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Opposizione all’archiviazione: ricorso inammissibile e multa

La Persona Offesa ha presentato opposizione all’archiviazione per i reati di diffamazione e minaccia. Il Giudice di Pace ha disposto l’archiviazione e il Tribunale ha dichiarato inammissibile il successivo reclamo. La Persona Offesa ha quindi proposto ricorso per Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l’ordinanza del Tribunale emessa in sede di reclamo non è impugnabile per cassazione, salvo il caso eccezionale di abnormità dell’atto, qui non ravvisabile. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, mentre è stata rigettata la richiesta dell’Indagata di rimborso delle spese legali, non avendo la sua difesa fornito un contributo decisivo alla risoluzione della controversia.

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Pubblicato il 15 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 5 Num. 9422 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 5 n. 9422/2022)

Il caso: l’opposizione all’archiviazione e il ricorso respinto

La vicenda nasce da una denuncia presentata da un cittadino, nel ruolo di Persona Offesa, per i reati di diffamazione e minaccia. Il Giudice di Pace decide di archiviare il procedimento penale. La Persona Offesa non accetta questa decisione e presenta una formale opposizione all’archiviazione. Il Giudice di Pace accoglie la richiesta del Pubblico Ministero e dispone comunque l’archiviazione del caso senza fissare un’udienza.

La Persona Offesa propone allora un reclamo davanti al Tribunale. Il Tribunale dichiara il reclamo inammissibile perché il procedimento davanti al Giudice di Pace prevede un contraddittorio esclusivamente cartolare. Non soddisfatta, la Persona Offesa decide di rivolgersi alla Corte di Cassazione per chiedere l’annullamento della decisione del Tribunale.

I limiti del reclamo contro l’archiviazione

La legge stabilisce regole molto precise per contestare l’archiviazione di un reato. Il codice di procedura penale prevede lo strumento del reclamo per rimediare a eventuali errori procedurali del giudice. Tuttavia, questo strumento non permette di ridiscutere il merito delle accuse o la valutazione delle prove.

Nel caso dei reati di competenza del Giudice di Pace, la procedura è ancora più snella. Il giudice decide sulla base dei documenti presentati dalle parti, senza la necessità di convocare un’udienza in presenza. Questo meccanismo garantisce la rapidità del processo ma limita le possibilità di impugnazione successiva per la Persona Offesa.

Le motivazioni della Cassazione sull’opposizione all’archiviazione

I giudici della Suprema Corte hanno dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. La decisione si fonda su una regola insuperabile del codice di procedura penale. L’ordinanza emessa dal Tribunale in sede di reclamo contro l’archiviazione non può essere impugnata davanti alla Corte di Cassazione.

La legge definisce questo provvedimento come espressamente non impugnabile. L’unica eccezione ammessa dalla giurisprudenza riguarda il caso di abnormità dell’atto. Un atto è abnorme quando risulta totalmente estraneo all’ordinamento giuridico o presenta anomalie così gravi da renderlo incompatibile con il sistema processuale.

Nel caso in esame, la Persona Offesa ha lamentato solo semplici violazioni di legge e difetti di motivazione. Questi motivi rientrano nei normali vizi di legittimità e non configurano alcuna abnormità. Per questo motivo, i giudici non hanno potuto esaminare il merito delle contestazioni sollevate dal ricorrente.

La Corte ha affrontato anche la richiesta dell’Indagata di ottenere il rimborso delle spese legali. I giudici hanno chiarito che, in teoria, la Persona Offesa che propone un ricorso inammissibile può essere condannata a pagare le spese di difesa dell’indagato. Tuttavia, in questa specifica vicenda, la memoria depositata dalla difesa dell’Indagata non ha offerto alcun contributo utile alla decisione, poiché la questione giuridica era già ampiamente risolta dalla legge. Per questa ragione, la Corte ha respinto la richiesta di rimborso.

Le conclusioni della Suprema Corte sul caso specifico

La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso della Persona Offesa. Questa decisione conferma la linea di assoluto rigore sull’opposizione all’archiviazione e sui successivi gradi di impugnazione. Chi presenta un ricorso non consentito dalla legge deve subire severe conseguenze economiche.

La Persona Offesa ha perso la causa in modo definitivo. I giudici l’hanno condannata al pagamento delle spese del procedimento giudiziario. Inoltre, la Corte ha inflitto al ricorrente una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle ammende, a causa della manifesta inammissibilità del ricorso. L’Indagata non riceverà alcun rimborso per le spese di difesa, poiché il suo atto difensivo è stato ritenuto non rilevante per la decisione finale.

Si può fare ricorso in Cassazione contro il rigetto del reclamo sull’archiviazione?
No, l’ordinanza del Tribunale che decide sul reclamo è per legge non impugnabile, tranne nel caso eccezionale in cui l’atto sia del tutto abnorme.

Cosa rischia chi presenta un ricorso inammissibile in Cassazione?
Il ricorrente rischia la condanna al pagamento delle spese del procedimento e una sanzione pecuniaria da versare alla Cassa delle ammende.

L’indagato ha sempre diritto al rimborso delle spese legali se il ricorso della persona offesa è inammissibile?
No, il rimborso viene escluso se la difesa dell’indagato non ha fornito un contributo concreto e specifico alla decisione del giudice.

Termini giuridici

Reclamo
Mezzo di impugnazione semplificato per contestare specifiche violazioni procedurali del giudice.
Inammissibilità
Impossibilità per il giudice di esaminare il merito di una domanda o di un ricorso a causa del mancato rispetto di regole fondamentali.
Cassa delle ammende
Fondo pubblico gestito dal Ministero della Giustizia dove confluiscono le sanzioni pecuniarie inflitte a chi propone ricorsi infondati.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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