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Oltraggio a pubblico ufficiale: ricorso inammissibile per recidiva

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna condannata per **oltraggio a pubblico ufficiale**. La donna aveva offeso un agente di polizia amministrativa durante un controllo biglietti. I giudici hanno confermato la condanna, ritenendo le espressioni oltraggiose e la personalità dell’imputata, già con precedenti, incompatibile con l’applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.). La Corte ha quindi condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 34293 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 34293/2022)

La condanna per Oltraggio a Pubblico Ufficiale e il ricorso inammissibile

La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato un caso di oltraggio a pubblico ufficiale, confermando una condanna e dichiarando inammissibile il ricorso presentato dalla persona imputata. Questa decisione sottolinea l’importanza del rispetto verso chi svolge funzioni pubbliche e i limiti all’applicazione di particolari benefici legali, come la non punibilità per tenuità del fatto. Comprendere i dettagli di questa sentenza aiuta a chiarire quando un comportamento offensivo può avere conseguenze penali significative.

Il fatto: offese durante un controllo

La vicenda ha avuto origine quando una cittadina ha proferito espressioni offensive contro un agente di polizia amministrativa. L’agente stava svolgendo il suo compito di controllo dei biglietti. Le parole usate dalla donna sono state considerate un vero e proprio oltraggio a pubblico ufficiale. Questo comportamento ha portato a una condanna nei gradi di giudizio precedenti.

Il ricorso e le ragioni dell’inammissibilità

La donna ha deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione. Tuttavia, i giudici della Suprema Corte hanno dichiarato il ricorso “inammissibile”. Questo significa che il ricorso non rispettava i requisiti formali o sostanziali per essere esaminato nel merito. In particolare, i motivi presentati riproducevano censure già esaminate e risolte dai giudici precedenti. Non venivano quindi proposte nuove questioni di diritto.

L’importanza del rispetto per il pubblico ufficiale

Il reato di oltraggio a pubblico ufficiale tutela l’onore e il prestigio di chi esercita una funzione pubblica. Non si tratta solo di proteggere la persona fisica dell’agente, ma anche l’autorità e la dignità dell’istituzione che rappresenta. Offendere un pubblico ufficiale mentre svolge il suo dovere è un attacco diretto all’efficienza e alla credibilità della pubblica amministrazione. La legge punisce questi comportamenti per garantire il corretto funzionamento dei servizi pubblici.

Quando non si applica la non punibilità per oltraggio a pubblico ufficiale

Un aspetto cruciale di questa sentenza riguarda l’articolo 131-bis del Codice Penale. Questa norma prevede la “causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto”. In pratica, se un reato è considerato di lieve entità, il giudice può decidere di non applicare una pena. Nel caso di oltraggio a pubblico ufficiale, tuttavia, la Corte ha escluso questa possibilità. I giudici hanno valutato la natura oltraggiosa delle espressioni usate. Hanno anche considerato la gravità del fatto in base ai precedenti della donna. La sua personalità è stata descritta come “del tutto insensibile al rispetto delle regole”. Questo ha reso incompatibile l’applicazione del beneficio.

Le motivazioni: la personalità dell’imputata e l’oltraggio a pubblico ufficiale

La Corte ha motivato la sua decisione sottolineando due aspetti principali. Primo, le espressioni proferite erano oggettivamente oltraggiose. Secondo, la personalità della ricorrente ha giocato un ruolo determinante. I suoi precedenti penali hanno evidenziato una “personalità del tutto insensibile al rispetto delle regole ed incapace di rapportarsi con l’autorità pubblica”. Questa valutazione ha portato a ritenere la pena necessaria. La pena, in questo contesto, ha una funzione sia punitiva che rieducativa. Non era possibile applicare la non punibilità per tenuità del fatto, proprio a causa di questa condotta reiterata e della mancanza di rispetto dimostrata. L’oltraggio a pubblico ufficiale non poteva essere derubricato a fatto di lieve entità.

Le conclusioni: condanna confermata per l’oltraggio a pubblico ufficiale

La Suprema Corte ha quindi confermato la decisione dei giudici di merito. Il ricorso della donna è stato dichiarato inammissibile. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali. Inoltre, dovrà versare una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sentenza ribadisce che l’oltraggio a pubblico ufficiale è un reato serio. La sua gravità può essere accentuata dalla condotta pregressa del reo. La giustizia mira a garantire il rispetto delle istituzioni e a rieducare chi dimostra disprezzo per le norme.

Cosa significa che un ricorso è inammissibile?
Un ricorso è inammissibile quando non può essere esaminato nel merito da un giudice superiore perché non rispetta i requisiti di legge, ad esempio se ripropone questioni già decise o non è formulato correttamente.

Quando si configura il reato di oltraggio a pubblico ufficiale?
Il reato si configura quando una persona offende l’onore o il prestigio di un pubblico ufficiale, come un agente di polizia o un controllore, mentre svolge il suo servizio o a causa di esso, in un luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone.

La non punibilità per tenuità del fatto (Art. 131-bis c.p.) si applica sempre?
No, la non punibilità per tenuità del fatto non si applica sempre. Il giudice valuta la gravità del reato e la condotta dell’imputato. Se il fatto non è particolarmente tenue o se la persona ha precedenti che dimostrano una scarsa sensibilità alle regole, il beneficio può essere negato.

Termini giuridici

Inammissibile
Non accettabile o non valido secondo la legge, spesso perché non rispetta i requisiti formali.
Ricorso
Una richiesta formale presentata a un'autorità superiore, come un tribunale, per riesaminare una decisione precedente.
Causa di non punibilità
Una circostanza prevista dalla legge che, pur in presenza di un reato, impedisce di applicare una pena al colpevole.
Oltraggio a pubblico ufficiale
Offesa all'onore o al prestigio di una persona che svolge una funzione pubblica, mentre compie il suo dovere o a causa di esso.
Spese processuali
I costi economici che si devono sostenere per affrontare un processo legale, come le tasse giudiziarie e gli onorari degli avvocati.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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