LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Pericolo concreto: lancio fumogeni allo stadio

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un tifoso che ha lanciato un fumogeno acceso dagli spalti verso il campo di gioco. Il cuore della decisione riguarda la nozione di pericolo concreto: il reato si configura nel momento del lancio, valutando la situazione ex ante. Non rileva il fatto che nessuno sia stato colpito o che il lancio sia avvenuto in una zona apparentemente vuota, poiché la condotta in sé ha generato un rischio per gli spettatori vicini e per chi si trovava sulla traiettoria.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 1 aprile 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale

Pericolo concreto e lancio di oggetti allo stadio. Il concetto di pericolo concreto è fondamentale nel diritto penale sportivo. Recentemente, la Corte di Cassazione ha chiarito che lanciare oggetti pericolosi durante una manifestazione non richiede un danno effettivo per costituire reato. ## I fatti. La vicenda riguarda un tifoso condannato nei primi due gradi di giudizio per aver raccolto e lanciato un fumogeno acceso dagli spalti verso il terreno di gioco durante una partita di calcio. La difesa ha sostenuto che il lancio fosse avvenuto in una zona priva di persone e che, di conseguenza, non vi fosse stato alcun rischio reale per l’incolumità pubblica. ## La decisione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che la condotta integra perfettamente il reato previsto dalla normativa speciale sulle manifestazioni sportive. Non è necessario che qualcuno venga colpito o che si verifichi un’interruzione della partita. La soglia della punibilità è anticipata al momento in cui la condotta pericolosa viene posta in essere. ### Il criterio della valutazione. La Corte ha ribadito che il giudizio sulla pericolosità deve essere effettuato ex ante. Questo significa che il giudice deve valutare la probabilità di un evento lesivo nel momento stesso del lancio, senza considerare se, per fortuna o abilità, il danno non si sia poi verificato. ## Le motivazioni. La Corte ha spiegato che l’articolo 6 bis della Legge 401/1989 configura un reato di mera condotta pericolosa. La pericolosità è una condizione che qualifica l’azione stessa. Nel caso di specie, il prelievo di un fumogeno acceso e il suo lancio verso il campo, sorvolando altri spettatori, costituisce di per sé un pericolo concreto. Le circostanze invocate dalla difesa, come l’assenza di feriti, sono irrilevanti ai fini della sussistenza del reato, potendo al massimo influire sulla valutazione del pericolo in un’ottica ex post che però non appartiene a questa fattispecie incriminatrice. ## Le conclusioni. La sentenza conferma un orientamento rigoroso volto a tutelare la sicurezza negli stadi. Chi lancia oggetti atti a offendere o fumogeni rischia la condanna penale anche se l’azione non produce conseguenze materiali immediate. La decisione sottolinea inoltre l’importanza del principio di autosufficienza del ricorso: non è possibile contestare la ricostruzione dei fatti senza allegare o riprodurre fedelmente gli atti processuali che si ritengono travisati.

È reato lanciare un fumogeno se non colpisco nessuno?
Sì, il reato si configura come pericolo concreto e la punibilità scatta per il solo fatto di aver creato una situazione di rischio, indipendentemente dall’evento lesivo finale.

Come viene valutato il pericolo dal giudice?
Il giudice utilizza il criterio della prognosi postuma, ovvero valuta la pericolosità della condotta nel momento in cui è stata compiuta, non basandosi sui risultati successivi.

Cosa succede se il ricorso in Cassazione è generico?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile e il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conerence call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati