LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Piccoli furti: rileva il danno patrimoniale di speciale tenuità

L’Imputato è stato condannato per diversi furti di merce all’interno di supermercati, tra cui un episodio avente ad oggetto confezioni di carne del valore complessivo di 6,68 euro e altri riguardanti la sottrazione di bottiglie di whisky. La difesa ha richiesto l’applicazione della circostanza attenuante per la particolare tenuità del danno, negata in secondo grado sul presupposto del valore complessivo delle merci sottratte. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’Imputato, stabilendo che la presenza di un danno patrimoniale di speciale tenuità deve essere analizzata e valutata in relazione a ogni singolo episodio di furto, anche se i reati sono stati unificati sotto il vincolo della continuazione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la sentenza con rinvio ad altra sezione per un nuovo esame del caso.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 27624 Anno 2026 (Cass. pen. sez. 5 n. 27624/2026)

Il valore della merce e il danno patrimoniale di speciale tenuità

I reati contro il patrimonio richiedono un’attenta analisi del valore della merce sottratta per determinare la corretta sanzione penale. Quando un soggetto compie più sottrazioni nel tempo, la legge applica la disciplina della continuazione per unificare le pene. Tuttavia, la presenza del danno patrimoniale di speciale tenuità deve essere valutata con rigoroso riferimento a ogni singola condotta. Il caso analizzato riguarda un uomo accusato di diversi episodi di furto all’interno di vari supermercati. Tra i beni sottratti figuravano sia alimentari di piccolissimo valore, come vaschette di carne da soli 6,68 euro, sia prodotti più costosi come bottiglie di alcolici.

La decisione del giudice di merito ha un impatto diretto sulla determinazione della pena finale. Il Codice Penale prevede infatti uno sconto di pena per chi causa un pregiudizio economico particolarmente ridotto alla persona offesa. Nonostante questa precisa previsione legislativa, i giudici di secondo grado avevano negato il beneficio. Essi avevano considerato illegittimamente l’ammontare complessivo di tutte le merci rubate durante l’intera serie di colpi messi a segno.

La valutazione dei singoli episodi di furto

Nel sistema penale italiano, il reato continuato permette di unificare più azioni criminose commesse in esecuzione di un medesimo disegno. Questa unificazione serve a evitare sanzioni eccessive e sproporzionate per il reo. Tuttavia, l’unificazione giuridica non cancella l’autonomia dei singoli fatti dal punto di vista dell’analisi del danno. Ogni episodio mantiene la propria totale individualità quando si deve stabilire l’impatto economico effettivo sulla vittima.

I supermercati subiscono quotidianamente tentativi di ammanco di merce di vario valore e tipologia. Quando la refurtiva di uno specifico episodio ha un valore economico irrisorio, il danno arrecato all’attività commerciale risulta di entità minima. La giurisprudenza ha più volte ribadito che la solidità economica della persona offesa non annulla la tenuità del fatto quando l’oggetto della sottrazione possiede un valore intrinseco di pochissimi euro.

Le motivazioni della Cassazione sul danno patrimoniale di speciale tenuità

I giudici di legittimità hanno annullato la decisione di secondo grado evidenziando un chiaro errore nell’applicazione delle norme penali. La Corte d’Appello ha erroneamente sommato il valore dei beni sottratti nei vari episodi per escludere il beneficio. Questo modo di procedere contrasta in modo netto con l’orientamento consolidato della Suprema Corte. I giudici devono invece verificare l’entità dell’offesa patrimoniale per ciascun reato commesso in modo del tutto autonomo.

La motivazione della sentenza impugnata è risultata priva di logica e palesemente assertiva sul punto dell’attenuante. I giudici del merito non hanno spiegato per quale motivo la sottrazione di merce da soli 6,68 euro non costituisca un danno di lieve entità. Il riferimento cumulativo alle bottiglie di liquore rubate in altri momenti non può giustificare il diniego per l’episodio della carne. La valutazione deve rimanere distinta e rigorosamente ancorata al valore effettivo del singolo bene sottratto.

Le conclusioni della vicenda penale

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’imputato relativamente alla mancata concessione dell’attenuante prevista per le lesioni patrimoniali minime. L’esito del giudizio comporta l’annullamento parziale della sentenza emessa nei gradi precedenti. Gli atti del processo vengono ora inviati a una diversa sezione della Corte d’Appello per svolgere un nuovo ed esaustivo esame della vicenda.

I giudici del rinvio dovranno conformarsi al principio di diritto enunciato dalla Cassazione. Essi dovranno ricalcolare la pena complessiva considerando autonomamente ogni singolo episodio di furto addebitato. Se verrà riscontrato che per singoli episodi il valore della merce era irrisorio, la pena dovrà essere opportunamente ridotta. Questo verdetto riafferma la necessità di un’analisi proporzionata del danno per ogni singola violazione della legge penale.

Come si calcola la tenuità del danno in caso di più furti commessi dalla stessa persona?
Il valore del danno patrimoniale deve essere valutato separatamente per ogni singolo episodio di furto e non sommando il valore totale di tutte le merci sottratte nel tempo.

La capacità economica del supermercato incide sulla tenuità del danno da furto?
No, quando il valore della merce sottratta nell’episodio specifico è di pochissimi euro, il danno viene considerato lieve a prescindere dalle condizioni di ricchezza dell’attività commerciale.

Cosa accade alla pena se la Cassazione accoglie il ricorso per un’attenuante negata?
La Cassazione annulla la sentenza sul punto e rinvia la causa a un nuovo giudice di appello, il quale dovrà ricalcolare la pena applicando la riduzione per l’attenuante riconosciuta.

Termini giuridici

Circostanza attenuante
Elemento previsto dalla legge che non modifica la sostanza del reato ma comporta una riduzione della pena.
Reato continuato
Situazione in cui una persona compie più azioni illecite in tempi diversi in esecuzione di un medesimo disegno criminoso.
Esposizione alla pubblica fede
Condizione dei beni lasciati incustoditi o liberamente accessibili al pubblico, come la merce sugli scaffali dei negozi.
Annullamento con rinvio
Decisione della Cassazione che cancella la sentenza precedente e ordina a un nuovo giudice di riesaminare il caso.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)