasi modificazione rispetto all’accusa originaria ma soltanto nel caso in cui la modificazione dell’imputazione pregiudichi la possibilità di difesa dell’imputato.

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Appello incidentale entro i limiti dell’appello principale

L’accessorietà dell’appello incidentale rispetto all’appello principale consegue direttamente dal precetto dell’art. Tutto ciò in consonanza con il principio devolutivo che designa l’appello e che impone di confinare l’appello incidentale – quale deroga al principio della reformatio in peius – entro i limiti dell’appello principale secondo la regola fondamentale espressa dall’art.

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Mancato deposito della lista testi nel termine prescritto

Il mancato deposito della lista dei testi in cancelleria nel termine prescritto non comporta l’inutilizzabilità della relativa prova ove l’escussione del teste sia in ogni caso avvenuta, in quanto, non ricorrendo uno specifico divieto di assunzione della prova, non è applicabile l’art.

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Rinnovazione del dibattimento in appello

La rinnovazione del dibattimento in appello è sostanzialmente uno strumento finalizzato all’integrazione totale o parziale del quadro probatorio del giudizio di primo grado e quindi all’acquisizione di materiale nuovo e diversificato. 603 c. p. p. , allorché viene chiesta l’ammissione di una prova nuova, diversa da quelle indicate nell’articolo 190 bis, non è indispensabile la sua decisività essendo sufficiente l’utilità.

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Ragionevole durata del processo

Cassazione Civile, Sezione Prima, Sentenza n. 4476 del 27 febbraio 2007

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Mancato svolgimento dell'interrogatorio, misura custodiale

294 c. p. p. nel rispetto dei termini di legge con conseguente inefficacia dell’ordinanza cautelare, è necessario sottolineare che l’ambito di applicabilità della disposizione in esame presuppone testualmente la mancata instaurazione della fase del giudizio (fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento), che per i suoi caratteri essenziali di pienezza del contraddittorio e per l’immanente presenza dell’imputato, assorbe la stessa funzione dell’interrogatorio previsto dall’art. Il giudice del dibattimento ha, quindi, la possibilità di verificare in ogni momento la legittimità del vincolo cautelare così come all’imputato è assicurata la possibilità di rendere dichiarazioni in ogni stato del procedimento a norma dell’art.

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