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Ordine di protezione europeo: tutela per minori

La Corte di Cassazione ha annullato un’ordinanza che dichiarava inammissibile la richiesta di un ordine di protezione europeo per un minore vittima di sottrazione internazionale in Polonia. Il giudice di merito aveva negato la misura poiché l’indirizzo esatto del minore era ignoto. La Suprema Corte ha stabilito che l’incertezza sulla localizzazione specifica non preclude l’emissione dell’ordine se lo Stato di destinazione è noto e non vi sono prove di ulteriori trasferimenti. L’ordine di protezione europeo deve garantire la sicurezza della vittima anche quando il trasferimento all’estero è coatto o illegale.

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Pubblicato il 27 marzo 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Ordine di protezione europeo e tutela dei minori. L’ordine di protezione europeo è lo strumento giuridico che permette di estendere l’efficacia di una misura cautelare, come il divieto di avvicinamento, in tutti gli Stati dell’Unione Europea. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un padre che chiedeva l’estensione della protezione per la figlia minore, trattenuta illegalmente dalla madre in Polonia. Il Giudice per le indagini preliminari aveva inizialmente rigettato la richiesta, ritenendola inammissibile a causa della mancata indicazione dell’indirizzo esatto in cui la bambina si trovasse. ### Il caso della sottrazione internazionale. La vicenda trae origine da un reato di sottrazione internazionale di minore. Nonostante i provvedimenti civili e penali emessi in Italia, la madre continuava a trattenere la figlia all’estero in una località non precisamente identificata. Il padre invocava l’applicazione del D.Lgs. n. 9/2015 per garantire che le restrizioni imposte alla madre in Italia fossero valide anche sul territorio polacco. ### La decisione della Suprema Corte. La Cassazione ha ribaltato la decisione di merito, affermando che la finalità della normativa europea è la protezione della vittima, indipendentemente dalla volontarietà del suo trasferimento. La residenza o il soggiorno devono essere intesi come dati fattuali. Se è noto lo Stato membro in cui la vittima si trova, l’impossibilità di indicare una via o un numero civico non può tradursi in una negazione della giustizia. ## Le motivazioni. La Corte ha chiarito che l’ordine di protezione europeo deve essere interpretato alla luce delle Direttive 2011/99/UE e 2012/29/UE, che pongono al centro la sicurezza dei minori e delle persone vulnerabili. Il requisito della localizzazione serve a permettere allo Stato di esecuzione di attivarsi, ma non deve diventare un ostacolo insormontabile. In assenza di prove che la minore abbia lasciato la Polonia, l’ultimo luogo noto di residenza è sufficiente per attivare la cooperazione tra autorità giudiziarie. La mancata conoscenza del luogo esatto di occultamento della vittima è proprio una delle ragioni che rendono necessaria una protezione rafforzata e transfrontaliera. ## Le conclusioni. La sentenza stabilisce un principio fondamentale: l’efficacia della tutela penale non può fermarsi davanti ai confini nazionali, specialmente nei casi di sottrazione internazionale. L’ordine di protezione europeo è applicabile anche se il minore è trattenuto in un luogo ignoto, purché all’interno di uno Stato membro identificato. Questa interpretazione garantisce che le misure cautelari seguano la vittima, impedendo che l’illegalità del rapimento diventi un paravento per evitare l’applicazione delle tutele europee.

Cos’è l’ordine di protezione europeo?
È uno strumento che permette di estendere in altri Stati UE le misure di protezione, come il divieto di avvicinamento, emesse in Italia.

Si può richiedere se l’indirizzo esatto all’estero è ignoto?
Sì, purché sia certo lo Stato in cui si trova la vittima e non vi siano prove di un suo trasferimento altrove.

L’ordine si applica in caso di sottrazione di minori?
Certamente, la tutela delle vittime vulnerabili prevale anche se il trasferimento all’estero è avvenuto contro la volontà del minore.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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