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Particolare tenuità del fatto: condanna per il ricorso generico

L’Imputato viene condannato nei primi due gradi di giudizio per il reato di falsa attestazione a un pubblico ufficiale. Il difensore propone ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile a causa della sua estrema genericità. I giudici evidenziano che l’atto di impugnazione non specifica i motivi concreti per i quali il fatto avrebbe dovuto essere considerato di lieve entità. La Cassazione riafferma il principio secondo cui l’inammissibilità dell’impugnazione può essere rilevata d’ufficio in ogni stato e grado del processo, anche se il giudice d’appello non l’aveva riscontrata. L’Imputato perde la causa e subisce la condanna al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 24212 Anno 2026 (Cass. pen. sez. 7 n. 24212/2026)

Il reato di falsa attestazione e la particolare tenuità del fatto

Un cittadino subisce una condanna penale per aver reso dichiarazioni non veritiere a un pubblico ufficiale sulla propria identità. Il condannato decide di opporsi alla decisione emessa dalla Corte di Appello. Il difensore presenta un ricorso sostenendo la violazione di legge e chiedendo la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Questo istituto del diritto penale permette di evitare la sanzione quando il danno arrecato è minimo e la condotta non risulta abituale. L’atto di impugnazione lamenta una motivazione errata da parte dei giudici di merito. Tuttavia, il documento depositato non illustra in modo chiaro le ragioni pratiche per cui la condotta dovrebbe essere ritenuta lieve. La Suprema Corte deve quindi valutare un ricorso privo dei requisiti di specificità richiesti dal codice di procedura penale.

Il vizio di genericità negli atti di impugnazione

La legge processuale stabilisce norme molto rigide per la redazione delle impugnazioni. Chi propone un ricorso deve spiegare in modo puntuale le critiche rivolte alla decisione precedente. Un atto generico impedisce al giudice superiore di comprendere gli errori commessi nelle fasi passate del processo. Nel caso specifico, la richiesta presentata ai giudici di legittimità soffriva della stessa indeterminatezza già presente nel giudizio di secondo grado. La difesa ha domandato il proscioglimento senza indicare gli elementi di fatto capaci di giustificare la concessione del beneficio. La mancanza di argomentazioni concrete rende la doglianza del tutto inefficace e determina il blocco dell’esame di merito.

Il potere della Cassazione sulle cause di inammissibilità

La giurisprudenza della Suprema Corte applica un principio costante in tema di controllo sui ricorsi. I giudici di legittimità possono verificare la regolarità degli atti in ogni fase del procedimento penale. Tale verifica avviene anche quando il giudice d’appello ha omesso di rilevare un difetto formale della domanda originaria. Le cause di inammissibilità non sono soggette a sanatoria e non vengono annullate dal semplice scorrere del tempo. Di conseguenza, la Corte di Cassazione mantiene il potere di rilevare d’ufficio l’irregolarità dell’atto, bloccando la decisione finale a prescindere dalle valutazioni espresse nel grado precedente.

Le motivazioni: il rigetto sulla particolare tenuità del fatto

Nelle motivazioni della sentenza, la Corte chiarisce la ragione per cui la domanda sulla particolare tenuità del fatto non trova accoglimento. La difesa si è limitata ad affermare la violazione di legge in modo del tutto astratto e generico. L’atto non ha fornito alcun dettaglio sulla gravità dell’offesa o sulle modalità dell’azione. La Cassazione ricorda che il vizio di genericità iniziale dell’appello si ripercuote sull’intero percorso giudiziario. Il giudice di legittimità ha l’obbligo di riscontrare la mancanza dei requisiti di ammissibilità prima di analizzare il merito della causa. L’assenza di elementi specifici impone l’immediata chiusura del giudizio.

Le conclusioni: gli effetti della decisione e le sanzioni

Nelle conclusioni della decisione, i giudici dichiarano l’inammissibilità del ricorso promosso dall’Imputato. Questa pronuncia conferma in modo definitivo la condanna penale per il reato di falsa attestazione a pubblico ufficiale. La decisione comporta conseguenze sanzionatorie sul piano economico. Il dispositivo stabilisce che il ricorrente deve pagare integralmente le spese del processo. Inoltre, la Corte condanna il cittadino al pagamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Tale versamento punisce la presentazione di un ricorso privo dei requisiti formali previsti dall’ordinamento giuridico.

Quando un ricorso in Cassazione viene considerato generico?
Un ricorso è generico quando si limita a contestare la sentenza senza indicare dettagliatamente i motivi di fatto e di diritto che giustificano la richiesta.

Cosa accade se il giudice d’appello non rileva un’inammissibilità dell’impugnazione?
La Corte di Cassazione può rilevare d’ufficio l’inammissibilità dell’atto in qualsiasi momento, anche se non è stata rilevata nei gradi precedenti.

Quali sono i costi per un ricorso dichiarato inammissibile in Cassazione?
La dichiarazione di inammissibilità comporta il pagamento di tutte le spese processuali e la condanna al versamento di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Particolare tenuità del fatto
Causa di non punibilità che si applica quando l'offesa commessa è di minima entità e il comportamento non risulta abituale.
Inammissibilità
Difetto formale o sostanziale dell'atto di impugnazione che impedisce al giudice di decidere sul merito della questione.
Sub iudice
Espressione che indica una questione o una causa attualmente sottoposta all'esame e al giudizio dell'autorità giudiziaria.
Giudice a quo
Il giudice del grado precedente dalla cui decisione è stato proposto il ricorso o l'impugnazione.
Falsa attestazione a pubblico ufficiale
Reato commesso da chi dichiara il falso a un pubblico ufficiale sulla propria o altrui identità o su qualità personali.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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